Anna  domande di Genitori e Figli  |  Inserita il

Rovigo

Dipendenza videogiochi figlio 11 anni

Gentilissimi,
Scrivo per chiedere dei consigli su come affrontare il rapporto tra nostro figlio di 11 anni e i videogiochi sulla consolle nintendo. I giochi che utilizza sono tutti adatti alla sua età, ed il tempo di utilizzo è partito da un Max di 1 ora (quando aveva 8 anni) sino ad arrivare ad adesso a Max 2 ore al giorno. Da qualche mese però, pensa sempre ai videogiochi: i compiti li fa in velocità per avere il tempo di giocare, il videogioco è il suo pensiero fisso. A scuola va bene (fine quinta elementare), anche se fa il minimo indispensabile perché l’unico interesse è divertirsi. Gli piace stare con i suoi amici, ma ormai tutti giocano ai videogiochi o hanno lo smartphone. Abbiamo provato a vietare la consolle per qualche giorno, fino al miglioramento del comportamento, per poi ridagliela. Migliora nel momento in cui non gioca, ma poi ricomincia. Ieri sera ha avuto una crisi isterica urlando dicendo che “il video gioco è la sua ragione di vita, e non ha senso vivere”. Parole che non abbiamo preso letteralmente, ma chiediamo consigli su una strategia da utilizzare in modo da affrontare questa situazione senza uscirne stremati, e affrontarla nel verso più giusto. Grazie a chi potrà rispondere.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Costanza Sarti Inserita il 06/03/2024 - 11:32

Buongiorno Anna, accolgo la vostra domanda provando a riflettere sulla frase di vostro figlio che avete scelto di non prendere alla lettera, chiedendomi se forse invece non meriti di essere indagata con cura.
Queste comunicazioni, necessitano di domande, e le risposte che riceverete ( o non riceverete) sono uno dei modi più efficaci per comprendere come si senta vostro figlio e come o se prendere ulteriori provvedimenti ( consulto di coppia o terapeuta età evolutiva).
Il mondo della tecnologia e i videogiochi vanno regolati e supervisionati, non possono più essere demonizzati, proibiti, tolti a tratti come punizione, sarebbe incoerente poiché ci siamo dentro anche noi adulti. Quello che possiamo fare , da adulti e genitori e come suggerito anche dal collega, è comprendere il senso che il gioco riveste per vostro figlio, come sta quando gioca, ne fa un uso relazionale del gioco oppure no? E come mai proprio da quache mese , è cambiato qualcosa nell'ambiente intorno o dentro di lui? Scuola, rete sociale, autostima corporea, cognitiva come stanno?

L'adulto ha il compito normativo di fornire struttura al bambino che per età ancora è in costruzione, ma per farlo non può esimersi dall'entrare nel suo mondo, con delle domande dirette.
Sperando di avervi fornito alcuni spunti di riflessione, resto a disposizione.
Un caro saluto
Dott.ssa Costanza Sarti

Dott. Andrea Arrighi Inserita il 05/03/2024 - 17:44

Buongiorno! Forse potrebbe aiutare un confronto con i genitori come figure che mettono anche limiti, non sempre piacevoli. Ma sarebbe anche utile chiedere a vostro figlio perché ha senso vivere solo di videogiochi. Potreste proibire ma allo stesso tempo proporre tempo senza videogiochi ma con attività sportive o ludiche con voi. Allo stesso modo potreste provare anche a giocare un po’ con lui con i videogiochi stessi, cercando di capire cosa appassiona vostro figlio. Un consulto di coppia potrebbe comunque aiutare a capire meglio la situazione complessiva. Cordialmente. Arrighi