Valentina domande di Genitori e Figli  |  Inserita il

Andare via di casa lasciando solo mio padre con depressione

Buongiorno, come ho scritto nel titolo vivo con mio padre che da più di 10 anni soffre di depressione e ansia, sempre curata con farmaci e visite psichiatriche, con periodi più tranquilli e altri in cui soffre di più. Io ho 24 anni e vivo con lui da quando ne ho 18 (dopo che mia madre si é trasferita fuori città col suo compagno, i miei però erano separati già da molto prima e io stavo con lei).
Nell'ultimo anno sto valutando di andare a convivere col mio fidanzato, stiamo insieme da 6 anni e ora che lavoriamo vorremo farci la nostra vita... Nelle ultime settimane la ricerca affitti é aumentata perché ci siamo finalmente decisi, ma il problema é mio padre. Gli ho detto la mia decisione ma non l'accetta; prima mi ha detto che economicamente era troppo difficile e non mi conveniva, poi si é messo a piangere dicendo che sono l'unica persona che ha. In effetti é vero perché è solo senza donna ne amici e soffre per questo, per la sua ansia, depressione, e scarica tutto su di me sfogandosi, raccontandomi cose, lasciando in giro suoi medicinali e ricette dei medici apposta per farmeli notare e leggere, lamentandosi sempre della sua vita e insoddisfazione, sospirando (meno male che almeno la vita lavorativa gli va bene!)...
Quando io cerco di raccontargli le mie cose non ascolta davvero e poi parla solo lui, inoltre aggiungo che non ha mai sostenuto le mie scelte lavorative o universitarie o di altra natura, se a volte lui parla e non lo ascolto se la prende e non si chiede se magari sono io ad avere qualche problema in quel momento... Perché i problemi più gravi li ha lui. Io e il fidanzato avevamo visto la casa ideale, ma serviva la firma di mio padre come garante ma non ha voluto, senza dire davvero no ma sempre ignorando la cosa e temporeggiando. Ma ormai mi sono abituata ai suoi rifiuti in cose importanti che ho smesso di offendermi, chiedere aiuto a un estraneo o chiederlo a lui e ricevere no da entrambi per me é la stessa cosa, non pretendo piu nulla e mi arrangio da sola.
Sono tra due fuochi; so che mio padre mi vuole bene e cerca di dimostrarmelo con piccole cose, ma per le cose importanti non c'è. Si aggrappa a me senza rendersi conto che sto male, che quando lo sento parlare in maniera pietosa (depressione o no é sempre stato vittimista ed egocentrico da paura) vorrei buttar le cose per aria per la rabbia che mi fa, e questo mi fa sentire cattiva.
So che la cosa migliore per me é farmi la mia vita, sono stufa di essere genitore di un mio genitore. D'altra parte non so se è la cosa giusta andarmene, gli ho detto che ci vedremo e sentiremo comunque ma lui si sentirebbe abbandonato, vorrebbe che aspettassi ma so bene che oggi, dopodomani o tra un anno per lui non cambia.
Scusate la lunghezza del messaggio, spero qualcuno possa aiutarmi a capire come gestire la situazione.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Adele Fortunato Inserita il 17/03/2016 - 22:22

Credo che da sola sappia cosa è più giusto fare, lo ha scritto in modo molto chiaro. Spesso il cambiamento è possibile proprio se si fa qualcosa per provocarlo. Restare a casa con suo padre non è stato utile e vantaggioso né per lei né per lui. Anche se le sue intenzioni erano le migliori, suo padre non è uscito dalla condizione di solitudine e di sofferenza in cui si trovava, il sintomo depressivo ha inoltre avuto finora la funzione di tenerla legata a lui. Può darsi che perdendo questa funzione relazionale, il sintomo perda la sua ragione d'essere. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti e per un'eventuale consulenza, per poter valutare più accuratamente la situazione. In bocca al lupo...