Tu e le tue maschere. chi è a scegliere?

Sei tu a scegliere la maschera che porti oppure ti senti costretto ad indossarla?

Pubblicato il 28 febbraio, 2017  / Crescita Personale
Tu e le tue maschere. chi è a scegliere?

La maschera in Psicologia racchiude un significato totalmente rivoluzionario rispetto alla logica comune.

Nel senso comune indossare una maschera porta con sè l'intento di ingannare, prendere in giro: chi la indossa è sostanzialmente un ipocrita, un falso che tenta di mostrarsi come non è.

In Psicologia questo concetto viene totalmente ribaltato, la maschera viene considerata una caratteristica umana, naturale, flessibile, sana, che tutti noi possediamo: ognuno di noi indossa e toglie le proprie maschere ogni giorno.

Indossare una maschera ha il significato di esprimere aspetti diversi della propria personalità, tutti veri in egual misura, essa quindi non nasconde, al contrario mostra qualcosa di noi.

La funzione che assume è quella fondamentale di proteggerci quando ci sentiamo minacciati.

Indossarla ci aiuta ad esprimere qualcosa che non vogliamo tenere nascosto, ma che sarebbe difficile mostrare così com'è.

Tuttavia questo accade a patto di avere consapevolezza di star indossando una maschera. Quando questa consapevolezza viene a mancare si sperimenta il disagio di non scegliere la propria maschera ma di essere costretti ad indossarla.

Il senso di costrizione deriva dal timore di deludere le aspettative, nostre o di qualcun altro, e porta a non riconoscersi in ciò che si fa, si pensa o si sente.

Pensiamo per esempio alla circostanza in cui, colti di sorpresa, siamo rimasti in silenzio di fronte ad un'ingiustizia senza riuscire a reagire o a dire la propria. Solitamente ripensando a quel momento quello che resta è un miscuglio di sensazioni che va dalla rabbia all'impotenza, dal senso di colpa alla delusione al pensiero di non esser riusciti a far niente.

In realtà non è proprio così.

Restando in silenzio abbiamo senz'altro evitato una minaccia per noi, in quel momento, ben più grande dell'ingiustizia che stavamo subendo: per esempio esporci ulteriormente di fronte a ciò che per noi era già fortemente minaccioso.

L'intento era quindi quello, sano, di proteggerci da un pericolo imminente, ma vediamo che cosa sarebbe potuto cambiare se in quel momento avessimo avuto consapevolezza di star indossando la maschera, (nell'esempio riportato), della remissività.

Innanzi tutto avremmo visto immediatamente l'alternativa, ovvero, non indossarla. Vedere un'alternativa è il solo modo di operare una reale scelta, scegliere davvero infatti significa vedere due strade possibili, non una soltanto.

A quel punto, qualunque strada avremmo deciso di intraprendere, per il solo fatto di aver dato un senso a ciò che stavamo facendo (reagire o non reagire) probabilmente ci saremmo risparmiati quel mix sgradevole di sensazioni, in quanto tacere avrebbe acquistato per noi un senso dato dall'aver scelto volontariamente di non accendere discussioni rischiose, e viceversa.

Avere consapevolezza di ciò che accade dentro di noi è di per sé altamente protettivo.

Vedere un'altra strada percorribile inoltre, è il presupposto fondamentale per il cambiamento personale. Solo se vedo un'altra strada di fatto posso provare a percorrerla per essere diverso.

Acquistare consapevolezza rispetto alle proprie maschere non cambia ciò che noi facciamo o come noi agiamo, ma cambia profondamente ciò che noi siamo, ci rende più liberi e più autentici.

Molte persone arrivano in terapia col desiderio di eliminare ciò che non reputano desiderabile o le sensazioni negative.

Nulla di noi può essere eliminato, ed il modo per lasciare andare alcuni aspetti di sè e farne propri altri è comprendere la funzione che fino a quel momento questi aspetti hanno giocato nella nostra vita.

Riprendendo l'esempio citato, che funzione ha avuto per noi tacere in quel momento? Da cosa ci ha protetto? Che cosa sarebbe successo dentro di noi se avessimo reagito? Si tratta di qualcosa che abbiamo già sperimentato in altri contesti in passato?

Non si può e non si deve cancellare la maschera!

Per essere lasciata, a patto che ci faccia soffrire, essa deve essere compresa.

Ricapitolando, iniziare a comprendere le nostre maschere ed imparare a relazionarsi ad esse ci protegge dal sentirci estranei a noi stessi (autenticità), ci aiuta ad operare delle scelte rispetto a come vogliamo essere (libertà), ci permette di cambiare (movimento/percorribilità).