Miriam domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 09/04/2016

Figlia di un bipolare ossessivo compulsivo

Salve, sono una ragazza di 18 anni, vi scrivo perché non so che cosa possa avere. Da quando sono nata mio padre è sempre stato molto "strano": urlava, rompeva le cose e ci insultava e tutto d'un tratto diventava un agnellino. L'anno scorso ha tentato il suicidio più volte ed era diventato davvero incontrollabile, cosi l'abbiamo convinto ad andare dalla psichiatra che lo ha invitato a fare un soggiorno in ospedale. Mio padre non era molto d'accordo e la sua dottoressa ha deciso di fare il ricovero coatto. Dopo diversi mesi di tribolazione, oggi mio padre sta meglio, sembra un bambino a volte ma è molto più docile. Il motivo per cui vi scrivo però sono io, la mia memoria e la mia recettività non sono più come prima. Prima facevo grande affidamento sulle mie capacità, ora sento come se mi stessero abbandonando. Il colmo è stato oggi a scuola quando è venuto uno psicologo a scuola e una ragazza gli ha chiesto che cosa fosse il TSO. Quando lo psicologo ha iniziato a spiegarlo il cuore sembrava mi stesse scoppiando il cuore, non l'avevo mai sentito battere cosi forte. Sono andata in bagno, mi sono messa un po' a piangere ed avevo il fiatone. Quando poi mi sono calmata mi sono accorta di avere un formicolio doloroso alle mani che è durato per qualche minuto. Mi sono davvero spaventata. Non so cosa mi stia succedendo, vorrei stare bene ma davvero bene ma sembra impossibile, mi faccio mille fisse su ogni cosa ma il mio fisico non è più quello di prima. Se faccio tante cose in una giornata la sera mi sento cosi stanca da dover piangere. Prima riuscivo a fare molte più cose mentre ora, che mi succede?

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Claudia Petrilli Inserita il 09/04/2016 - 14:36

Cara Miriam,
hai vissuto un'esperienza molto forte emotivamente. Siamo abituati a vedere i nostri genitori come"supereroi", come coloro che devono proteggerci, accudirci e sui quali possiamo fare affidamento, certo vederli in difficoltà e scoprire che loro, come noi, sono individui fragile che possono soffrire e stare male "come dei bambini" ci tocca profondamente.
Non devi spaventarti, quello che ti sta succedendoè probabilmente una reazione al forte stress che hai vissuto e a questa situazione che devi ancora elaborare dal punto di vista emotivo e cognitivo, magari con l'aiuto di un professionista che possa aiutarti a comprendere e metabolizzare tutta questa situazione, soprattutto in questa fase importante di crescita e sviluppo della vita che ti trovi ad attraversare.
A disposizione.

Dott.ssa Claudia Petrilli
Psicologa, Psicosessuologa ad orientamento cognitivo-comportamentale