Meglio una coppia separata che una infelice: 6 utili consigli per gestire al meglio una separazione

La separazione quando ci sono dei bambini

Pubblicato il 26 dicembre, 2015  / Genitori e figli
Meglio una coppia separata che una infelice: 6 utili consigli per gestire al meglio una separazione

Quando mamma e papà decidono di separarsi, non devono mai perdere di vista la serenità di loro figlio.

Ovviamente ogni coppia ha la sua storia, un suo modo di parlare, di rapportarsi con i figli. E ogni figlio è unico e diverso da altri. È per questo motivo che non ci possono essere delle regole definite e universali per ogni coppia da seguire nel momento della separazione. Ci possono essere solo degli accorgimenti per cercare di mantenere la serenità e l’equilibrio del bambino.

Comunicare al bambino la separazione dei genitori: a che età?

Comunicare un cambiamento così delicato e drastico è necessario per il bambino che deve sapere cosa sta succedendo intorno a lui. Questa comunicazione dipende molto dall’età del bambino. In genere prima dei tre anni non è necessario formalizzare la separazione con tante parole e spiegazioni che il bambino non sarebbe in grado di comprendere. Sarà importante dare la possibilità al bambino di passare molto tempo con il genitore non affidatario. Di solito i bambini così piccoli apprendono abbastanza presto che, in genere, il papà non dorme, non mangia, non vive più con loro. E si adattano a questa nuova realtà sapendo che se vogliono stare con papà devono andare in un’altra casa, la casa di papà. Questo, ovviamente succede se il bambino non è stato esposto a litigi, scenate, urla prima della separazione vera e propria.

E con i bambini più grandicelli? Come comportarsi?

Dai 3-4 anni i bambini tendono a colpevolizzarsi e a considerarsi responsabili della separazione dei genitori. In genere i bambini si autoconvincono, quindi, se il genitore non vive più con loro è perché non gli vuole più bene. Quindi è importante spiegare ai bambini che la separazione è una decisione di mamma e papà, indipendente dal loro comportamento. Fondamentale sarà sottolineare che l’affetto che entrambi i genitori provano per loro rimane invariato, e ci saranno sempre. Ovviamente non dovranno essere solo parole, i bambini hanno bisogno che vengano poi confermate dai fatti.

I bambini più grandicelli, intorno agli 8 anni, incominciano a distinguere sè stessi dai genitori e quindi a considerare le decisioni dei genitori come indipendenti da loro. Risulta, quindi, più facile comunicare la decisione presa, sempre cercando di parlare dell’altro genitore con rispetto e senza cercare di mettere in discussione il suo valore come genitore.

In genere si pensa che la comunicazione debba essere data insieme e con un tradizionale “mamma e papà ti devono parlare”, invece, a volte, è molto più utile che mamma e papà si prendano del tempo con il bambino separatamente per spiegare la situazione. Il bambino, in questo modo, non avrà l’impulso di allearsi con uno dei due genitori. Nella conversazione a tre il bambino percepisce qual è il genitore più debole e tenderà a “prendere le sue difese”.

Anche quando la conversazione con il piccolo viene fatta separatamente è utile che i due genitori concordino prima i discorsi.

Nella comunicazione, quali errori si possono commettere?

Tanti. Non c’è mai un moco perfetto e privo di errori per comunicare una notizia di questa entità ad un bambino. È opportuno però evitare alcuni errori gravissimi: mettere in cattiva luce l’altro genitore, incoraggiare il bambino a distaccarsi dall’altro genitore e portarlo dalla propria parte.

Quando due genitori si separano, a volte, fanno fatica a concentrarsi sul benessere di proprio figlio. Inconsapevolmente sono concentrati sul loro dolore e sulla loro perdita. Bisogna sempre ricordarsi che il bambino ama tutti e due i genitori allo stesso modo, non ha bisogno di un genitore “buono” e di un altro “cattivo”, ne di un genitore autoritario e uno iper-permissivo pur di non perdere l’affetto del figlio.

Dopo la separazione come comportarsi?

Molti genitori, dopo la separazione, diventano più permissivi con i loro figli, concedono e lasciano passare cose che prima venivano punite e vietate. Ecco, questo è il classico esempio di comportamento sbagliato. Il bambino non deve associare alla separazione dei genitori un aumento di bontà e permissività di uno dei due genitori. È importante mantenere le regole che si erano prefissate prima, e devono essere mantenute sia dal genitore che vive con il figlio, sia dal genitore non affidatario.

Se metto in atto questi consigli, il mio bambino non soffre?

Certo che no. I bambini soffrono in seguito ad una separazione. Ed è sbagliato negare l’espressione di questa sofferenza. Non è giusto chiedere ai bambini di essere razionali, di capire, di non fare capricci e di non far sentire in colpa il genitore per quello che è successo. Il bambino ha tutto il diritto di soffrire per questa decisione e di aver nostalgia del genitore che non vive più con lui.

La cosa giusta è quella di lasciar sfogare al bambino questa sofferenza con le sue modalità, e spiegare a lui che il genitore comprende il suo stato d’animo perché è una situazione difficile che mamma e papà non hanno potuto far nulla per evitare che succedesse. Ma cercheranno di aiutarlo per stare un po’ meglio e per tornare ad essere felice.

E se non riesco a gestire tutta questa situazione?

Come abbiamo già detto la separazione è un’esperienza difficile e dolorosa, soprattutto se coinvolge dei bambini. È normale non sapere come comportarsi, avere dei dubbi ed essere assalito dai sensi di colpa.

È importante che nel momento in cui i genitori si percepiscono come inadeguati, fragili e incapaci a gestire la situazione si rivolgano ad uno psicologo, esperto, in grado di accompagnarli durante questo percorso tortuoso.