Mi parli del suo ultimo post su Facebook, quello che non ha ricevuto nemmeno un “LIKE”

Pubblicato il 23 febbraio, 2015  / Psicologia e dintorni
Mi parli del suo ultimo post su Facebook, quello che non ha ricevuto nemmeno un “LIKE”

I social network sono così parte integrante della nostra vita e la condizionano tanto da rendere sempre più difficile la comprensione di quali siano le implicazioni sul nostro benessere psicologico e la valutazione di un utilizzo disfunzionale, fino alla dipendenza.

Come ogni fenomeno, anche i social network, presentano vantaggi e svantaggi, da una parte consentono di superare le barriere spazio-temporali, ampliando le possibilità di informazione, comunicazione e relazione, dall’altra come afferma la psicologa Sherry Turkle ci offrono “l’illusione della compagnia senza le esigenze di una relazione”.

I vari dispositivi tecnologici che ci permettono di essere sempre connessi alimenterebbero tre potenti fantasie: che c’è sempre qualcuno che ci ascolta, che possiamo sempre prestare attenzione a quello che ci interessa e che non siamo mai soli.

La potenzialità comunicativa e relazionale offerta dai social network si basa essenzialmente su tre parole chiave: interagire, condividere, partecipare.

Tutti noi abbiamo la possibilità di usufruire e diffondere, in tempo reale e senza alcun vincolo, i contenuti che più ci interessano e decidere con chi condividerli. In questo modo ciascuno può dare il suo contributo non solo nella diffusione dei contenuti presenti nella rete, ma anche di esperienze personali, pensieri e sentimenti che rappresentano e descrivono la propria personalità. Gli utenti spesso, condividono aspetti personali o esperienze rese, a volte, artificiosamente più positive nel tentativo di costruire un'immagine on line che sia più attraente di quella reale, o al fine di ottenere attenzione e compagnia.

Mi parli del suo ultimo post su Facebook, quello che non ha ricevuto nemmeno un “LIKE”

Un nuovo modo di essere che la psicologa Sherry Turkle ha definito “condivido, dunque sono”, con conseguente impoverimento delle relazioni reali e delle conversazioni “face-to-face”, continuamente interrotte da chiamate, messaggi, notifiche. Chi può sostenere, infatti, di non essersi mai ritrovato a cena o in altre occasioni di incontro senza rapportarsi con le persone accanto perché ognuna occupata ad interagire con il proprio smartphone?

Tutti ormai passiamo una quantità significativa di ore sui social network ma come riconoscere quando sta diventando un problema? Riflettiamo innanzitutto sulla quantità di ore trascorse on-line, non giustificate da motivi di lavoro o studio, e se e quanto l’uso di internet e social network interferiscono con gli impegni della vita quotidiana e con le relazioni interpersonali reali.

Inoltre, quando l’utilizzo di internet e social network diventa disfunzionale la persona tende a manifestare una varietà di sintomi e difficoltà che riguardano diversi ambiti della vita: problemi fisici (come ad esempio mal di testa, mal di schiena, disturbi del sonno) progressiva riduzione e attenzione verso gli impegni in ambito familiare, lavorativo e sociale a causa dei ripetuti e inefficaci tentativi di controllare, ridurre e interrompere le attività e il coinvolgimento on-line.

Il rischio di dipendenza da Internet e social network è maggiore per le persone che hanno difficoltà a relazionarsi nel mondo reale, o che utilizzano la rete come unica modalità di espressione e sollievo, come ad esempio persone con bassi livelli di autostima e autoefficacia, attaccamento disorganizzato e ansioso o con disturbi d’ansia o dell’umore. In questi casi è necessario affrontare il malessere che si nasconde dietro la dipendenza e ricercare un aiuto professionale.

A tutti noi utenti non resta che ricordare che Internet, social network e i numerosi dispositivi tecnologici offrono una quantità inestimabile di possibilità in termini di informazioni, conoscenze, contatti, ma sono strumenti, e come tali, spetta a noi ricavarne le potenzialità, e arginarne i rischi, recuperando tempo e valore per le relazioni vere.

Bibliografia

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  • Turkle S. Insieme ma soli. Torino: Edizioni Codice, 2012.