Serena domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 07/01/2016

Roma

Autoinganni

Salve a tutti. Dopo una lunga riflessione ho capito di aver bisogno di aiuto ma non so da dove partire e cerco qui un primo input. Vivo con un 'sottofondo' di ansia che mi porta, in momenti di particolare stress, ad una sorta di paralisi intellettiva. Fino a pochi anni fa non avevo questi problemi. Ora vivo di paure e con determinate persone divento perfino impacciata al punto da balbettare e svuotare la mente fino a non parlare più. Recentemente ho chiuso una storia molto importante perché convinta di non amare più e di amare una persona per la quale ho sempre avuto un debole. Dopo tanto tempo mi sentivo fiera di me per aver trovato un briciolo di coraggio e per aver rispettato fino alla fine il mio ex non tradendolo. Ho subito intrapreso una relazione con la persona che ritenevo di amare. Uso un tempo al passato perché sono nella confusione più totale. Finchè vivo nella città dove studio (quindi lontana da casa) vivo la mia relazione e la mia vita felicemente (credo). Mi sento apprezzata, compresa profondamente ed amata dal mio fidanzato. Ho per lui attenzioni che non ho mai avuto per nessuno. Ora, quando rientro a casa dai miei e il mio fidanzato è distante, dopo un anno di separazione dal mio ex ho iniziato a piangere per il mio ex (che vive nella città dove vivono i miei). Altra cosa che noto e che probabilmente non mi accorgevo di fare anche prima è di separare i due ambienti. Se il mio ex voleva venire a trovarmi nella città dove studio, la cosa mi infastidiva, lui apparteneva "a casa". Ora che il mio attuale fidanzato vuole venire a trovarmi "a casa", tendo ad evitare e rimandare. Mi scuso per la lungaggine ma temo sempre di non riuscire a far capire il profondo disagio che sento e non capisco se le due problematiche (stato ansioso e separazione di ambienti) siano collegati. Non capisco se mi sono autoingannata un anno fa o se mi sto autoingannando ora o se questi dubbi siano normali e rischio, valutandoli, di ingannarmi ancora. Ho 25 anni e sento il bisogno di riprendere in mano la mia vita e proseguire anche negli studi. Grazie

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Cristina Fumi Inserita il 08/01/2016 - 14:02

Buongiorno Serena,

lo stato ansioso è un segnale di un disagio psicologico complesso;

è come la spia del cruscotto che si accende. Possiamo decidere di svitarla e risolviamo la questione solo sueprficialmente,

oppure possiamo decidere di aprire il confano e lavorare direttamente per risolevere il problema che origina la spia luminosa.

Sarebbe importante comprendere in che situazioni ti blocchi ( a cosa pensi in quel momento etc) e quali stati emotivi associ in quei frangenti,
al fine di individuare l'origine dell'ansia stessa.

La confusione degli ambienti e della gestione degli stessi potrebbeto far parte di meccanismi di difesa che metti in atto nei confronti dlela relazione d'amore in cui vivi in quel momento: ti chiedo, autoinganno o autosabotaggio?

In bocca al luppo!

Dott.ssa Cristina Fumi
Psicologa Psicoterapeuta
Milano
www.studiokaleidos.it

Dott.ssa Simona Rebora Inserita il 08/01/2016 - 12:37

Buongiorno, ha esposto con chiarezza la sua situazione, credo che le questioni siano legate, in quanta tutto la nostra vita psichica è strettamente interconnessa.
Molte sono le questioni che pone e credo sinceramente che debba pensare di intraprendere un percorso di comprensione personale e sostegno per chiarire al meglio la situazione e far ripartire la sua vita a tutto tondo.
Le auguro buona fortuna

Dot..ssa Simona Rebora
PSICOLOGA GENOVA