Marco  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il

Palermo

Confusione su uno stato ansioso e stressante. Mi sembra quasi non passerà mai.

Buongiorno a tutti
Scrivo questa domanda per raccontarvi della mia attuale situazione, nel tentativo di sfogarmi e al contempo cercare consigli.
Circa tre settimane fa mi successe un fatto strano a cui inizialmente non diedi peso.
Prima Premessa: sono sempre stato etero, non ho mai avuto attrazione sessuale verso qualcuno del mio stesso sesso.
Seconda Premessa: sono un tipo ansioso di natura, abituato a vivere con stati stressanti (o quanto meno a non lasciarmi sopraffare troppo. Tendo a non esternare agli altri il mio stato emotivo, faccio da solo.
Pur non avendo mai avuto alcun interesse verso gli uomini risconoscevo quando, oggettivamente, mi si ponesse davanti un bel ragazzo. Lo facevo, ma non ci davo troppo caso. Ho sempre avuto cotte o fatto tentativi verso delle ragazze.
Purtroppo son anche molto timido, introverso e restio al cambiamento.
Quel famoso giorno di tre settimane feci uno di questi pensieri verso un amico, notando in lui (come già avevo fatto altre volte) il suo fisico oggettivamente attraente.
Poi cominciai ad avere i primi dubbi e nel frattempo l'ansia cresceva "E se fossi gay? "E se tutte le volte che avessi inconsciamente fatto pensieri positivi verso l'aspetto fisico di altri uomini fosse stato un segnale che non ho colto?".
Da lì fu l'inizio dell'inferno. Avverti per circa 10 giorni un fortissimo stato di stress e di ansia. Quel periodo è stato particolarmente terribile. Non riuscivo a pensare, a fare nulla era come se da un giorno all'altro, da un mente libera e serena, fossero sorti oppressioni e dubbi di varia natura.
Dopo questi 10 giorni, nei quali gli unici momenti di conforto erano quelli di sonno, capì che il problema era più grave del previsto, che non potevo più stare in quel modo e decisi di consultare uno psicoterapeuta. Nel frattempo il livello d'ansia era parecchio diminuito, ma non la sua frequenza anzi.
Da quando cominciai ad avere dei dubbi non facevo altro che notare l'aspetto fisico degli altri uomini, e lo stress aumentava. È come se la mia mente fosse ormai coordinata nel farlo, pur sapendo che così lo stress aumenterà.
Non ho mai avuto pensieri omofobi, o anche degli amici gay con il quale passo dei bei momenti in amicizia.
Questo stato mi ha tolto le energie durante la giornata, la voglia di fare qualcosa o di interessarmi ad altro.
Tentavo di distrarmi in ogni modo: fumetti, film, musica e quant'altro. Lo stress (o forse l'ansia) però non me lo permettevano, almeno fino all'undicesimo giorno. Da lì, come scritto, la gravità dell'ansia e dello stress (che io definirei perforanti) calarono. Tuttavia il pensiero rimase. All'inizio avevo paura di esser diventato gay, ma con il calare dello stress si trasformò soltanto nella ricerca della spiegazione al perché di queste fissazioni nel guardare i ragazzi e lo stress aumentava.
A bilanciare il calo dell'ansia e dello stress vi furono delle specie di vampate di calore che avvertivo poco prima o dopo il sonno (non era febbre) che avvertivo e mi destabilizzavano.
Al momento ho fatto una sola seduta di psicoterapia. Non mi illudevo che fosse una cosa da risolvere velocemente e all'aumentare dello stress pensavo sempre più che non ci fosse via d'uscita, che fossi condannato a vivere (o meglio sopravvivere) a questo stato. Ma io non voglio stare così, vorrei solo tornare allo stato in cui ero prima.
Ho fatto (e faccio tutt'ora a volte) il grave errore di cercare rassicurazioni o spiegazioni sulla mia situazione, collegandolo al DOC.
Al leggere che fosse un disturbo cronico, non risolvibile il morale mi calò ulteriormente, sarei stato condannato a vita.
Adesso aspetto di fare la seconda seduta, nel frattempo assisto a graduali miglioramenti misti a stati di forte stress, pur non avendo quasi più paura di essere gay ma solo con il voler cercare risposte al perché al vedere l'aspetto fisico (specie se molto prestante) essi si trasformi in stress. E ovviamente o ancora il pensiero (più che pensiero e come avere un chiodo in testa che ti dice che il problema non è affatto risolto) che non mi permette di concentrarmi su altro.
Vorrei solo qualche consiglio o qualche possibile spiegazione di quel che mi sta succedendo, non rassicurazioni.
Potreste aiutarmi?

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Valentina Bennati Inserita il 02/07/2023 - 17:47

Caro Marco,
ha fatto la cosa giusta rivolgendosi ad un terapeuta e la invito proprio a non mollare anche se all'inizio è difficile e carico di sofferenza.
Concordo con lei che le rassicurazioni quando si tratta di pensieri ricorrenti portano ad alimentare i pensieri stessi. Per riuscire a stare meglio ed a sentirsi nel pieno controllo della sua mente, è necessario comprendere bene il suo funzionamento in modo da stoppare il circolo vizioso pensiero-emozione-comportamento. Per farsi un'idea se le va può andare sul mio sito www.studiovalentinabennati.it . Lì può trovare qualcosa che le può tornare utile, sia negli articoli che negli esercizi psicologici (ci sono anche menzionati i libri dai quali sono tratti).
Un caro saluto,
Dr.ssa Valentina Bennati