Elena  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 06/02/2020

Ascoli Piceno

Ansia al lavoro

Mi chiamo Elena e da circa un anno lavoro per un'azienda guidata da un responsabile a dir poco impossibile.
Il nostro responsabile ha una cerchia di dipendenti "preferiti", intoccabili, che non vengono mai ripresi nemmeno di fronte ad errori evidenti, fa' delle preferenze insomma e non perde nemmeno occasione per sparlare alle spalle e seminare zizzania nel gruppo.
Non si capisce cosa vuole, è pressante e spesso indisposto nei confronti di noi dipendenti rispondendo male o riprendendoci più volte (anche quando non ci sono effettivamente colpe legate al nostro operato).
Assume un atteggiamento saccente del tipo "so fare tutto io" e ci guarda dall'alto al basso giudicandoci come incompetenti.
Da qualche mese mi ritrovo, per forza di cause maggiori (licenziamenti dovuti al suo comportamento) a svolgere una mansione più importante, ma non rientrando nell' elite dei prescelti la mia vita lavorativa non è affatto semplice.
Sono divorata dall'ansia, vado a lavoro con la tachicardia e con la paura di essere ripresa.. in più, essendo particolarmente sensibile alcune parole dette alle spalle mi feriscono e mi umiliano, mi fanno sentire inadeguata alla situazione...
Come posso fare per sopportare questa situazione? Come posso comportarmi nei confronti del mio responsabile?

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Fabio Rapisarda Inserita il 06/02/2020 - 14:20

Palermo
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Buongiorno, la situazione che lei descrive, purtroppo è molto comune ed ovviamente è causa di malessere. Quelli che ne fanno le spese sono i soggetti, diciamo più "sensibili", più predisposti ad una sana relazione, anche nella differenza dei ruoli. Chi invece perpetra certi atteggiamenti, in genere non se ne rende conto del malessere che può causare, provando nei casi estremi un sottile, perverso stato di piacere. Però in queste situazioni, a mio avviso, è importante chiedersi se ci siano alternative anche lavorative o, al limite, perchè si da tanto importanza ad atteggiamenti fuori dalla norma imposti dai superiori. Quindi alla fine la domanda può essere questa: perchè mi devo preoccupare così tanto dei giudizi e dei rimproveri dei superiori se sono convinta di fare il mio dovere nel migliore dei modi ? Un'altra potrebbe essere: la mia realizzazione passa solamente dall'attività lavorativa o posso prendermi delle soddisfazioni anche in altri campi ? Le risposte potrebbero aiutarla a comprendere quale potrebbe essere la giusta via da imboccare. Non esiti comunque a parlarne con uno specialista, potrebbe essere utile valutare l'inizio di un percorso psicoterapeutico. Spesso i cosidetti "periodi di crisi", anche se al momento creano malessere, una volta superati possono portare ad una migliore consapevolezza di sè, con un conseguente stato di benessere. Spero di esserle stato utile.