Anna  domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 08/09/2019

Contrasto sul nome del primo figlio

Salve, ho 34 anni e sono all'ultima settimana di gravidanza del mio primo figlio. La gravidanza è arrivata al termine senza problemi, ma negli ultimi 5 mesi ho avuto forti contrasti con il mio compagno riguardo al nome del bimbo. Nella sua famiglia esiste la tradizione di rinnovare il nome del nonno paterno per il primogenito maschio, abitudine che non è affatto condivisa dalla mia famiglia e che io invano ho cercato di contrastare.
Dopo mesi e mesi di tensione fra noi io sono diventata molto debole, per l'avvicinarsi del parto e le difficoltà fisiche degli ultimi mesi. Per questo ho ceduto acconsentendo di chiamare mio figlio, che tanto ho voluto, cin il nome di mio suocero, anche se per me mio figlio si chiama in un altro modo, non è un nome che sento e non riesco neanche a sentirlo nominare dai parenti.
In questi mesi non ho fatto altro che combattere per non sacrificare una parte di me, tra pianti a singhiozzi in ogni momento della giornata e scene orribili che si creano nella mia mente: io che appena partorito non riesco a chiamare mio figlio perchè me ne è stato imposto il nome, che non riesco a guardarmi in faccia perchè la mia autostima di donna e di mamma è stata calpestata, e io posso solo prendermela con me stessa per non essere riuscita fino alla fine a combattere per me e il mio bimbo. Cerco di tirarmi su concentrandomi sulle ultime cose da preparare, sulle ultime cose da sistemare a lavoro...ma niente, dura poco. Ora sono spaventatissima per quello che succederà dopo che nascerà, mi sento mortificata dal mio compagno che non è stato capace di affrontare questa situazione in maniera diversa. La cosa che infatti accompagna il dispiacere di non aver potuto scegliere il nome del mio adorato bimbo è che ora, mi ritrovo a guardare il mio compagno con occhi diversi perchè non mi capacito di come, la persona che dovrebbe proteggermi, ha scelto di onorare una tradizione al rispetto per me e non solo, rischiando che qualcosa da parte mia si rompa irreparabilmente.
L'unica cosa che mi consola è che mio suocero p un brav'uomo, che la sua famiglia ha avuto dei momenti molto difficili quest'anno e che questa cosa, alla quale tengono tutti, può fargli piacere.
Ma io non trovo il modo di esserne contenta e mentre loro fanno festa io ho il cuore in mille pezzi, quando dovrei essere nel momento più felice della mia vita.
Ormai è tardi per tornare indietro, ma non so proprio come affrontare il parto e tutto quello che verrà dopo essendo presente a mio figlio senza crollare. Mi faccio forza pensando che devo farlo per il mio bimbo, ma sono molto provata e non mi riesce bene al momento.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 08/09/2019 - 20:24

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buonasera Valeria,
Comprendo e condivido il suo malessere, perché il nome che scegliamo per nostro figlio è una parte di noi, la proiezione di una nostra emozione, aspirazione.
Quindi, poiché mi pare di capire che ormai non si possa più tornare indietro ed il nome sia ormai deciso, le consiglio di muoversi in due modi:
1) sospendere, almeno fino al parto, ulteriori discussioni sull'argomento, in modo da proteggere sé stessa ed il bambino da un'attivazione che può indurre malessere psicofisico.
2) una volta nato il bambino e riacquistate le forze psicofisiche, provare a riprendere il discorso col suo compagno, in senso più generale. Ossia sottolineando che, affinché il bambino e voi genitori siate sereni e in grado di superare gli inevitabili problemi della vita, è indispensabile che siate alleati e quindi con lo stesso potere decisionale, lavorare quindi sulla capacità di concordare.
Qualora, il suo malessere dovesse divenire più insostenibile, le consiglio di richiedere un supporto psicologico, presso il consultorio della sua zona o presso uno psicoterapeuta in ambito privato.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).