Dipendenza affettiva e la regola dei 21 giorni
Buongiorno, sono una ragazza di 26 anni. Due mesi fa ho conosciuto sui social un uomo di 42 che vive in un'altra città e successivamente dal vivo, ci siamo piaciuti e abbiamo deciso insieme di iniziare una frequentazione. Ci siamo sempre scritti tutti i giorni, c'è molto feeling emotivo tra noi.
Fin dall'inizio mi aveva avvertita di avere e aver sempre avuto grosse difficoltà a entrare in una relazione a causa di paure, di avere la sua "bolla" di certezze e abitudini, ma non abbiamo approfondito più di così. Pare abbia avuto solo due frequentazioni nella sua vita di cui solo una si è trasformata in una relazione, durata due mesi. Avendo capito i limiti della situazione, ho accettato di procedere secondo i suoi tempi come mi ha chiesto, senza troppe speranze.
La frequentazione è durata un mese, in particolare l'ultima domenica che ci siamo visti lo vedevo preso e rilassato, fintanto che una mattina mi scrive che non se la sente di proseguire la frequentazione, che "preferisce dirmelo ora che più avanti sperando così di farmi soffrire meno", ma vorrebbe comunque preservare i rapporti con me. Al che io, che avevo messo in preventivo questa probabilità, accetto, omettendo di averla presa a male perché non si agitasse, e continuiamo a scriverci tutti i giorni, pianificando anche di rivederci domenica 23 in amicizia dopo che lui si è accertato accuratamente che io non ci sarei stata male.
Tre giorni fa è successo che lui ha ribadito che siamo amici, probabilmente perché aveva avuto il sentore che non l'avevo ancora accettato e difatti io ho reagito male: al che mi scrive che sarebbe stato meglio non essersi visti di persona, che non riesco ad accettare la nuova condizione e che sarebbe meglio non incontrarsi il 23 perché "la situazione sta diventando deleteria", aggiungendo: "puoi scrivermi la qualunque, io non risponderò".
Io l'ho cercato chiaramente, ma ad oggi mi ignora. Mi chiedo se non sia il caso per me di non cercarlo più, neanche guardare i social, insomma fare come se non esistesse almeno per i 21 giorni previsti dalla regola del no contact, per imparare a fare a meno di lui.
Un'altra cosa che mi chiedo, è se lui abbia deciso di non farsi sentire mai più, o se al momento semplicemente mi stia imponendo questo tempo prioritariamente al fine che io mi "scolli". Gli ho chiesto anche questo, cioè che intenzione ha, ma non mi ha risposto. Ho pensato che la sua priorità ora sia che io la smetta di considerarlo indispensabile perché anche lui non si senta più oppresso da questo mio sentimento che ancora esiste e che lo manda tanto in crisi.
La mia domanda principale per voi quindi è se può servirmi mettere in atto la regola, ma se aveste anche delle interpretazioni del suo comportamento sarebbe arricchente. È devastante convivere con questo tipo di dubbio, ma sono costretta perché il diretto interessato al momento non vuole sciogliermelo.
Vi ringrazio in anticipo,
Giorgia