Credere di potercela fare è il motore di ogni azione

Autoefficacia: sarò in grado di...?

Pubblicato il 24 dicembre, 2016  / Psicologia e dintorni
Credere di potercela fare è il motore di ogni azione

Il senso di autoefficacia è la convinzione di avere le capacità, di essere in grado di imparare, di saper affrontare determinate prove, di raggiungere il successo, di possedere competenza, di potercela fare; aiuta a tollerare la frustrazione, influenza la continuità dell’impegno e la persistenza nel tempo dello sforzo.

E’ facile capire come la percezione che si ha di sé stessi possa contribuire alla percezione che si ha della realtà.

Gran parte del comportamento umano viene regolato dal porsi obiettivi la cui scelta viene influenzata dalla stima soggettiva delle proprie capacità, tanto maggiore è il senso di autoefficacia tanto più elevati sono gli obiettivi che le persone si prefiggono e tanto maggiore è l’impegno per raggiungerli. Coloro che hanno elevato senso di autoefficacia visualizzano mentalmente immagini in cui si vedono vincenti, tali immagini forniscono una guida alle azioni. Al contrario chi ha basso senso di autoefficacia visualizzano immagini negative di sé.

In generale, infatti, chi possiede un alto senso di autoefficacia, una volta impostato un obiettivo, pianifica tutte le azioni per poterlo raggiungere e crede fermamente di poter far fronte a quello che può accadere, visualizzando gli eventi in positivo.

Tutto questo sicuramente aiuta nel gestire le sensazioni di ansia, poiché se penso che possa accadere un imprevisto, penso anche che sarò in grado, in qualche modo, di farvi fronte.

Viceversa, chi ha un basso senso di autoefficacia farà fatica ad iniziare e, soprattutto a perseverare nel portare avanti i propri obiettivi, certo che non sarà in grado di raggiungerli, lasciando perdere, delle volte anche prima di iniziare, per non andare incontro ad un certo (secondo il suo pensiero) fallimento.

Sarà molto probabile che questa persona vivrà sensazioni di ansia molto forte, perché ad ogni imprevisto immaginato penserà di non essere in grado di affrontarlo. Se considero, infatti, i pericoli potenziali come inaffrontabili, ne vedo molti nell’ambiente, amplio la loro pericolosità, invece se considero di poter esercitare un controllo sui potenziali pericoli non individuo in anticipo tutti gli aspetti negativi né mi creo pensieri catastrofici.

La convinzione di bassa efficacia porta a pensare di possedere una bassa capacità di modificare l’ambiente e di vedere quest’ultimo come minaccioso e ostile. Tutto questo porta ad ansia e depressione. La depressione porta a concentrarsi sulla distanza tra i propri obiettivi e il livello raggiunto e tutto questo peggiora le proprie sensazioni di ansia e depressione.

Quali sono, quindi, le fonti dalle quali attingere per costruire una buona autoefficacia?

- Rinforzi-Auto-rinforzi e influenza sociale: Se le persone ricevono informazioni positive, realistiche e rinforzanti sulle proprie prestazioni è più probabile che vi sia auto-cambiamento, anche se da sola la persuasione degli altri non è un buon mezzo per aumentare il senso di autoefficacia.

Il più potente mezzo per creare una buona autoefficacia è la capacità di concentrarci su quello che abbiamo fatto e non sempre su quello che NON abbiamo fatto, che non abbiamo raggiunto. Molto spesso le persone hanno una cattiva percezione di sé stessi perché sono troppo abituati a focalizzarsi su quel 10% che mancava per raggiungere l’obiettivo, tralasciando il 90% di sforzo, di impegno e di risultato ottenuto. È necessario imparare a guardare quello che già si fa, quello che già si è, auto-rinforzandosi.

- Stati emotivi e fisiologici: Nelle situazioni stressanti e impegnative l’ansia e la tensione viene spesso interpretata come un segno di vulnerabilità e di stress.

In realtà, in alcune situazione, se non eccessiva, l’ansia attiva tutte le nostre risorse per affrontare una determinata situazione. Se l’ansia viene percepita come qualcosa di estremamente negativo, essa porta a sviluppare una attenzione selettiva verso tutto ciò che può andare male, questo porta ad un ulteriore aumento dell’ansia e quindi ad una riduzione del senso di autoefficacia, un circolo vizioso. Tanto più le persone sono concentrate sui loro stati fisiologici e sulle loro reazioni spiacevoli tanto meno saranno concentrate su quello che accade intorno al loro non cogliendo la loro efficacia e i segnali positivi per rinforzarsi.

- Esperienze comportamentali dirette di gestione efficace, di successo: Le esperienze in cui una persona affronta con successo una determinata situazione sono quelle più significative per la acquisizione del senso di autoefficacia, attraverso esperienze di successo e di superamento di ostacoli e attraverso la perseverazione dell’azione le persone costruiscono un elevato senso di autoefficacia.

A poco a poco, è necessario mettersi alla prova, gradualmente, a piccoli passi, per potersi dimostrare sempre di più di essere in grado di gestire le prove della vita e di uscire dalla propria zona di comfort.

- Osservazione degli altri: l’Autoefficacia è rinforzata anche dall’osservazione di modelli che eseguono con successo azioni volte al raggiungimento dei loro obiettivi.

Non possiamo cambiare la realtà oggettiva, ma possiamo cambiare il modo di interpretare questa realtà. E’ utile lavorare sui propri pensieri perché essi generano i comportamenti e le emozioni di conseguenza.

"La fiducia in sé stessi non porta necessariamente al successo, la mancanza di fiducia origina sicuramente un fallimento" (Albert Bandura).