Il disagio moderno e la rete

Pubblicato il 7 luglio, 2014  / Psicologia e dintorni
Il disagio moderno e la rete

La società odierna, inconsistentemente liquida, ci rende ansiosi ed insicuri poichè, tra le altre cose, ci ha deprivato di un bisogno essenziale per l'essere umano: la possibilità di prospettare un futuro. L'assenza di un progetto nel domani, infatti, ci ancora passivamente al presente, come se questo fosse diventato il nostro unico tempo da poter vivere. Degli eterni Peter Pan, forse, ma ai quali vengono comunque richieste efficienza e rigore professionale e sociale.

L'ansia è anche per la nostra immagine, con la quale raramente riusciamo ad entrare sinceramente in sintonia poichè la naturale imperfezione dell'Essere Umano mal si addice al mito del grande successo e della grande bellezza.

Questa identità poco matura, indefinibile nelle sue sfaccettature reali si "perde", si confonde, si innesta ad altri frammenti di personalità che navigano tra le maree della grande rete.

Confusione, questo è uno dei termini più lamentati al giorno d'oggi e che maggiormente generano intorpidimenti e timori per il proprio stato di salute. Non ci si riconosce più o si ha difficoltà a differenziarsi, in quanto Soggetti, dagli altri. E' il vuoto emotivo, la paura dell'abbandono, il soffocamento della solitudine che crea un dolore emotivo ed un'irrequitezza del poter vivere in questo mondo reale.

E mentre il vero Sè, solo, abbandonato a se stesso soffre e viene sempre di più spinto verso il basso della negazione e della vergogna, inizia ad emergere un Falso Sè più adatto a resistere agli urti della vita, ad essere più accettato e che soprattutto non debba illusoriamente mai vivere angosce e frustrazioni, forse perchè quelle già esperite sono state talmente dolorose da aver abbattuto la fiducia in se stessi.

La differenza con la vita in rete è che nel cyber spazio si opera attraverso delle immagini mentre nella vita reale si agisce in base ai sentimenti, positivi o negativi che siano. Per poter, però agire emozionalmente è necessario innanzitutto sentire il proprio corpo, imparare a riconoscere l'eco di quelle reazioni che esso produce.

Il disagio moderno e la reteOsservando solamente il nostro alter ego online è come se ci si estraniasse dal nostro corpo, come se i pensieri e le azioni fossero veicolati e gestiti da questo alter ego. Ed intanto tutte le informazioni che il nostro corpo ci suggerisce non vengono più prese in considerazione. Dineghiamo quello che è chiamato Sè corporeo. Ecco perchè il nostro corpo può essere trattato come un oggetto, perchè  è stato spogliato di tutti quegli elementi che lo rendono unicamente nostro: emozioni, sentimenti, ideali, fattezze fisiche reali ecc...

E' la dimensione del narcisismo e dell'impulsività, entrambi come deficit dell'introversione e della riflessione verso se stessi. La solitudine, nel senso dell'isolamento sociale, è da un canto temuto poichè altamente depressivo ma dall'altro è tristemente ricercato poichè consente di creare un proprio bozzolo di protezione all'interno del quale nessuno potrà attaccarci o abbandonarci.

Dato questo timore di perdita, quindi, ci si ritira davanti ad un pc, davanti ad una connessione che genera legami interpersonali che sono controllati, misurati, elargiti nella misura in cui si decide che questo non provocherà angustia. L'obiettivo è non farsi calpestare dagli altri. La paura che l'altro reale possa farci soffrire può, dele volte, dar vita ad un sentimento persecutorio o ancora alla convizione di non essere fatti per la realtà.

Di contro al caos e all'irregolarità della vita reale, la stabilità dello schermo, delle password, delle notizie fitrate dal distacco emotivo, crea benessere. L'anestetizzazione della rete ci blocca, però, nel nostro agire e a lungo andare ci toglie energie per affrontare un mondo esterno che, anche se sempre più frenetico, ci regala ancora piccoli doni, come la natura, le forme d'arte, lo sport,  il calore familiare, le passioni personali, ecc... 

Ritrovare noi stessi deve essere l'obiettivo, scoprire il nostro potenziale creativo e apprezzarci positivamente per quel bello che possiediamo e che siamo sicuramente in grado di coltivare. Lunghe passeggiate, romanzi interessanti, incontri con amici o conoscenti, pittura e scrittura: questo è il percorso inverso, dalla rete alla realtà.