Viola  domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 02/02/2021

Roma

Quando il rapporto con la suocera altera il tuo equilibrio.....

Salve,
Ho 28 anni e ho un bambino di quasi un anno. Prima della nascita di mio figlio tutto era perfetto, mi sentivo felice e serena psicologicamente, stavo per realizzare il sogno di creare una mia famiglia e mai avrei immaginato di trovarmi nell'ansia che mi accompagna da un anno a questa parte. Il mio problema, ahimé, sono i miei suoceri, che ovviamente stanno minando anche il rapporto con il mio compagno. Dopo la nascita del mio bimbo ho cominciato a notare atteggiamenti strani e eccessivi soprattutto di mia suocera, la quale ha cominciato da subito ad atteggiarsi da seconda mamma: in più di qualche occasione ha detto a me e a terze persone che il bambino non era mio ma suo, quando piangeva correva lei a prenderlo su per consolarlo, me lo prendeva dalle braccia in ogni occasione e quando siamo da loro non fanno altro che passarselo dalle braccia senza considerarmi, mettendomi a disagio; se devo allattarlo fanno finta di non sentire per non darmelo e, per giustificare il tutto, lei continua a dire che questo è l'unico modo di godersi il nipote. Adesso che ha cominciato a mangiare, vogliono fargli assaggiare qualsiasi cosa di mano loro, nonostante io abbia detto di essere contraria (ci avevano già provato ancora quando era piccolino).
E tralasciando il fatto che inizialmente passavano il tempo a paragonare il nipote al papà e alla loro famiglia in tutto e per tutto! Ogni cosa faceva, anche il modo di sbadigliare, assomigliava al papà o a qualche loro parente. (Parlo di una famiglia che voleva un nipote maschio per portare avanti la razza...parole loro)
La mia impressione è che mia suocera continui a voler sottolineare le origini paterne del nipote e il suo ruolo in questo ( continua a rivolgersi al bimbo fin da quando era piccolo fantasticando sul fatto che lui una volta cresciuto andasse a dormire da lei o che andasse a trovarli senza genitori).
Io, vedendo l'atteggiamento e essendo già prevenuta di mio sulla categoria "suocere", ho cominciato subito a mettere paletti, a dire quello che non mi andava e a pretendere di andare a trovarli solo con il mio compagno una volta a settimana. Ero e sono fermamente convinta che se non avessi messo questi paletti, mi troverei in una situazione ancora peggiore di possessività.
Qui però entra in gioco il mio compagno, che si è rivelato essere un gran mammone! Non solo ha sempre giustificato la mamma quando ho espresso il mio disagio, ma anzi pretendeva che la coinvolgessi nella mia vita e nell'accudimento di mio figlio vedendola più volte a settimana. Quando gli ho spiegato che non me la sentivo, sono passata per cattiva e ingrata.
In più, se c'è da fare qualcosa, qualche weekend fuori porta o altro, vuole sempre coinvolgere i genitori e passare tempo con loro per fargli godere il nipote.
A tutt'oggi questo è motivo di discussione tra noi, a tal punto che i miei sentimenti per lui sono cambiati, perché non mi sento considerata e rispettata. Questa situazione mi sta portando al limite, mi sveglio la notte e non riesco più a dormire; quando andiamo a trovarli sono sempre tesa e agitata e ogni piccola cosa mi fa scattare. Avrei bisogno forse di trovare un lavoro o qualcosa che mi impegni, ma so già che sarei obbligata a lasciare mio figlio ai suoceri, senza poter scegliere i miei genitori o il nido, e non voglio nel modo più assoluto, anche perchè non mi fido di loro, hanno un modo di vedere le cose completamente diverso dal mio e più volte a casa loro ho assistito a litigate brutte, alle quali non voglio dover far assistere il mio bimbo. Tutto questo sta rovinando la nostra vita di coppia oltre al futuro del mio bambino, al quale non voglio negare dei genitori uniti. Mi sono fatta mille domande, se sono sbagliata io, o se magari vedo la cosa in modo esagerato. Inutile dire che a volte riescono a farmi sentire in colpa. Sono sempre stata una persona buona, paziente e rispettosa. E adesso non mi riconosco in come questa situazione mi sta trasformando. A volte mi sento cattiva e mi spaventa dirlo, ma non posso negarlo, credo di provare una sorta di odio nei loro confronti, sentimento mai provato prima.
Io da quando è nato mio figlio non riesco più a sopportare e a far prendere decisioni agli altri per me. E questo il mio compagno l'ha notato, dicendomi che sono cambiata e diventata scontrosa, lontana dalla persona di cui si era innamorato. Vorrei solo ritrovare la serenità e l'equilibrio con lui, ma a volte ho l'impressione che l'unico modo sarebbe accontentarlo e cedere.
Piccolo dettaglio forse irrilevante per voi, ma che per me ha inciso in parte, le frasi di mia suocera sul fatto che il nipote fosse suo e il suo comportamento di possessività non sono mai riuscita a sopportarlo anche perchè un anno e mezzo prima avevo perso un bimbo al nono mese di gravidanza....non pretendo che capisse le mie paure iniziali con la nascita del secondo bimbo, ma un minimo di sensibilità e rispetto credo dovesse averla.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Katarina Faggionato Inserita il 02/02/2021 - 19:51

Cara Viola,
immagino quanto Le pesi questa situazione. Il "piccolo dettaglio" non è irrilevante. Uno psicologo non considera irrilevante un problema che fa soffrire la persona che ha chiesto aiuto, come potrebbe? Non siamo noi che decidiamo quale sia la cosa migliore, la più importante o la più difficile per gli altri. Ognuno ha i suoi valori che considera importanti e che sono da rispettare. Non vedo perché dovrebbe essere "cattiva" solo perché non è d'accordo su una questione così importante come quella che descrive e quindi si arrabbia. Il figlio è dei genitori e sono loro che, per legge e per il buonsenso, se ne prendono la responsabilità e decidono tutto quello che lo riguarda. I nonni sono importanti per il bambino ed è un bene farli stare insieme, ma le regole le stabiliscono i genitori.
Lei è in una situazione particolarmente delicata per via del tristissimo evento passato che con molta probabilità influenza il Suo vissuto presente.
Il conflitto che vive è dato, mi sembra di capire, dal Suo desiderio di mantenere buona la relazione di coppia e, allo stesso tempo, dalla perfettamente comprensibile volontà di decidere per il figlio (se farlo andare al nido, decidere come passare il tempo con lui, come e cosa fargli mangiare...). Desidera essere riconosciuta nel Suo ruolo di mamma, ma anche come persona, da Suo marito e dai suoi genitori.
Penso possano esserLe utili due cose. Una è riconoscersi Lei stessa alcuni diritti, senza sentirsi in colpa se gli suoceri, o altre persone, la pensano diversamente. L'altra è avere un dialogo chiaro e costruttivo con Suo marito. Fargli capire come si sente, dirgli della Sua preoccupazione per la relazione di coppia che sta risentendo del problema, dirgli quello che desidera e arrivare a un compromesso accettabile per entrambi. È un dialogo da fare in due, non in tre o in quattro. Se non ce la fa, chieda un aiuto professionale. Mi rendo conto che tutto questo è difficile, che le emozioni sono tante e che vivere continuamente in questa situazione per Lei tanto stressante non aiuta. Ma visto che sta così male, fare qualcosa per cambiare si rende necessario.
Un caro saluto,
Dott.ssa Katarina Faggionato