Cosa impareremo da questa crisi

Pubblicato il 15 aprile, 2020  / Crescita Personale
crisi

Cosa potremo tenerci di positivo da questo periodo così complesso e doloroso? Cosa possiamo imparare da tutto ciò?

Secondo me alcune cose molto importanti:

La prima è il valore della nostra salute, il valore della nostra libertà, e il valore dei rapporti con gli altri.

La nostra salute ci mette in questo momento in una situazione di allarme, abbiamo scoperto di essere più vulnerabili di quanto pensassimo. Un piccolo virus è entrato nel nostro mondo, sconvolgendolo. Ci siamo sempre sentiti forti, invincibili, forse solo chi ha dovuto affrontare malattie ha imparato quanto sia delicata invece la nostra salute e quanto possa essere precario l'equilibrio psico-fisico.

La libertà, che ci sostiene nel mantenerci attivi e sani sia fisicamente che psicologicamente, penso alla possibilità di uscire, camminare, correre, partire, in un momento magari difficile della nostra vita o di una relazione con un partner. Poter "andare un pò più lontano" per vedere le cose meglio,, per respirare.

Penso a chi vive con un partner, o con la propria famiglia, e magari l'accordo non è perfetto, ma nemmeno buono. Penso a chi vive solo, che magari ha un partner in un'altra casa, oppure non ce l'ha. In questo momento non si può scegliere di allontanarsi o avvicinarsi all'altro. Occorre stare lì all'interno della casa, all'interno del rapporto, del problema, del vissuto.

Ma è proprio sull'importanza dei nostri legami affettivi che vorrei riflettere con più attenzione. Attenzione perchè ora, che ci viene imposto un distanziamento sociale, presente e futuro, è proprio la presenza di quei legami ad essere preziosa.

Quando usciremo da questo isolamento non potremo e non dovremo portare con noi la paura dell'altro. Perchè sarebbe come averla data vinta al clima di terrore nel quale siamo stati immersi per mesi. Questo terrore va combattuto, non alimentato. Dovremo avere cura e attenzione nel rispettare le distanze, ciò che servirà per proteggere noi stessi e gli altri, ma saranno queste stesse distanze fisiche che ci dovranno portare a sentire di più la vicinanza, la similitudine, con l'altro. 

In questo periodo complesso e non ancora terminato, con la sensazione di essere sospesi in uno spazio-tempo non ben definito, senza sapere con certezza quando finirà e come, quando potremo tornare alle nostre abitudini, pensare (e agire) in modo da non sprecare questo tempo, riempiendolo di valore.

Perchè solo così potremo prevenire se non evitare di subire conseguenze, soprattutto psicologiche, in futuro.

Io sono ottimista!