Emanuel  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 04/04/2018

Verona

Crisi coniugale. Mia moglie quasi mi ignora. Come fare?

Non so da dove cominciare. Inizio dallo scrivere qui, cercando qualche buon consiglio, perchè mi sento sconfortato ed in parte anche umiliato.
Da tempo, qualche anno ormai, ho pochissima intimità con mia moglie.
Siamo sposati da 7 anni dopo aver convissuto per altri 5. Abbiamo un bambino di quasi 4 anni. Lavoriamo entrambi full time dal lunedì al venerdì. Fortunatamente non abbiamo problemi economici "particolari" , se non quelli della normale routine di una media famiglia.
Fatta l'introduzione, mi rendo conto che sarebbe molto utile una seduta di coppia...ma qui inizia il problema. Mia moglie non è aperta a questa soluzione.
Tornando al problema:
In pratica, se con mia moglie faccio sesso una o due volte a mese ... per 20 minuti massimo, mi sento quasi fortunato. Sono sempre io a dover cercare il contatto, fatto salve rare eccezioni, mentre molte volte vengo "ignorato".
A volte mi è parso che mi abbia fatto un favore. Non è mai "coinvolgente o trasportante". I preliminari in linea di massima, competono solo me.
Aggiungo che prima della gravidanza... i rapporti non erano comunque molti di più. Ho quasi sempre avvertito una certa "scarsezza" di rapporti sessuali con mia moglie.
Ho provato più volte a parlarne con mia moglie. Sia anni fa, che ultimamente. Ma lei si è sempre messa sulla difensiva. Il copione è sempre stato quasi lo stesso. Lei parte con la storia..." dici sempre che è colpa mia, che non ti do attenzioni, ma ti sei mai chiesto il perchè? Mi dice sono stressata,... non è come dici tu.. virando poi sul fatto che fa tutto lei in casa e che lei deve pensare a tutto". Questi miei tenattivi di aprire un dialogo su questo problema, probabilmente nel modo e nei tempi sbagliati, (problema che lei per sua ammissione sente meno...anzi io sarei quasi ossessionato dal sesso) la fanno alterare ed arrabbiare. Alla fine del "litigio", risulta che abbiamo parlato di altro, senza andare a fondo e senza aver cercato una soluzione.
Leggendo altri post simili al mio, so bene che sarrebbe fondamentale rivolgersi ad un terapista di coppia. Ma come ce la porto mia moglie dallo psicologo? Quando ho provato a parlare di un aiuto esterno...apriti cielo! Chiusura totale.
Non so più come affrontare la questione. Spesso quando vado a dormire con mia moglie, per non fare "il pesante" me ne ritorno in soggiorno davanti alla tv o il pc, oppure mi sforzo di addormentarmi. Ma dentro sono adirato e irrequieto, e quando lei si accorge del mio stato d'animo fa la classica domanda del cavolo " Cosa hai?". Io per non litigare...rispondo ...nulla, oppure stress da lavoro.
Oggi Ho mille dubbi.. tranne che sul fatto che lei abbia un altro... su questo ci metto la mano sul fuoco ( oppure lei è bravissima a nasconderlo e sinceramente mi darebbe una spiegazione ai miei occhi plausibile).
Non prendo minimamente in considerazione lasciare mia moglie. Ma a volte il mio amore per lei vacilla. E poi, egoisticamente, non oso neanche pensare a non poter vivere con mio figlio ( sono sempre affidati alle madri in caso di separazione), quindi metto sempre a tacere i miei moti di orgoglio.
Scusate lo sfogo. A volte senza filo logico,
ma dopo avervi letto molto, ho pensato di chiedere dei consigli qui. Grazie

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 04/04/2018 - 14:07

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buon giorno Emanuel,
ha tracciato un quadro molto dettagliato della sua situazione e mi sembra che abbia una buona flessibilità mentale che le consente di porsi nei panni di sua moglie, sforzandosi di comprendere ed accettare il suo atteggiamento di rifiuto.
Tuttavia, "mettere a tecere i suoi moti d'orgoglio" può essere molto nocivo a lungo andare sia per lei e che per la coppia, perchè percepire costantemente un rifiuto da parte del partner induce sensazioni molto negative, come infatti ha già intuito lei.
Da ciò che ha descritto, mi sembra di capire che sua moglie tenda a mantenere una distanza fisica con lei e non si faccia coinvolgere molto a livello fisico, aspetto che credo si possa rilevare anche in altri aspetti della sua personalità, indipendentemente dall'amore che prova per lei.
Quindi, considerato che sua moglie non vuole affrontare il problema con uno psicologo anche perchè lei non lo percepisce affatto come problema, le consiglio di intraprendere un suo percorso individuale che possa aiutarla a comprendere meglio la situazione coniugale ed individuale. Una terapia individuale può aiutarla a capire cosa sia meglio fare rispetto a sua moglie. Spesso accade che il coniuge restio ad intraprendere una terapia di coppia, notando un cambiamento di atteggiamento nel partner in terapia, si convinca poi ad iniziare un percorso di coppia. Quindi, come vede, le possibilità sono tante.
Un caro saluto
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma)