N.  domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il

La Spezia

Desiderio sessuale,ansia da prestazione o autosabotaggio?

premetto che sono un paziente con Doc. (mutabon, gabapentin, carbonlitium)
di 46 anni... la terapia negli anni ha dato ottimi risultati... recentemente dopo una lunga malattia di mesi è morto mio padre... ora mi devo adattare alla nuova realtà... sto frequentando una donna44, divorziata, con figli e sempre impegnata al lavoro... il tempo a disposizione è poco... e fare l'amore è un pò problematico... in più mi sta salendo un ansia da prestazione... lo psichiatra mi ha detto ce il cialis sarebbe un buon aiuto... io nel frattempo nonostante mi trovi bene con LEI mi chiedo se ho un vero desiderio sessuale per lei... (diciamo fisicamente nn ha il fisico d una 20enne, gravidanza è un pò sovrappeso etc... ) è un DUBBIo... ho tanta voglia di vederla, ho voglia di abbracci e di carezze è un periodo pesante a volte penso di essere innamorato come non lo ero da anni...
cosa devo fare?
SEMPLICEMENTE vivere... ?
P.s. è ansia da prestazione o una autosabotaggio del DISTURBO OSSESSIVO?
grazie

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Ursula Fortunato Inserita il 11/02/2026 - 15:17

Civitavecchia
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Buon pomeriggio N., la situazione che descrive appare emotivamente intensa e merita attenzione in uno spazio adeguato. Considerando il lutto recente, la fase di riassestamento personale e l’inizio di una nuova relazione, un incremento dell’ansia è comprensibile. La presenza di desiderio di vicinanza, contatto e condivisione, rappresenta un indicatore significativo di coinvolgimento affettivo.
Il dubbio rispetto al “vero desiderio”, soprattutto se assume la forma di una ricerca di certezza, può inserirsi nelle modalità tipiche del DOC. Le difficoltà sessuali, in questo contesto, possono essere sostenute da ansia da prestazione, anche in interazione con la terapia farmacologica e con la percezione di avere poco tempo a disposizione.

Può essere utile domandarsi: quanto la fretta e la pressione del “dover funzionare” stanno influenzando l’esperienza intima?
E quanto potrebbe essere utile un supporto per individuare insieme allo psicologo, strategie concrete ?
Nuove strategie potrebbero favorire la relazione, ridurre la dimensione prestazionale e dedicare più tempo per una maggiore gradualità, così da vivere il rapporto con maggiore serenità? Spero di esserle stata utile. Le auguro il meglio.

Dott.ssa Ursula Fortunato