Isabella  domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 01/07/2019

Accettazione

Buongiorno, mi chiamo Isabella, ho 27 anni e non lo si direbbe per come mi incaponisco certe volte per cose, spesso, di poco conto, se non futili.
Questo é il mio problema, sembra che io non riesca ad accettare le avversità che colpiscono la mia vita, soprattutto quelle più stupide e alle quali io stessa trovo un significato e per le quali é palese che non ci sia nulla da fare per cambiare la situazione.
È un comportamento infantile, me ne rendo conto, ma non riesco ad abbandonarlo: quando qualcosa di cui m'importava va storto o sorgono dei problemi insormontabili non riesco a frarmene una ragione e ad andare avanti ma sorgono in me sentimenti di frustazione, rabbia e, a volte, di odio.
Il non riuscire a passare sopra a questi eventi genera altri sentimenti negativi in un circolo vizioso in cui l'unico modo veramente soddisfacente che ho per sfogarmi è cercare il conflitto (quando ancora vivevo a casa dei miei era facile innescare un litigio con mia madre, bastava qualsiasi stupidaggine ed un tono di sfida appena accennato), ma poi finisco col ferire le persone e starci ancora peggio e sentirmi sbagliata.
E tutto questo per delle stupidagini.
Che posso fare?

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 01/07/2019 - 11:58

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buongiorno Isabella,
Credo che una delle maggiori difficoltà sia rappresentata proprio dalla sua percezione dei problemi: essi sono ritenuti da lei "insormontabili".
Questa sensazione innesca i sentimenti di "rabbia e frustrazione" che poi inducono in lei atteggiamenti provocatori ("cercare il conflitto").
Quindi, è probabile che il "comportamento infantile" cui accennava si riferisce più che altro all'idea che Isabella non sia in grado di fronteggiare le avversità, per questo sembra che cerchi di evitarle, spostando la tensione sull'altro ("innescare un litigio con mia madre").
Come mai secondo lei Isabella non si sente in grado di affrontare le difficoltà?
Cosa le suscita l'idea che possa trovarsi in una circostanza per lei difficile?
Cosa teme possa accadere?
Cosa è successo oggi nella sua vita che ha indotto in lei una maggiore intolleranza rispetto a questa difficoltà?
Con chi innesca le "liti" oggi, dal momento che non vive più coi suoi genitori?
Se desidera approfondire la questione, può scrivermi o contattarmi.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).