Il divorzio è un evento di per sè negativo per i figli?

Il ruolo dei fratelli nella condivisione di questo evento

Pubblicato il 1 settembre, 2016  / Genitori e figli
Il divorzio è un evento di per sè negativo per i figli?

Nella letteratura Internazionale sono state pubblicate diverse ricerche riguardanti il pericolo del divorzio per i figli. E' chiaro che questo evento intriso di sofferenza e che chiede un cambiamento nella vita, non è auspicabile per i bambini.

Tuttavia oggi il tasso di divorzi è in aumento, ed è importante conoscerne la complessità di fattori per evitare luoghi comuni e pregiudizi.

In passato, nella maggior parte dei casi, una coppia conflittuale restava ugualmente nella stessa casa per tutta la vita, perchè così indicava il sistema sociale e religioso. Oggi, con l'aumento della libertà individuale e dell'importanza dell'amore per scelta, le coppie che stanno male, decidono di lasciarsi.

L'impatto per i figli è diverso secondo la loro personalità, la fase della vita che stanno attraversando (infanzia, adolescenza, matrimonio ecc), e le modalità con cui avviene la separazione coniugale.

Ciò che infatti è importante sapere è che il divorzio non è un evento distruttivo in sè e per sè, ma spesso risolutivo per evitare sofferenze prolungate ai figli. Questi riusciranno a stare bene se non saranno posti al centro di una diatriba su "chi è il genitore migliore ", "a chi vuoi più bene", "con chi vuoi abitare" , e discussioni continue che portano i bambini a confusione e ad un conflitto di lealtà.

Si può sopravvivere alla separazione, alla vita con un solo genitore così come alla morte di uno dei due. Fa la differenza la modalità con cui si gestiscono questi eventi, la vicinanza ai parenti e ai fratelli, la capacità del sistema familiare e sociale di non attribuire al divorzio tutto ciò che accade nelle esperienze successive creando un meccanismo circolare negativo.

Il divorzio potrebbe contribuire a rendere i figli persone con una maggiore capacità adattiva verso le situazioni, ad ampliare il raggio di figure parentali importanti nella loro vita, così come la continuità familiare attraverso i nonni.

Inoltre, per un bambino durante la separazione dei genitori, la condivisione dell'esperienza con i fratelli è molto importante.

Spesso ognuno occupa alcune posizioni  nei confronti dei genitori, un fratello può avvicinarsi al padre e un altro alla madre senza che questo porti a conflitti insanabili tra fratelli. Le posizioni possono essere interscambiabili in diversi momenti della vita, le allenze si possono modificare: i figli possono decidere di prendersi maggiore cura della madre in un preciso momento della sua vita in cui ha bisogno di particolari attenzioni.Ciò può certamente condurre ad avere meno tempo da dedicare ai propri interessi (scuola,amici, sport), se si cercano soluzioni distorte pur di "salvare i genitori" dalla loro sofferenza possono aprirsi strade distruttive per i figli, ma i bambini spesso ci insegnano che gestire tali situazioni è possibile e che il punto focale è trovarne l'equilibrio a piccoli passi e aiutandosi reciprocamente.

E' diverso il caso del figlio unico che spesso si ritrova completamente al centro dell'affetto genitoriale e quindi anche della separazione in cui è coinvolto a discapito del rendimento scolastico e della relazione con i coetanei, che invece nel caso di fratelli si riesce tendenzialmente a gestire con più facilità grazie alla divisione dei ruoli.

Per concludere,si potrebbero giudicare negativamente i genitori che fanno vivere questo genere di conflitti ai figli, i quali si trovano ad affrontare ciò che si considera solo un fatto tra adulti. Tuttavia si può pensare che sia una necessità familiare, dei figli e dei genitori, quella di trovare una soluzione a rapporti familiari molto difficili.

I figli sono parti attive nella famiglia e scelgono sempre di pensare ai genitori e prendere una posizione di vicinanza o lontananza. Se non si accetta che la loro partecipazione è inevitabile, non si riesce neanche a concepire che siano loro a dare un grande contributo risolutivo ai genitori, e che non vuol dire che cresceranno necessariamente con difficoltà psicologiche.

E' importante ascoltare i bambini, le soluzioni che hanno già scelto per i genitori e per loro stessi al fine di sostenerli nel loro grande compito di prendersi cura di sè e degli altri.