L'Affidarsi

Pubblicato il 7 ottobre, 2016  / Psicologia e dintorni
L'Affidarsi

Il tema dell'affidarsi è molto comune in quanto necessità avvertita in modo trasversale.

Un oggetto complesso in quanto prevede l'esplorazione di parti infantili arcaiche dove l'affidarsi non era solo una possibilità, ma un bisogno. Una necessità avvertita con sfumature anche molto diverse.

Vorrei provare ad esplorare l'argomento in modo diverso. Di sbieco. Rapidamente. Crudemente, per cercare di dire quello che tutti sappiamo prima di chiudere gli occhi.

Brevemente.

È il transfert a decidere cosa accadrà in questa decisione/necessità connotata pre - adolescenzialmente.

Cosa è il transfert?

La relazione così come la conosciamo, appresa dal nostro ambito sociale più stretto: la famiglia.

Il transfert come unica possibilità di ripetere ciò che abbiamo avuto e ciò che vogliamo continuare ad avere. Il passato ci svelerà il futuro. Basterà non confondere la sfortuna con il desiderio profondo e nel dolore riuscire a discernere il beneficio secondario del sintomo.

Quale sintomo? Il più subdolo. Il più impercettibile. La coazione a ripetere. Il beneficio secondario? Si... La possibilità di avere un vantaggio nella situazione di apparente svantaggio. Cedere delle quote per delle altre. E ci si ritrova nella vita in situazioni dove le persone accanto a noi fanno degli errori... Per se stessi... E delle persone che fanno degli errori, per nostro conto... E noi non usciamo mai nè in un caso nè in un altro.

Siamo a puntare il dito sulle problematiche che perfettamente aderenti nella nostra vita non possiamo vedere come tali e releghiamo ad altri sperando non ci tocchino più. Ma come un boomerang tornano forti e chiare. Devastano la nostra vita. Le nostre amicizie, le nostre relazioni. Quelle idealizzate naturalmente. Quelle che abbiamo sono quelle che possiamo permetterci. E nulla di più. La vita si deforma. E il fantoccio del nostro passato prima o poi perde di consistenza. I tratti si sfocano. I contorni si perdono: cosa è quella cosa spaventosa che hanno creato lì in fondo...che si staglia li nell'ombra? Siamo noi... Siamo noi che con mezzi altrui abbiamo agito il nostro bisogno di castrazione.

Ci siamo per l'ennesima volta castrati. E ci ritroviamo al centro del palco del nostro spettacolo. Che è diventato un teatrino. Pieno di comparse che ci assecondano nella nostra folle regia. I drappi rossi, la platea, le risa ed i pianti... Una storia piena di colpi di scena della quale sappiamo già la fine. La strada tortuosa porta o in cima o a valle... Il ruolo del boia non ci si addice. Lo affidiamo ad altri. Noi poniamo solo la testa sul ceppo aspettando che la sfortuna agisca, l'altra persona, l'altro da noi nel quale abbiamo messo tutta la nostra disperata ripetitività.

Prima di affidarsi a qualcuno sarebbe bene analizzare il proprio passato. A volte è meglio morire di propria mano che farsi seppellire vivi da altri.