Fattori di mantenimento e ricaduta dell'episodio depressivo

Funzionamento sociale ed elaborazione delle emozioni

Pubblicato il 11 ottobre, 2017  / Ansia e Depressione
Fattori di mantenimento e ricaduta dell'episodio depressivo

Il disturbo depressivo maggiore è caratterizzato da un’importante compromissione nel funzionamento sociale ed interpersonale che sembrerebbe, almeno in parte, dovuta ad un deficit nella cognizione sociale, come evidenziano le anomalie neurali osservate durante compiti di comprensione delle emozioni.

Complessivamente gli studi di neuroimmagine mostrano alterazioni nell’attivazione e nella connettività di regioni sottocorticali e corticali associate sia a deficit di identificazione e percezione delle emozioni osservate che a problematiche di regolazione delle emozioni.

Nei pazienti depressi emerge inoltre una maggior risonanza emotiva con la tristezza, effetto definito mood congruent o, in soggetti con disturbo depressivo di grado moderato e grave, nel valutare in modo erroneo espressioni neutre scambiandole per tristezza.

Tale tendenza sembra inoltre essere associata ad una tendenza a selezionare quelle informazioni che riguardano emozioni di tristezza e rabbia. Altre emozioni disregolate tendono a persistere anche dopo la remissione, come ad esempio il senso di colpa e l’autosvalutazione.

Per contro le persone depresse tendono a sottovalutare l’intensità della felicità e mostrano un’attenuata elaborazione delle informazioni positive, sia verbali che non verbali.

Tutti questi risultati scientifici mostrano di fatto un meccanismo di amplificazione e di mantenimento dell’episodio depressivo. Infatti, un soggetto in fase depressiva tenderà ad avere maggior capacità di identificare ed entrerà maggiormente in risonanza emotiva con la tristezza espressa nei volti delle persone e questo contribuirà ad aumentare, di intensità e di durata, il proprio vissuto di tristezza.

Vista la ridotta attivazione corticale e di connettività di cui parlavamo sopra, tale meccanismo non sarà neppure opportunamente modulato.

L’associazione tra ricerca automatica di stimoli di tristezza e maggior risonanza emotiva verso questa emozione, soprattutto nelle espressioni facciali, sembra giocare un ruolo nello scatenare gli episodi depressivi, ma anche nell’amplificarli e prolungarli.

Dal momento che tutte queste caratteristiche disfunzionali tendono a persistere, seppure in misura minore, anche dopo la remissione dell’episodio depressivo, hanno naturalmente un impatto clinico dal momento che la ricerca dimostra che il trattamento antidepressivo e la psicoterapia cognitivo-comportamentale tende a normalizzarle.

Fonti:

  • Cusi AM, Nazarov A, Holshausen K, et.al. Systematic review of the neural basis of social cognition in patients with mood disorders. J Psychiatry Neurosci. 2012; 37(3):154–69.
  • Turchi F, Cuomo A, Amodeo G, et al. La cognizione sociale nel disturbo depressive maggiore: una rassegna sulle basi neurali. Riv Psichiatr 2017;52(4):137-149.