Limbo universitario
Buonasera, mi chiamo Saverio e ho 23 anni.
Credo che il mio problema sia quello di non avere un obiettivo.
Ho frequentato l'istituto alberghiero per mia volontà, andando contro alle aspettative dei professori delle scuole medie che, vedendo uno studente brillante, mi avrebbero visto più adatto ad un liceo anziché ad un professionale.
Insomma, finite le superiori mi andava di approfondire il settore alimentare e così mi sono iscritto all'università, senza sapere se sarei stato adatto. Fregandomene, mi andava. E poi avevo tutto il sostegno dei genitori e della famiglia in generale.
E insomma eccomi qui, a quattro esami dalla laurea triennale completamente impantanato.
Ho affrontato materie parecchio difficili e ce l'ho anche fatta pur non avendo le basi di chi invece veva frequentato un liceo scientifico.
E invece adesso anche con le materie un po' più "carine" proprio non ce la faccio a mettermi lì eripetere.
<<Perché?>> mi son chiesto; e, dopo oggi pomeriggio sono arrivato a capire che mi manca un obiettivo. Non ho assolutamente voglia di usare le mie energie per correre a prendermi la tanto meritata laurea. Non la voglio, non me ne frega nulla.
Ne ho parlato via via anche con i miei e con mia sorella e, in generale, mi hanno consigliato di perseverare. Poi magari farò tutt'altro nella vita ma avrò un titolo di studio del quale sarò fiero, qualcosa su cui ho lavorato.
Ed eccomi invece puntualmente ad ogni giornata di studio a cercare delle pseudo-motivazioni che mi spingano a provare a studiare.
I loro consigli li tengo cari ma forse sto tirando avanti l'università solo per farli felici. Invece sarebbe troppo bello poter dire: "No, guarda, per me l'università non ha funzionato, non è il mio, cerco altro."
Anche perché di interessi ne ho, primo fra tutti la musica e lo studio della batteria. E tante volte avrei voluto stare ore ed ore a cercare di capire come sia tortuoso ed affascinante il mondo musicale, magari imparando anche uno strumento melodico, da associare alla batteria.
Ma la musica richiede tempo, che lo sottrae dunque all'università. E quindi devo limitarla.
Nella mia testa il mio obiettivo è quello di laurearmi per poi potermi dedicare allo studio della musica e degli strumenti musicali.
E allora mi chiedo: che senso ha? Che valore ha per me l'università che sto facendo? I miei la pagano, perché dovrei spendere anche soldi in qualcosa che non vorrò fare? Ma soprattutto: perché devo investire tempo ed energie in un progetto in cui non credo, quando invece ho messo a dormire la motivazione e la curiosità per il mondo musicale? Ecco, se penso così allora ho fallito. Non ho creduto nei miei sogni. E il lasciare l'università adesso sarebbe, oltre che una liberazione dallo stress, una vittoria sul fallimento. Da fuori sembrerebbe una sconfitta, invece per me sarebbe una grande vittoria, mi accetterei, vedrei il mio limite.
Però è dura perché mi sento ripetere da tutti che ormai sono in dirittura d'arrivo e bla bla bla...
Ehi sveglia! Io non mi sento in dirittura d'arrivo! Mi sembra di avere un'eternità per la fine di questo percorso universitario!
Scusate se alcune frasi sono messe lì a mo' di sfogo, per cui magari risultano poco chiare ad un occhio esterno.
Io non mi sento morto dentro, ho voglia di imparare, ho voglia di crescere ect. ma mi manca un obiettivo, una motivazione che mi faccia andare contro le giornate di fatica e noia perché in cuor mio so che sarà comunque la scelta giusta.
Se vi va, datemi un parere esterno. Ringrazio chi mi aiuterà!