Myriam domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 03/01/2016

Svogliatezza, demotivazione, passività e paura del fallimento

Salve, ho 19 anni e scrivo per chiedere consigli pratici su un obbiettivo che mi sta molto a cuore, ma che non riesco a raggiungere: ritrovare la forza di volontà per impegnarmi in modo attivo nelle mie passioni.
Circa un anno fa ho attraversato un periodo piuttosto difficile caratterizzato da ansia, depressione, autolesionismo, abusi di alcol, farmaci e altre sostanze. Per qualche mese ho preso parte a degli incontri con uno psicologo, in modo discontinuo, ma ho lasciato la terapia quando mi sono resa conto che le cose stavano peggiorando.
Ora sento di stare meglio, non presento più quegli eccessi comportamentali che avevo avuto, tuttavia non riesco ancora a liberarmi di alcuni "sintomi" quali ansia, disagio nelle situazioni sociali, problemi relazionali, ipocondria e "depressione" (più che depressione intesa in termini di malattia, forse sarebbe meglio chiamarla spossatezza, demotivazione, malinconia o semplice tristezza).
Il punto è che mi sono iscritta all'università, ad una facoltà che mi appassiona particolarmente, in cui vorrei impegnarmi al massimo e raggiungere risultati soddisfacenti, eppure qualcosa che non riesco a controllare mi blocca: la paura del fallimento, di dovermi confrontare con i miei limiti (intesi come mentali, intellettivi).
Per fare un esempio pratico, quando studio (o provo a studiare) mi viene spontaneamente la paura di non capire, non ricordare, non riuscire a ripetere e, di conseguenza, mi deconcentro, finisco con chiudere tutto e rimettermi a letto. Così le giornate passano, e io non vado avanti non porto a termine nulla; passo le ore senza produrre
Vedo persone della mia stessa età che sono attive, riescono a portare avanti più attività, impegnarsi facilmente in quello che fanno, mentre io non riesco ad avere un minimo di forza di volontà e non riesco a capirne il motivo.
Quello che vorrei davvero è uscire da questa mia condizione di passività e svogliatezza e avere la possibilità di portare avanti serenamente e senza troppe ansie e paure le mie passioni e i miei obbiettivi.
Ringrazio in anticipo per eventuali risposte e consigli.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Maria Grazia Passerini Inserita il 04/01/2016 - 09:37

Ciao Myriam,
probabilmente la domanda che sto per farti ti suonerà strana ma penso che sia importante per te scoprirlo: cosa ci guadagni lasciando che le giornate passino, e tu non vai avanti e non porti a termine nulla? Se ci fosse un vantaggio, apparentemente nascosto, nel passare le ore senza produrre, nel deconcentrarti e finire con chiudere tutto e rimetterti a letto, quale sarebbe? Cosa ottieni comportandoti così? Attenzioni, giustificazioni o ti stai vendicando, o cosa?
Scrivi che hai paura di confrontarti con i tuoi limiti mentali, intellettivi: sai di averne? Ti è stato diagnosticato un deficit intellettivo? Per esserti iscritta all'università, immagino tu ti sia diplomata e che tu abbia preso la licenza media e così via...E se anche tu avessi dei limiti (come ce li hanno tutti, chi più chi meno), non immagini sarebbe meglio conoscerli per colmarli?
Hai paura di fallire, e qual'è il pericolo? Il "fallimento" all'università, per me, è non superare l'esame al primo colpo: che succede se Myriam fallisce? Se Myriam non supera l'esame al I colpo? Cosa rischia?
Sì, è vero, tu non puoi prevedere come andrà l'esame ma puoi fare tutto quello che è nelle tue capacità e competenze per farti promuovere. Puoi impegnarti, appassionarti, fare tua la materia e, all'esame, appassionare chi ti ascolta!
Paradossalmente, sembra sia più facile per te chiudere tutto e metterti a letto, e non rischiare! Vuoi questo per te? Immagino di no se hai scritto la mail su un sito di psicologi...allora smettila di investire energie nel controllo del futuro (che non puoi controllare) e in previsioni catastrofiche, smettila di boicottarti provocandoti la paura del fallimento e vedendo limiti lì dove, magari, non ci sono.
Con questi comportamenti, e con quelli di un anno fa, pretendi attenzioni e conferme dall'esterno; da chi vuoi essere vista, di chi è l'attenzione che cerchi e che non hai ottenuto? Da chi vuoi sentirti dire "Vai bene così come sei! Ti voglio bene e ci sono anche se sbagli...". La fantasia che mi faccio è che tu stia cercando di ottenere questo comportandoti così, che tu voglia esser vista, considerata, che sei giustificata solo se stai così, solo se manifesti un problema....Il problema è che con questa modalità confermi a te stessa l'immagine di una Myriam che non vale, che non è capace, che fallisce, che ha bisogno dell'altro per sopravvivere ed è un circolo vizioso e doloroso e, probabilmente, confermi quello che ti hanno fatto credere in questi anni!
Impegnati a interrompere questa modalità,a uscire da questa condizione di dipendenza dal giudizio dell'altro, e scegli di darti tu l'opportunità di progettare e portare avanti le tue passioni e i tuoi obbiettivi, scegli di credere tu nelle tue competenze e capacità, scegli di darti fiducia e stima, scegli di autoriconoscerti e stimarti, nessuno lo farà per te! Datti possibilità, sperimenta, prova, fai, e ricorda che prima di imparare a camminare sei caduta molte volte ma, alla fine, ce l'hai fatta a rimanere in piedi!