Salvatore domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 18/05/2016

Catania

Non riesco a levarmi l'etichetta di malato mentale

Salve mi chiamo Salvatore ho 39 anni,negli ultimi anni ho fattoa buso di droghe leggere cannabis ma l'effetto che mi facevano era tutt'altro,nonostante questo conjtinuavo a farne uso per anni e con un effetto che mi portava ad una situzione di estrema stranezza,parlvao com me stesso da solo in pubblico, giravo senza scopo nello stesso posto,da quando ho smesso tutti questi sintomi non ci sono piu' sono diventato una persona "normale" ma ho forti limiti resto a casa per la mia etichetta da quando non faccio piu' uso di droghe ho ripreso astidiare con profitto all'università non ho piu' quei tratti delirantied anzi lo pschiatra del sert mi ha detto di non prendere antipscotici, solo un antidepressivo e delle gocce per dormire, mi rendo conto che la gente si è fatta una determinata idea di me non immagginata ma effettiva qundo mi vedono gurda chi c'è acnhe le relazioni sono improntate sull'etichetta e penso che non siano frutto della mia immagginazione, volevo dei consigli su come affrontare questa situazione e magari capire che disturbo ho dato che da qunado non faccio uso di droghe non ho avuto piu' i problemi sopra elencati,mz nonriesco adreiserimi nell'ambiente dove ho sempre vissuto,anche se come ho detto al di fuoricome all' università in cui vado adare solo esami ma non frequento mi trovo molto amio agio risco ad interagire con gli altri senza il peso dell'etichetta..vorreiinotre sapere che tipo di disturbo possa essere il mio rendedomi conto anche della vostra non conoscenza della mia situazione completa, e quali eventuali rimedi adottare.
Grazie

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Patrizia Guarino Inserita il 31/05/2016 - 13:59

Gentile Salvatore,
non ha specificato se l'etichetta la stanno mettendo in atto i suoi familiari o gli amici.
Per quanto riguarda i suoi familiari, si potrebbe pensare ad un tipi di intervento che si chiama "psicoeducazione".
E' un intervento che può fare uno psicologo, non con solo Lei, ma soprattutto con i suoi familiari.

Purtroppo questo tipo di interventi dovrebbe farli il SerT, ma spesso non hanno abbastanza fondi per assumere o comunque far lavorare gli psicologi che si dovrebbero occupare delle famiglie degli assistiti, oppure li fanno ma le famiglie non partecipano.

La famiglia è un sistema. E' accaduto che Lei sia cambiato (complimenti perché è stato in gamba), ma loro ancora no.
Lei potrebbe sicuramente nel tempo spingerli a fare dei cambiamenti, ma ci vuole tempo perché questo accada. Un intervento di psicoeducazione invece potrebbe accelerare i tempi e consentire una comprensione di cosa è accaduto non solo a Lei, ma a tutta la famiglia.

Con i suoi amici, invece, è un compito suo modificare nel tempo la loro percezione di Lei e fare in modo che il presente conti più del passato.

Infine, per quanto riguarda Lei, qualora la sua famiglia non acconsenta a fare degli incontri di psicoeducazione, le consiglio un sostegno psicologico per fare in modo che sia Lei stesso a dosare il peso che questa etichetta deve avere nella sua vita.

Cordialmente,
Dott.ssa Anna Patrizia Guarino. Roma.