Pietro  domande di Genitori e Figli  |  Inserita il

Venezia

Rapporto fra me e mio padre

Buongiorno volevo porre un quesito, io sono un impiegato ma mi piacerebbe fare anche l'imprenditore, ma mio padre, al quale mi piacerebbe fargli fare qualche seduta presso qualche psicologo, cerca di scoraggiarmi dicendo che veniamo da origini umili. Io odio la mentalità sparagnina che ha mio padre e a volte mi vergogno pure di lui se lo devo far conoscere ai miei nuovi amici, perchè io rispetto a lui ho un aspetto un po' signorile, ma io comunque voglio bene a mio padre e mi piacerebbe che acquistasse una mentalità vincente. io vi chiedo come mi devo comportare con mio padre? E poi io posso credere nei miei sogni, anche se vengo come dice mio padre da origini umili, e cercare di diventare un buon imprenditore? Grazie per la risposta, cordiali saluti Pietro

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 05/05/2020 - 17:17

Roma - Tiburtina
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Buonasera Pietro,
per poter realizzare i suoi "sogni" ("diventare un buon imprenditore") è essenziale che lei stesso acquisti una "mentalità vincente". Nel senso che, poichè il progetto imprenditoriale parte da lei, è importante che sia proprio lei Pietro a prepararsi mentalmente a ciò, lavorando su di sè, ossia valorizzando le sue risorse e potenzialità. Contemporaneamente a questo lavoro, credo sia utile svolgerne un altro: affrontare l'immagine di uomo-padre che ha interiorizzato, poichè mi sembra che sia questa a bloccarla nella realizzazione dei suoi obiettivi.
Solo dopo aver risolto ciò, sarà possibile per lei vincere lo "scoraggiamento" che proviene da suo padre e che sembra lei abbia fatto suo.
Consideri, infatti, che dentro ognuno di noi si costruisce un'immagine di uomo-padre e donna-madre che risente in modo sostanziale delle esperienze che abbiamo vissuto con i nostri genitori.
Quindi, se non si interviene su questa immagine interiorizzata, la nostra vita non può cambiare, neanche nell'eventualità che i nostri genitori decidano di fare una psicoterapia (come aveva prospettato per suo padre).
In sintesi, se vogliamo cambiare in qualche misura la nostra vita, dobbiamo agire, in primo luogo, su noi stessi.
Pertanto, il consiglio che mi sento di darle è quello di continuare ad investire su Pietro, renderlo sempre più forte e orientato all'autorealizzazione. Una consulenza psicologica individuale può aiutarla in questo.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).

Dott.ssa Eleonora Bottosso Inserita il 08/05/2020 - 15:11

Caro Pietro, genitori e figli possono avere temperamenti ed ambizioni differenti e questo può creare incomprensioni e talvolta conflitti ma la forma di libertà più grande e quella di permettere a sè stessi e agli altri di seguire quella che è la propria vocazione, quello che ci accende da dentro. Suo padre vorrebbe che lei fosse più umile, lei vorrebbe che suo padre avesse una mentalità vincente. Perchè, invece, non trovarsi su un altro terreno che è quello della accettazione reciproca seppur nelle fragilità e nei limiti? E' possibile creare un nuovo modo di comunicare e entrare in relazione tra voi, di favorire l' incontro avendo però chiari anche i confini tra chi è lei e chi è suo padre. Un percorso psicologico aiuta in questi passaggi.
Un caro saluto,
Dott.ssa Bottosso