Noemi domande di Ansia e depressione  |  Inserita il

Milano

Ansia e tristezza costante

Salve , l'11 dicembre a mia mamma è stato diagnosticato un tumore all'apice del polmone.
Inizialmente ho provato freddezza, il giorno dopo iniziavo a realizzare, il terzo giorno ho pianto di continuo.
In questi giorni è ritornata la rabbia e la paura mi mostro forte anche se dentro di me sono terrorizzata, con lei ho un rapporto stupendo è la mia migliore amica, non riesco nemmeno a pensare di stare senza di lei e vederla soffrire così mi spezza il cuore.
Io cerco di essere la sua forza, ma io mi sento incredibilmente sola.
Ho sempre avuto problemi di ansia fin da quando ero piccola e adesso tenermi tutto dentro mi sta distruggendo ed ecco il motivo per cui sono qui.
Sto sprofondando e non so come reagirò più avanti quando inizierà la chemio ho paura di non farcela a sopportare tutto questo.
I miei amici purtroppo mi stanno vicini per quanto possono ma è difficile per loro perché non possono capire e mi auguro che non lo capiscano mai.
L'unica cosa che mi aiuta un po' é uscire con il mio fidanzato che avendo perso il papà anche lui per un tumore riesce a distrarmi e a capirmi al tempo stesso.
Cos'altro posso fare?
Grazie

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Alessia Signorelli Inserita il 19/02/2016 - 13:09

cara noemi, quanta sofferenza leggo nelle sue parole. giustamente, chi non soffrirebbe in una situazione come la sua? rabbia, tristezza sono due facce della stessa medaglia e sono reazioni fisiologiche di fronte a eventi verso i quali siamo impotenti. ma la sua mamma e' lì con lei adesso, e avra' il compito sia di starle vicino in questo momento così difficile e delicato, sia di godersi al massimo la vostra relazione e non lasciare "nodi irrisolti". capisco anche la sua solitudine, è bello che abbia un fidanzato con cui parla e degli amici ma loro giustamente non hanno le competenze per supportarla al meglio, possono però sicuramente darle l'affetto e la vicinanza di cui ha bisogno. la malattia di un familiare porta con se un sacco di significati inconsci e il mio consiglio e' quello di trovare il coraggio di farsi aiutare da un professionista che potra' starle accanto in questo momento e darle gli strumenti per gestire al meglio
questa situazione. resto a disposizione se ha desiderio di approfondire.
un caro saluto,
dott.ssa Signorelli alessia - psicoterapeuta milano

Dott. Simone Ioppolo Inserita il 23/01/2016 - 14:12

Cara Noemi,
ognuno di noi si trova prima o poi davanti alla sconvolgente fragilità delle nostre vite e a dover fronteggiare qualcosa che mai si vorrebbe affrontare.
Quando un genitore diventa fragile e come se anche una parte dentro di noi lo diventa e la fragilità va trattata con delicatezza e cura, ma non dimenticarti che tua madre si accinge ad affrontare una battaglia che non ha già perso, anzi.
Non anticipare nulla con la fantasia, vivi giorno per giorno sapendo che sarà difficile e impegnativo (questo si) e che tua mamma quanto tutte le persone che la amano (te compresa) hanno bisogno di non sentirsi sole. Null'altro altrimenti l'angoscia e la paura di quello che potrebbe accadere ti paralizzeranno o ti faranno fuggire con la mente e allora si, ti sentirai sola o prematuramente abbandonata anche se non lo sei.
Quando tutto questo finirà, comunque vada, potrai tirare le somme e non ho dubbi che potrai riconoscerti in ogni caso "cresciuta" come persona.

Dott. Ioppolo Simone

Dott.ssa Loredana Ragozzino Inserita il 23/01/2016 - 13:49

Carissima Noemi,
in una situazione difficile come quella di avere un genitore malato che deve accudire e sostenere, a sua volta avrebbe bisogno di un suo sostegno.
La malattia rende più fragili emotivamente, per questo le consiglio di prendere in considerazione un percorso psicologico di sostegno.
Resto a disposizione per chiarimenti.
Un caro saluto.
D.ssa Loredana Ragozzino