I&S domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 28/05/2016

Como

Comportamento del bimbo diverso tra mamma e papà

Buongiorno, siamo i genitori di un bimbo di due anni e 4 mesi, e da un po' il nostro bambino si comporta sempre più in modo diverso nei confronti del papà e della mamma. Quando il papà non è presente, in casa o fuori, il bimbo chiede di lui e quando capisce che non c'è ha dei piccoli momenti di malinconia, e inizia a nominarlo col pianto in gola. Quando invece è presente lo ignora, se il papà saluta il bimbo lui si gira o lo manda via in modo brusco, strillando, fino a essere quasi aggressivo nei suoi confronti, dando l'impressione che voglia allontanarlo in tutti i modi. Il papà rimane molto male per questo comportamento perché ha paura di non essere amato. Per quanto riguarda la mamma, invece, quando è presente è molto affettuoso con lei, ma quando non c'è non chiede mai di lei e diventa affettuoso e dolce con il papà (spesso il papà dice che sembra un altro bambino). Non sappiamo come comportarci, e vorremmo capire se con questo comportamento il nostro bimbo voglia comunicarci qualcosa. Se potete aiutarci ve ne saremo infinitamente grati. Vi ringraziamo anticipatamente per una risposta I&S

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Nadia Calderaro Inserita il 06/06/2016 - 01:30

Buongiorno I&S,
dalle sue parole posso comprendere i suoi timori sulle reazioni di suo figlio poichè a 2 anni l'espressione delle emozioni nei bambini non è ancora ben modulata e vengono espresse con un'intensità tale, soprattutto quelle negative, da far preoccupare il genitori. Ma mi sento di rassicurarla sul fatto che suo figlio avendo due anni è in una fase molto particolare del suo sviluppo in cui, da una precedente modalità in cui era molto attaccato alla mamma ora sta iniziando ad esplorare il mondo e comprendere il senso della distanza e del distacco fisico. Da una parte esplora il mondo dall'altra ricerca nei genitori una vicinanza che lo rassicuri. Ed è proprio in questa fase che inizia a formarsi un primo rudimentale concetto di sè in cui acquisisce il fondamentale senso di fiducia in se stesso.
Quando inizia questo periodo anche solo uscire dalla sua vista, per lui è come sparire; quindi abituarlo per gradi a capire che la mamma, anche se non la vede, è sempre presente.
Ogni cosa deve essere affrontata per gradi, compreso il distacco, tutto dipende dal bambino.
A tal proposito, propongo la lettura di un libro veramente molto bello: “La Mamma nel Cuore” che aiuta il bambino a crescere in questo aspetto.
È fondamentale che il bambino senta che si tiene a lui, che non è solo curato fisicamente ma è nella mente di qualcuno. Quando sarà in grado di tollerare le separazioni dai genitori allora significa che anche lui può trattenere nella propria mente l’immagine dei genitori.
Per questo posso consigliare a lei e suo marito di accogliere le emozioni che prova senza spaventarsi ma dimostrandogli di accettare anche i suoi sfoghi e restituendo al bambino un senso per quello che prova, dando un nome a quelle emozioni e parlando con lui sul significato dell'allontanarsi per poi ritornare. Rassicurarlo sull'affetto e aiutandolo a ricordare il papà/mamma, parlando di lui, raccontando dei momenti insieme, rendendolo presente nella sua mente. a disposizione per ulteriori informazioni Dott.ssa Nadia Calderaro, nadia.calderaro@gmail.com

Dott.ssa Chiara Francesconi Inserita il 29/05/2016 - 11:31

Buongiorno I&S,
premesso che molto complesso poter comprendere da questa descrizione il problema (se problema è!) del nucleo familiare e del vostro bambino. Partendo da questi dati forniti si potrebbe ipotizzare (e mi raccomando prendete tutto ciò con le pinze!) che il piccolo abbia un attaccamento abbastanza sicuro verso la mamma (non è infatti un male se il bambino non cerca o non piange il genitore quando questo se ne va.. è l'insieme dei comportamenti agiti tra quando si sta assieme, quando ci si separa e quando ci riunisce, che indicano la presenza di un'eventuale preoccupazione/timore del bimbo). Si potrebbe invece pensare che tolleri un po' meno bene la separazione dal papà e che al suo rientro non riesca a comunicare efficacemente il proprio stato emotivo, preferendo "proteggersi" e distaccarsi, non dando nuovamente troppa confidenza!.. Non sapendo a quali momenti di separazione dal papà facciate riferimento (se ad. esempio si assenta per lavoro o in altre circostanze), la prima cosa che si potrebbe fare è trovare dei momenti per parlare al bimbo, con parole che possa comprendere, il significato delle "separazioni" e dei rientri. Ciò che consiglio è però un consulto più approfondito per comprendere meglio la situazione: è possibile che ci siano altri motivi alla reazione "brusca" del bambino al rientro del papà.. ad es. anche solo il tipo di attività del bambino che si va ad interrompere salutandolo. Un terapeuta esperto di tematiche evolutive e sostegno alla genitorialità potrebbe fare al vostro caso. Resto a disposizione per ulteriori informazioni,
dott.ssa Chiara Francesconi
psicologa psicoterapeuta cognitiva
www.chiarafrancesconi.it