Christian  domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 21/11/2021

Agrigento

Coinquilini e solitudine

Salve a tutti,
Sono un ragazzo da poco trasferito all’ estero per studi. Il periodo che sto affrontando mi reca non poco disagio dettato soprattutto dalla sensazione di solitudine. Fino ad ora ho vissuto in una famiglia numerosa e non mi sono mai sentito solo (anzi desideravo vivere da solo per dimostrare la mia indipendenza). Ora invece che vivo da solo da un paio di mesi mi sento sempre più solo e la notte non dormo bene pensando a come sarebbe la mia vita se avessi altre persone in casa con me. Ho notato che sono sempre più pigro e gli unici momenti di eccitazione sono quando qualche amico viene a trovarmi a casa. Quando ciò accade mi agito e inizio a pulire, cucinare il tutto in maniera alquanto naturale, recandomi soddisfazione e piacere. Per questo motivo ho pensato che avere dei coinquilini potrebbe essere la soluzione ma sono consapevole del fatto che potrei trovare persone non compatibili con me (e di dover rimpiangere la scelta fatta) Ciò mi provoca ansia e mi immobilizza. Mi scuso per il papiro noioso da me scritto e vi ringrazio in anticipo di un eventuale consiglio. Grazie mille.

  4 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Sacha Horvat Inserita il 22/11/2021 - 18:12

Milano
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Buonasera Christian,
trasferirsi all'estero è sempre un'incognita su numerosi fronti e uno dei più importanti può essere proprio la sfera sociale e delle relazioni. Trovarsi in un nuovo ambiente è complicato e può far emergere delle nostre difficoltà, dandoci l'occasione di poterle vedere e affrontare.
Vi è sempre un periodo di assestamento in ogni spostamento che compiamo, sia esso vicino o lontano da casa. Il senso di solitudine può essere giustificato ed essere promotore di un proprio sviluppo e cambiamento personale. È possibile sentirsi soli anche con dei coinquilini. Cerchi di capire se ora necessita di compagnia o di conoscersi meglio.
Nel caso incontrasse delle difficoltà che risultino troppo impegnative da affrontare da solo cerchi il supporto di un professionista che la aiuti a chiarire questo momento complicato.
Un caro saluto.
Dott. Sacha Horvat

Dott.ssa Loredana Trebisacce Inserita il 22/11/2021 - 10:12

Roma
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Caro Christian,
La natura umana è fortemente radicata alla socialità, alla convivialità, alla condivisione e allo scambio tra persone.
Quello che descrivi, soprattutto provenendo da una famiglia numerosa, è perfettamente normale.
Nella complessità del nostro modo di essere inoltre trova posto la necessità di stare da soli quando si dividono gli spazi con troppe persone, e viceversa di rimpiangere la compagna degli altri nella solitudine.
Le tue preoccupazioni riguardo alle possibili complicazioni di un'eventuale convivenza sono comprensibili.
Mi permetto di consigliarti di focalizzarti sui tuoi bisogni più che sulle tue paure...
Il senso di apatia che senti ti sta comunicando che hai bisogno di stare maggiormente con gli altri, eventualmente dividendo gli spazi abitativi...
In questo caso il compromesso è necessario...
Senza mai dimenticare che si può sempre tornare indietro, sempre seguendo i nostri bisogni.
Se ti va scrivimi ancora, resto a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Un caro saluto
Dott.ssa Loredana Trebisacce

Dott.ssa Fabiana Marra Inserita il 21/11/2021 - 19:13

Lecce
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Salve Christian, ogni cambiamento richiede del tempo per ritrovare l'equilibrio necessario. Mi è sembrato tra le righe di individuare la paura di fallire, in riferimento alla scelta che ha preso inizialmente di vivere da solo. Mi sento di dirle che bisognerebbe capire da dove nasce questa sensazione e che non può sapere "prima" come sarà una convivenza, non c'è altro modo che viverla.
Buona serata
Dott.ssa Fabiana Marra

Dott.ssa Alice Mortarotti Inserita il 22/11/2021 - 12:20

Buongiorno Christian, dal breve racconto che hai fatti sento che ti sei messo in cammino per trovare la tua dimensione. Ogni cambiamento si affianca ad aspettative che se non ben analizzate possono creare difficoltà nella persona che le sente disattese. Quello che tu porti sembra essere proprio una difficoltà a vivere una realtà che verosimilmente ti eri immaginato in maniera differente. Sarebbe importante per te permetterti di analizzare il momento attuale nello spazio del confronto con un professionista, assieme si potrebbe lavorare sul miglioramento dell'oggi e sulla progettualità futura senza prendere decisioni affrettate. L'ansia, il sentirsi immobilizzato, la pigrizia sono sintomi che ipotizzo ti stiano dicendo di fermarti a riflettere su di te, di prenderti il tuo tempo e il tuo spazio per conoscerti meglio e capire quindi cosa vuoi, cosa ti piace. Fatto questo probabilmente potrai ripartire in maniera più consapevole e con uno sguardo più positivo verso il domani. Come hai detto tu: prima eri contornato da una famiglia numerosa e sentivi di volere indipendenza, adesso che ce l'hai ti senti solo. Prima ti trovavi in un ambiente protetto dove non dovevi esser per forza tu a decidere e a creare eventi di contatto, adesso hai l'opportunità di fare cosa vuoi, quando lo vuoi, esperienza nuova per te, che lascia aperte tante possibilità ma che non presenta le certezze cui eri abituato. Il cambiamento è un'ottima opportunità se costruito e valorizzato, in altro modo può essere vissuto come qualcosa di ansiogeno e negativo. Ti aspetto online se vorrai ritagliarti un momento di confronto e condivisione. Spero di averti dato qualche spunto di utilità! Buon proseguimento di giornata
Drssa Alice Mortarotti