Lucrezia  domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 11/09/2020

Roma

Rapporti marito sua famiglia

Tra convivenza e matrimonio con d sono passati 15 anni lui non è mai stato particolarmente comunicativo. Dimostra il suo affetto pagando casa, bollette, cucinando ecc. Alla sua famiglia piaccio, a suo dire, anche se x quasi 10 anni mi chiamavano con il nome della sua ex, x i primi anni lo faceva anche lui, in camera sua per un paio d'anni è rimasta la foto della sua ex. Il rapporto è andato avanti grazie al mio impegno e al fatto che ero io a riavvicinarmi a lui anche quando era lui ad avere torto marcio. 5 anni fa ho perso il lavoro, ho contribuito con qualche centinaia d'euro frutto dell'affitto di un appartamento e con qualche lavoro saltuario, poi ho vinto un concorso conquistando il tempo indeterminato. Dal 2014 le cose sono andate peggiorando sempre più perché l'ho costretto a sposarsi in chiesa cosa che lui ha fatto solo x non farsi rompere le scatole. Passava i we dai suoi Io a casa da sola. Ero io a prendermi cura della casa di lui e di me, facevo anche compiti suoi quali imbiancare casa provvedere alle piccole riparazioni e alla manutenzione. Mai un grazie era solo il mio dovere. Alla prima occasione mi ripeteva che x me si era dovuto sposare pure in chiesa che mi aveva mantenuta che è lui a pagare il mutuo (di una casa intestata solo a lui) che mi teneva solo x pietà visto che non ho nessuno (non ho nessuno, ho perso i genitori all'età di 10 anni,sono cresciuta con i nonni che sono morti 15 e 8 anni fa) e che se non mi va bene posso andarmene. Oramai eravamo sposati non avevo nessuno e in più volevo un figlio. Sono sempre rimasta. Nel tempo la mia autostima le mia sicurezza sono sparite insieme alla mia dignità. Un giorno mi ha contattata un mio ex collega era dolce premuroso, mi chiedeva consiglio e agiva così, mi era grato e mi aveva fatto tornare il sorriso. Stavo bene ma non moralmente, ho interrotto questa relazione fatta di sole telefonate, passeggiate all'aperto ed un solo bacio. Lo ha scoperto ed ora usa questa cosa x dire che è colpa mia se si comporta male con me, semmai è vero il contrario. Le mie cognate non mi hanno mai considerata. Mai una telefonata o un messaggio. Alla ex di d la chiamano x il compleanno a me no, eppure ne hanno sempre parlato molto male. Si comportano in modo discutibile nei miei confronti, x es vanno via sbattendo la porta O facendo battute inopportune tra di loro. Ogni volta che si verifica una situazione del genere lo faccio presente a mio marito ma per lui sono io ad aver fatto qualcosa o ad averle istigate o è colpa del mio carattere (fra l'altro, da pecora quale sono diventata non ho mai reagito alle loro provocazioni) o è colpa del fatto che sono una persona fastidiosa. Insomma sempre colpa mia qualunque cosa accada Co. Lui, con la sua famiglia, con gli estranei. Se mi permetto di dargli un consiglio fa l'esatto opposto anche sbagliando e seppure finisce per fare come dico io non riconosce che la mia soluzione era la migliore all'ultima litigata mi ha detto che non dovevo comportarmi come se fosse casa mia e che dovevo ricordare che lui mi mantiene anche se mi pare che d mio stipendio non rimane nulla. Non c'è la faccio più e la cosa peggiore è che oramai credo di essere una pessima persona che non merita attenzioni o di avanzare pretese. Ho paura di parlare, non ho più una mia opinione mi sono isolata da tutto e da tutti perché penso di non essere all'altezza e perché mi vergogno di quello che sono e di quello che accetto. Aiuto

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Valeria Ricci Inserita il 18/09/2020 - 13:26

Gentile signora il primo consiglio che le do è quello di fermarsi un attimo e fare un respiro profondo. A volte i pensieri negativi si sommano in modo esponenziale e non ci consentono di vedere bene cosa veramente va cambiato nella nostra vita. Come se aggiungessimo mattoni su mattoni ad una casa le cui fondamenta sono da rivedere. Ho l'impressione che lei stia pagando ad un prezzo troppo alto il timore di rimanere da sola (esperienza già vissuta da piccola). Se riuscisse a risolvere questo timore, probabilmente il resto lo resterebbe con minore difficoltà. Concordo con la collega che mi ha preceduto che sarebbe opportuno rivolgersi ad uno psicologo per fare chiarezza e trovare delle soluzioni. La vita è troppo preziosa per essere sacrificata in nome di cose che non ci rendono felici. Rimango a disposizione per qualsiasi cosa. In bocca al lupo! Drssa Valeria Ricci

Dott.ssa Katarina Faggionato Inserita il 12/09/2020 - 21:35

Cara Lucrezia,
si sente molta tristezza dalle Sue parole. Condivide la Sua vita con un uomo da cui non si sente amata, dalla famiglia di lui non si sente accettata. Ha vissuto esperienze dolorose nel passato e forse anche per questo sente forte il bisogno di una vicinanza affettiva che si sforza di ottenere. Alla fine di tutto questo sta perdendo fiducia in se stessa. Accenna al lavoro che forse è un ambito della Sua vita che funziona. Sarebbe utile sapere se c'è dell'altro che La fa stare bene. Qualche amicizia, gli interessi o altro. Alla fine del Suo scritto chiede aiuto. Sono tanti i fattori in gioco e per poterLa aiutare bisognerebbe approfondirli. Valuti un percorso psicologico, ci sono diversi aspetti su cui varrebbe la pena di lavorare. Le auguro il meglio.
Dott.ssa Katarina Faggionato