L'anziano

Pubblicato il 6 febbraio, 2015  / Genitori e figli
L'anziano

L’anziano è colui che vive la sua terza o quarta età con un bagaglio di esperienze, abitudini e tradizioni, ricordi arricchiti da elementi fantasticati, sentimenti provati per persone vicine o lontane, timori e insicurezze, nostalgia e tanto altro ancora. Un adulto con una propria storia, dunque.

Molti di loro stanno vivendo o hanno vissuto eventi di particolare importanza che comportano perdite di vario genere. C’è chi si trova nella fase del pensionamento con la perdita di un’attività lavorativa continuativa ed uno stile di vita diverso rispetto al passato, alcuni hanno subìto perdite affettive per la scomparsa del coniuge, di familiari o amici, altri iniziano a combattere alcune modificazioni delle loro capacità e abilità motorie e cognitive.

Nel caso di Demenza o malattia di Alzheimer, l’anziano si trova a far i conti con sintomi come deficit di memoria, afasia, aprassia, difficoltà a riconoscere e identificare oggetti e persone, disturbi delle funzioni esecutive ossia del pianificare, organizzare ed astrarre.

L'anzianoLe reazioni emotive a tutti i cambiamenti che si verificano in questa fase della vita possono essere di vario genere: tristezza e insicurezza per non essere autonomi e non potersela cavare da soli come in passato, solitudine, depressione, ansia o rabbia che nascono dal senso di impotenza e dal timore di essere abbandonati da chi amano.

D’altra parte per i coniugi, i figli o gli altri familiari non è semplice affrontare questo periodo della persona con cui hanno un legame (amorevole o conflittuale che sia), e adattarsi o vivere con una nuova immagine della stessa.

Molti studiosi sostengono che le funzioni dell’organismo possano decadere se sono scarsamente esercitate, ma persistere e addirittura perfezionarsi se vengono stimolate e utilizzate.

In tutta la nostra vita ciò che ci fa raggiungere dei traguardi, che ci fa crescere e sentire vivi sono gli stimoli, di qualunque genere, da quelli affettivi a quelli linguistici, da quelli cognitivi a quelli tattili e percettivi, fino a quelli socio-ambientali. Utilizzandoli e sfruttandone al massimo le potenzialità, si manterrà una vita attiva e ricca di nuove esperienze, beneficiando dell’effetto delle attività fisiche e mentali e delle emozioni che ne derivano.

Ecco che un ambiente rilassante, sereno, comunicativo e stimolante garantirà il cosiddetto “invecchiamento attivo” in cui viene mantenuta la “riserva cognitiva” di ognuno. Infatti, se per molti anni si è creduto alla teoria “usa e getta”, cioè nel fatto che le capacità perse non potessero più essere riabilitate, oggi al contrario, si crede nella possibilità dei neuroni di rigenerarsi e nella compensazione di alcune zone adiacenti a quelle lese.

Per cui lavorando in modo mirato per mantenere e riabilitare le capacità cognitive degli anziani, è probabile notare evidenti miglioramenti o un rallentamento della perdita delle stesse, quella a cui si va incontro nel caso di Demenza o della malattia di Alzheimer.