Giorgia Sala  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il

Bologna

Dipendenza affettiva e la regola dei 21 giorni

Buongiorno, sono una ragazza di 26 anni. Due mesi fa ho conosciuto sui social un uomo di 42 che vive in un'altra città e successivamente dal vivo, ci siamo piaciuti e abbiamo deciso insieme di iniziare una frequentazione. Ci siamo sempre scritti tutti i giorni, c'è molto feeling emotivo tra noi.
Fin dall'inizio mi aveva avvertita di avere e aver sempre avuto grosse difficoltà a entrare in una relazione a causa di paure, di avere la sua "bolla" di certezze e abitudini, ma non abbiamo approfondito più di così. Pare abbia avuto solo due frequentazioni nella sua vita di cui solo una si è trasformata in una relazione, durata due mesi. Avendo capito i limiti della situazione, ho accettato di procedere secondo i suoi tempi come mi ha chiesto, senza troppe speranze.
La frequentazione è durata un mese, in particolare l'ultima domenica che ci siamo visti lo vedevo preso e rilassato, fintanto che una mattina mi scrive che non se la sente di proseguire la frequentazione, che "preferisce dirmelo ora che più avanti sperando così di farmi soffrire meno", ma vorrebbe comunque preservare i rapporti con me. Al che io, che avevo messo in preventivo questa probabilità, accetto, omettendo di averla presa a male perché non si agitasse, e continuiamo a scriverci tutti i giorni, pianificando anche di rivederci domenica 23 in amicizia dopo che lui si è accertato accuratamente che io non ci sarei stata male.
Tre giorni fa è successo che lui ha ribadito che siamo amici, probabilmente perché aveva avuto il sentore che non l'avevo ancora accettato e difatti io ho reagito male: al che mi scrive che sarebbe stato meglio non essersi visti di persona, che non riesco ad accettare la nuova condizione e che sarebbe meglio non incontrarsi il 23 perché "la situazione sta diventando deleteria", aggiungendo: "puoi scrivermi la qualunque, io non risponderò".
Io l'ho cercato chiaramente, ma ad oggi mi ignora. Mi chiedo se non sia il caso per me di non cercarlo più, neanche guardare i social, insomma fare come se non esistesse almeno per i 21 giorni previsti dalla regola del no contact, per imparare a fare a meno di lui.
Un'altra cosa che mi chiedo, è se lui abbia deciso di non farsi sentire mai più, o se al momento semplicemente mi stia imponendo questo tempo prioritariamente al fine che io mi "scolli". Gli ho chiesto anche questo, cioè che intenzione ha, ma non mi ha risposto. Ho pensato che la sua priorità ora sia che io la smetta di considerarlo indispensabile perché anche lui non si senta più oppresso da questo mio sentimento che ancora esiste e che lo manda tanto in crisi.
La mia domanda principale per voi quindi è se può servirmi mettere in atto la regola, ma se aveste anche delle interpretazioni del suo comportamento sarebbe arricchente. È devastante convivere con questo tipo di dubbio, ma sono costretta perché il diretto interessato al momento non vuole sciogliermelo.
Vi ringrazio in anticipo,
Giorgia

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Mirella Caruso Inserita il 10/10/2022 - 17:49

Roma
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Gentile Giorgia, la prima cosa che mi ha colpita in queste sue parole è la differenza di età che c'è tra di voi. Sedici anni non sono pochi. Nonostante ciò, lui è quasi " vergine' nel senso che ha avuto fino ad ora pochissimi rapporti, poiché ha qualche problema nel lasciarsi coinvolgere nelle relazioni. Il problema per lei Giorgia è che si è coinvolta ora, con un uomo con cui all'inizio sembrava esserci un grande feeling, ma che ora la sta facendo soffrire. Le viene qualche dubbio sul significato dei suoi comportamenti, su ciò che lui sente veramente. Certo che imporre delle regole in una relazione fa pensare a qualcosa di ossessivo, fa pensare a: non ci vediamo troppo così non ci coinvolgiamo troppo. Però la regola potrebbe avere un effetto contrario: una persona innamorata potrebbe aspettare e vedere scorrere i giorni nell'attesa impaziente di quell'incontro. E il desiderio cresce. Paradossalmente potrebbe ottenere l' effetto contrario. Il desiderio vive di attesa e si alimenta con l'attesa. Però l' attesa si può trasformare in rinuncia a vivere pienamente. Giorgia, io credo che lei a 26 anni, possa decidere di chiedere e pretendere dal suo futuro partner, tutto l'amore che le serve e di cui ha bisogno. Spero di averle dato qualche suggestione.

Dott.ssa Giada Santi Inserita il 10/10/2022 - 11:34

Buongiorno Giorgia,
leggendo con attenzione le sue parole, ho percepito sicuramente sofferenza, smarrimento e senso di impotenza verso questa situazione che sta vivendo. Io onestamente non so se la regola del "no contact" possa essere efficace o meno, certamente non lo sarà in assoluto perchè dietro le strategie che decidiamo di utilizzare per non perdere ciò a cui teniamo, ci sono le persone con i loro vissuti, le loro storie personali e familiari, i loro pensieri. Questo vale per lei, per lui e per tutti noi. Probabilmente quest'uomo, come gli ha detto all'inizio della frequentazione e vista anche l'età, ha profonde difficoltà a creare relazioni stabili durature ( lei scrive che la relazione più lunga per lui sono stati due mesi). Forse appena percepisce in se stesso e nel partner "un'emozione in più" , non riesce ad affrontarla o a viverla serenamente perché ha paura e allora chiude senza chiudere davvero( quel rimaniamo amici). Chissà cosa si cela dietro la sua storia personale. Ma questo può interessare un terapeuta qualora lui facesse accesso da uno psicologo. A lei deve interessare che quest'uomo non è "in grado" oggi di darle quello di cui lei ha bisogno: amore e stabilità. Detto questo, giro a lei un'altra domanda: come mai viste le non possibili condizioni per avere quello che desidera, rimane così incastrata dentro questa "non relazione"? La risposta forse è nel suo passato? Rifletta sull'idea di iniziare, se vuole, un percorso di psicoterapia che la possa aiutare a capire se stessa soprattutto nelle sue relazioni personali e nel trovare un equilibrio affettivo di cui ha tanto bisogno. In bocca al lupo! Dott.ssa Giada Santi