La scelta del tuo / della tua partner che effetto ha sul tuo desiderio sessuale?

Pubblicato il 1 aprile, 2020  / Sesso e Amore
scelta partner

Le nostre fantasie e preferenze sessuali sono costituite da immagini che servono ad annullare quelle credenze e quei sentimenti inibenti l'eccitazione sessuale che coltiviamo inconsciamente, dunque, quelle credenze e quei sentimenti che inibiscono l'eccitazione sessuale vengono contrastati ed annullati specificamente, precipuamente, da quelle immagini funzionali a demolirle per lasciar rifiorire e riemergere il desiderio sessuale ostacolato.

Il presupposto affinché il desiderio sessuale possa emergere è ritrovare inconsciamente e psichicamente un senso di sicurezza psicologico.

Il desiderio sessuale può affiorare ed esprimersi allorquando l’individuo reperisca (rinvenga), oppure (in altri casi) ri-acquisisca inconsciamente e psichicamente un senso di sicurezza psicologico.

Le fantasie o le immagini sessuali possono essere molto semplici, appena accennate o abbozzate nella nostra psiche, oppure accuratamente elaborate, addirittura esse possono concatenarsi scenograficamente sino a costituire un vero e proprio rituale; la modalità con la quale esse si presentano nella psiche è meno rilevante dal punto di vista clinico; elementi di grande salienza risiedono nella natura del loro contenuto e nella funzione: esse hanno la funzione di annullare la credenza e il sentimento reprimente la spinta eccitatoria.

Lo specialista rimarca e rileva, dunque, ● la natura, ossia la qualità di quell'immagine o della fantasia scelta e ● la finalità, esprimibile nello scopo di annullare la credenza e/o il sentimento patologici radicati in quel soggetto.

Quando scegliamo un partner sessuale inconsciamente scegliamo degli strumenti che svolgono la stessa funzione delle fantasie sessuali, vale a dire, stabilire delle condizioni di sicurezza necessarie per far emergere l'eccitazione sessuale:

solo uno stato di sicurezza psichica, infatti, può consentire all'eccitazione sessuale di affiorare.

Il processo che si attiva pressoché inconsapevolmente-inconsciamente consiste nella scelta di un partner che percepiamo come la persona giusta per confutare alcune credenze irrazionali.

L'attrazione sessuale iniziale si fonda su una quantità di percezioni inconsce e su processi di elaborazione delle informazioni relative a questo individuo, perlopiù ed essenzialmente inconsci.

Ad esempio, se il timore o la credenza irrazionale mi fa vivere la preoccupazione e l'ansia di ferire o spaventare un partner con l'intensità del mio desiderio sessuale, la scelta del compagno potrebbe essere inconsciamente indirizzata su un individuo che apprezzi l'intensità ‘aggressiva’ della mia eccitazione, poiché quel partner mi farà sentire "al sicuro" quando io esprimerò quell'intensità eccitatoria forte e irruente.

Oppure, ad esempio, se io nutrissi il convincimento di essere esteticamente poco attraente e avvertissi ansia e preoccupazione importanti relativamente alla mia nudità o alla mia corporeità, potrei scegliere inconsciamente un individuo avente tratti esibizionisti e cioè che manifesti un sentirsi a proprio agio con la sua corporeità, una propensione alla disinibizione, questo tratto incarnato nell'Altro, potrebbe portarmi a contrastare il mio convincimento patologico, la mia preoccupazione costante a celare tratti esteriori di me e l’inibizione relativa alla mia corporeità.

Il partner che scelgo potrà quindi “aiutarmi inconsapevolmente”, per sua stessa struttura di personalità, nel raggiungimento del mio obiettivo inconscio di contrastare o disconfermare la mia credenza patogena.

Quando questo meccanismo funziona, la probabilità che sussista una buona intesa sessuale entro la coppia è elevatissima.

L'attrazione, definita da molti 'biochimica', si intreccia e si interfaccia con la dimensione psichica, secondo cui quel partner possa disconfermare le credenze patogene radicate in me:

la "facilità" con la quale Egli/Ella possa rassicurare l'Altra/o (con una comunicazione esplicita, ma anche più agevolmente e forse più efficacemente, mediante una comunicazione implicita), dipende dal tipo di personalità che l’individuo ha strutturato.

Certamente i processi di scelta inconscia lo designano quale soggetto prescelto, o propenso a contrastare elementi di tipo patogeno, vale a dire quei fattori che vanno a costituire nuclei di insuccesso sessuale, o nodi di problematicità nell'espressione sessuale, oppure, nell’accezione più ampiamente intesa, il soggetto favorito, è stato individuato quale idoneo/a ad opporsi agli ostacoli e minare all’incapacità di pervenire ad un benessere psicosessuale in senso pieno.
 

Inibizioni, fantasie sessuali e coartazione della propria spontaneità. Quando rivolgersi allo psicoterapeuta?

La maggioranza della popolazione funziona seguendo questo tipo di prassi:

individua inconsciamente, in un partner sessuale 'lo strumento idoneo'

-a lasciar emergere e fuoriuscire la propria spontaneità

ed

-a raggiungere una piena ed appagante espressione sessuale.

Questa ricerca inconscia del partner sessuale idoneo, "utile a livello strumentale" a contrastare resistenze o credenze patologiche, va intesa quale meccanismo operante entro l'ambito di una coppia 'normale', vale a dire di profili e di personalità psicologiche in assenza di nevrosi, oppure connotate da una nevrosi blanda, non invalidante;

qualora, invece, si tratti di soggetti ingabbiati in un meccanismo nevrotico significativo e massiccio, si determinerà il meccanismo opposto:

l'individuo cercherà di trovare nel partner conferma inconscia alle proprie credenze patologiche e ne risulterà una conseguente situazione ripetitiva e ristagnante.

Ad esempio, un soggetto sessuofobico, qualora la sua fobia sia imponente e massiccia, (alla luce del fatto che per costui risulti più tranquillizzante e più confortevole il blocco o l'evitamento della sessualità), potrebbe scegliere un partner sessuale inibito ed evitante della sessualità, proprio per non conflittuarsi con una problematica per lui/lei troppo cristallizzata.

Questo soggetto gravemente nevrotico trae un “vantaggio psicologico” apparente o illusorio nel mantenimento e nella conservazione del proprio apparato psichico difensivo.

In gergo clinico, questa ricerca di conferma dei meccanismi, o di schemi di funzionamento, o ancora di sistemi concettuali che si sovrappongono ai nostri senza apportare alcun tentativo di modifica o alcuna scalfittura, viene interpretato come la conservazione dei meccanismi di difesa acquisiti (e perlopiù automatizzati nella nostra psiche).

Attenzione!

Soltanto chi viva il proprio apparato nevrotico quale invalidante o sorgente di disturbo psicologico, potrà chiedere un intervento psicoterapeutico;

è necessario avvertire, in tal senso, uno stato d'animo di disarmonia, di distonia con il proprio sé, solo in questo caso il Soggetto sia propenso a chiedere un intervento specialistico, poiché la sessualità di ciascuno di noi è unica, esclusiva ed irripetibile: non esiste parametro di riferimento, non esiste una 'misura di normalità', bensì, un disagio soggettivo, squisitamente e meramente un senso di disarmonia individuale, che possa fare da principio motore per l'attivazione di un intervento terapeutico.

Diversamente, ci si orienti a vedere la sessualità come la tinta, entro una vasta, diversificata e variegata tela di colori del pittore:

ciascuno possa viverla nella piena libertà e secondo quanto lo metta a proprio agio (entro la dimensione del sé ed entro la coppia costituitasi).

Non si cerchi nelle righe di questi articoli o nelle parole degli specialisti, "la misura di 'un grado di inibizione sessuale' accettabile", un parametro di normalità cui compararsi :

il fattore saliente (anche nei casi di nevrosi grave e di psicosi) diviene il senso di oppressione psicologica, oppure la sensazione di aver coartato la propria spontaneità, di non riuscire ad esprimere la propria sessualità appieno e la propria creatività, questo vissuto di oppressione intrapsichica o di disarmonia, può giustificare la richiesta di un intervento psicoterapeutico.