Da figlia a madre: come affrontare i cambiamenti di una gravidanza

Pubblicato il 13 novembre, 2020  / Genitori e figli
gravidanza
  • "Sarò una buona madre?"
  • "Sto per diventare madre, perchè sento tutta questa fatica?"
  • "Potrò riprendere il mio lavoro e la mia vita quando nascerà mio figlio?"

Nonostante un figlio possa essere tanto desiderato e atteso, scoprire di essere incinta apre a una nuova realtà che porterà a una rielaborazione della propria identità, e facilmente si possono sperimentare emozioni inattese come PAURA e DISORIENTAMENTO. La maternità provoca una crisi nell‘esistenza di ogni donna, che deve destrutturare gli equilibri precostituiti ed elaborare una nuova identità e una nuova immagine corporea. Ad esempio, prima c’era solo la coppia e le attenzioni erano rivolte interamente alla figura del proprio partner e alla buona riuscita della relazione duale; ora interviene un terza figura, già presente nei nove mesi ma non ancora in grado di essere percepita con caratteristiche reali. Prima c’era un lavoro, poi interverrà una pausa necessaria, che spesso mette la donna di fronte a scelte irremovibili. Insomma, l'ansia e le preoccupazioni esistono come in ogni altra fase della vita, ma in questo periodo riguarderanno la trasformazione del proprio corpo, le fantasie sul figlio che nascerà e i dubbi legati ai cambiamenti nel rapporto con il proprio compagno.

Diventare madre presuppone una RIELABORAZIONE DELLA PROPRIA IDENTITA', dal ruolo di figlia a quello di mamma.

É necessario perciò creare un'immagine stabile di sè come genitore, inevitabilmente attraverso il confronto con la propria madre. L'eredità che la figlia ha ricevuto dalla propria madre nel suo primo legame con lei influisce sulla sua attitudine materna, come una specie di copione a cui far riferimento. La consapevolezza di questo copione permette di decidere se riproporlo o meno. Lo stile di attaccamento sperimentato come figlia con la propria madre influenza il legame con il proprio figlio, senza determinarne necessariamente una ripetizione. Eventuali esperienze negative di delusione o conflitto possono essere elaborate e rese positive da una maggior consapevolezza. La genitorialità è, quindi, una funzione che si forma e trasforma ancora prima della nascita di un figlio e può essere intesa come una capacità mentale di dare amore, contenere e desiderare.

Diventare madre presuppone un CAMBIAMENTO DELLA PROPRIA IMMAGINE CORPOREA e per alcune donne può essere difficile accettare i cambiamenti fisici come l'aumento di peso, il pancione e le relative difficoltà fisiche nello svolgere le attività quootidiane. Dopo il parto, invece, è necessario rinunciare allo stato di gravidanza e separarsi dal bambino interno, per instaurare un rapporto affettivo con un bambino reale e non più ideale. 

 La maternità comporta anche una RIDEFINIZIONE DEL RAPPORTO DI COPPIA, in quanto è necessario includere il terzo. Anche il partner si trova ad affrontare un processo di adattamento che dipende dalla sua storia infantile e dal processo di identificazione con il padre; anche il partner si chiederà se sarà competente e adeguato nell'adempiere ai compiti impliciti nel ruolo genitoriale. Il costrutto di "self-efficacy" riguarda entrambi i genitori e, laddove il livello sia alto, saranno meno vulnerabili allo stress connesso alla genitorialità e affronteranno con più serenità le piccole difficoltà quotidiane. 

C'è bisogno di un tempo e di uno spazio adeguato per interiorizzare ed elaborare la notizia. Per questo motivo può essere utile una CONSULENZA PSICOLOGICA PRE e POST PARTO, per prendersi cura di sè, della coppia e del proprio bambino.