Valentina domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 17/03/2016

Andare via di casa lasciando solo mio padre con depressione

Buongiorno, come ho scritto nel titolo vivo con mio padre che da più di 10 anni soffre di depressione e ansia, sempre curata con farmaci e visite psichiatriche, con periodi più tranquilli e altri in cui soffre di più. Io ho 24 anni e vivo con lui da quando ne ho 18 (dopo che mia madre si é trasferita fuori città col suo compagno, i miei però erano separati già da molto prima e io stavo con lei).
Nell'ultimo anno sto valutando di andare a convivere col mio fidanzato, stiamo insieme da 6 anni e ora che lavoriamo vorremo farci la nostra vita... Nelle ultime settimane la ricerca affitti é aumentata perché ci siamo finalmente decisi, ma il problema é mio padre. Gli ho detto la mia decisione ma non l'accetta; prima mi ha detto che economicamente era troppo difficile e non mi conveniva, poi si é messo a piangere dicendo che sono l'unica persona che ha. In effetti é vero perché è solo senza donna ne amici e soffre per questo, per la sua ansia, depressione, e scarica tutto su di me sfogandosi, raccontandomi cose, lasciando in giro suoi medicinali e ricette dei medici apposta per farmeli notare e leggere, lamentandosi sempre della sua vita e insoddisfazione, sospirando (meno male che almeno la vita lavorativa gli va bene!)...
Quando io cerco di raccontargli le mie cose non ascolta davvero e poi parla solo lui, inoltre aggiungo che non ha mai sostenuto le mie scelte lavorative o universitarie o di altra natura, se a volte lui parla e non lo ascolto se la prende e non si chiede se magari sono io ad avere qualche problema in quel momento... Perché i problemi più gravi li ha lui. Io e il fidanzato avevamo visto la casa ideale, ma serviva la firma di mio padre come garante ma non ha voluto, senza dire davvero no ma sempre ignorando la cosa e temporeggiando. Ma ormai mi sono abituata ai suoi rifiuti in cose importanti che ho smesso di offendermi, chiedere aiuto a un estraneo o chiederlo a lui e ricevere no da entrambi per me é la stessa cosa, non pretendo piu nulla e mi arrangio da sola.
Sono tra due fuochi; so che mio padre mi vuole bene e cerca di dimostrarmelo con piccole cose, ma per le cose importanti non c'è. Si aggrappa a me senza rendersi conto che sto male, che quando lo sento parlare in maniera pietosa (depressione o no é sempre stato vittimista ed egocentrico da paura) vorrei buttar le cose per aria per la rabbia che mi fa, e questo mi fa sentire cattiva.
So che la cosa migliore per me é farmi la mia vita, sono stufa di essere genitore di un mio genitore. D'altra parte non so se è la cosa giusta andarmene, gli ho detto che ci vedremo e sentiremo comunque ma lui si sentirebbe abbandonato, vorrebbe che aspettassi ma so bene che oggi, dopodomani o tra un anno per lui non cambia.
Scusate la lunghezza del messaggio, spero qualcuno possa aiutarmi a capire come gestire la situazione.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Adele Fortunato Inserita il 17/03/2016 - 22:22

Roma - Nomentana, San Lorenzo, Castro Pretorio
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Credo che da sola sappia cosa è più giusto fare, lo ha scritto in modo molto chiaro. Spesso il cambiamento è possibile proprio se si fa qualcosa per provocarlo. Restare a casa con suo padre non è stato utile e vantaggioso né per lei né per lui. Anche se le sue intenzioni erano le migliori, suo padre non è uscito dalla condizione di solitudine e di sofferenza in cui si trovava, il sintomo depressivo ha inoltre avuto finora la funzione di tenerla legata a lui. Può darsi che perdendo questa funzione relazionale, il sintomo perda la sua ragione d'essere. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti e per un'eventuale consulenza, per poter valutare più accuratamente la situazione. In bocca al lupo...