A cuccia di parole

Pubblicato il 22 settembre, 2014  / Psicologia e dintorni
A cuccia di parole

Che cos’è il linguaggio? E’ una forma di comunicazione che tutti gli esseri viventi utilizza per relazionarsi con gli altri.

Quando si parla di essere viventi ci si riferisce all’uomo tralasciando che esseri viventi lo sono anche gli animali. Gli animali, basti pensare ai cani e gatti, comunicano con l’uomo attraverso il linguaggio non verbale. Infatti la comunicazione è sia verbale, fatta di parole, suoni, toni della voce, sia di gesti e mimica. Il nostro corpo parla con entrambe le modalità: verbale e non verbale. Quando si sente dire “il corpo non mente” qualcosa di fondato in questa frase vi è, ossia il corpo con la mimica, la gestualità e lo postura invia dei segnali e dei messaggi che a livello razionale non sono controllati dalla mente umana e pertanto comunica, dialoga a livello più “pulito”, chiaro, senza interferenze e manipolazioni consce. Mentre il linguaggio verbale viene controllato e manipolato da chi emette il messaggio, quello non verbale o analogico invece rimane puro proprio perché si è impegnati a controllare il messaggio vocale rispetto a quello corporeo.

Le persone utilizzano due tipi di comunicazione: verbale e non verbale. La prima è fatta di parole, di contenuti mentre la seconda, non verbale, è caratterizzata dalla non parola, ossia le persone comunicano con il tono di voce, con le espressioni facciali, con la mimica. Il tipo di comunicazione maggiormente utilizzato è quello non verbale e anche il silenzio è comunicazione.

L’uomo per sua natura entra in relazione con i suoi simili e con la specie animale utilizzando entrambe le modalità di comunicazione. La comunicazione è il canale di relazione.

A cuccia di paroleOgni giorno, ogni istante della propria vita, le persone entrano in contatto con altri individui e la comunicazione è lo strumento principale per relazionarsi con gli altri; entriamo in contatto con contenuti e con espressioni sia verbali che non. L’uomo, per sua natura, è un soggetto capace di relazionarsi sia con i suoi simili sia con gli animali.

Spesso ci si rende conto che le difficoltà che insorgono, le incomprensioni, i fraintendimenti nascono proprio da una comunicazione poco chiara, o meglio con le parole trasmettiamo un contenuto che con il non verbale non viene sostenuto, anzi smentito, creando così incoerenza tra ciò che diciamo e ciò che trasmettiamo. Tutto ciò crea confusione nel ricevente, la persona destinataria del nostro messaggio, e il messaggio che ci verrà rinviato a noi, non sarà ciò che ci aspettavamo. Al ricevente passa molto di più il messaggio non verbale che verbale, anche se a noi non sembra di comunicare, ma un sopraciglio alzato sta dicendo qualcosa di noi alla persona con cui ci stiamo relazionando.

Riflettendo sulla relazione che l’uomo instaura con il proprio amico a 4 zampe, ci si accorge come il gesto, la postura, la carezza hanno un significato sia per noi che per Fido. Se pensiamo alle carezze che riceviamo dalle persone care e alle carezze che noi facciamo al nostro amico Fido, possiamo capire il messaggio e il sentimento che stiamo trasmettendo: una carezza lenta a mano aperto da una sensazione di calma e tranquillità, un tocco energico, veloce e ripetuto in rapida successione significa agitazione, irrequietezza, disagio. Come l’uomo che si relazione con un suo simile, risponde ai messaggi che riceve, lo stesso lo fa l’animale. Il sonno, lo sdraiarsi a terra, non abbandonarsi al riposo, il morso, il mettersi a pancia in su, sono tutti messaggi che il nostro amico a 4 zampe ci sta dando e essere attenti ai suoi messaggi ci permette di entrare in relazione con lui rispettando i suoi tempi. Tutto ciò accade anche tra gli uomini.

Il nostro amico a 4 zampe, oltre a essere un’ottima compagnia è anche un’opportunità di riflessione sulla relazione e sulla comunicazione e anche una palestra per allenarsi a tutto questo.