Gentile Noemi, la forte attrazione o anche l’innamoramento nei confronti del/della psicoterapeuta è un fatto molto comune che se succede, è un indice di buon funzionamento di una psicoterapia. La psicoterapia può mobilitare non solo sentimenti “amorosi”, ma anche emozioni quale rabbia, indifferenza, competizione, invidia, rifiuto ecc. Anche in questi casi, la psicoterapia sta funzionando a patto che si abbia la disponibilità e la forza di poter affrontare e parlare di questi sentimenti. Senza scappare. Lei si è ben documentata ed ha incontrato la parola “transfert”. Questo è un concetto elaborato all’interno della psicoanalisi. Il paziente rivive all’interno della stanza analitica, emozioni e sentimenti del passato che “proietta” sul proprio analista. E’ un indice del buon funzionamento della terapia perché aiutata dal terapeuta, proprio attraverso l’osservazione “in vivo” di quelle emozioni, la persona ha modo di osservare, scrutarsi e prendere coscienza, di ciò che si porta dentro e nella vita. Un laboratorio scientifico. Altri psicoanalisti dopo Sigmund Freud hanno chiarito come il transfert possa essere un fenomeno non solo confinato nella stanza analitica e che si manifesta, è “agìto” in molti nostri incontri, con le persone che incontriamo e che amiamo, oppure odiamo. Ha presente quando incontriamo una persona nuova e ci sembra di conoscerla da sempre…verso cui proviamo una “istintiva” attrazione…..ebbene, quella persona ha in sé delle caratteristiche che ci ricordano qualcosa o qualcuno…una donna può innamorarsi sempre dello stesso tipo di uomo: che sia molto simile a suo padre o anche molto diverso. Ora però lei dice, non era solo transfert, lei si è innamorata di quell’uomo e non di un fantasma. Mi sento di condividere questa sua affermazione. Nonostante la “neutralità “ del professionista che DEVE agire secondo codice deontologico, il paziente riesce a percepire qualcosa di quella persona, il suo stile, la sua umanità. Il terapeuta non può comunque lascarsi andare ma deve rispondere alla domanda iniziale, quella con cui si è iniziata la terapia: voglio star meglio, voglio guarire. Il fine della terapia è dunque il superamento del transfert. Restituire la persona ai suoi amori, alla sua vita. Riguardo all’interruzione della sua terapia credo sarebbe opportuno che lei chiarisse chiedendo ancora un incontro con il collega. Ha bisogno di una risposta. In generale posso dirle che prima di iniziare una psicoterapia sarebbe opportuno sapere che tipo di psicoterapia si sta scegliendo. Se molti psicoterapeuti possono essere preparati su tecniche e concetti COMUNI a tutte le psicoterapie, il transfert è un insieme di manifestazioni e comportamenti che hanno la loro sede di elezione all’interno di una psicoterapia psicoanalitica o psicoanalisi. In bocca al lupo.