Senso di colpa
Buongiorno. Sono una ragazza di 23 anni.
A gennaio ho lasciato quello che ora è il mio ex.
Erano un po' di mesi che eravamo in crisi, ed io non volevo più avere rapporti sessuali, o almeno non riuscivo. Ho provato a spiegargli molte volte come mi sentissi, ma ho incontrato insicurezza, disagio, scazzi, e più volte insistenza, con un conseguente mio irrigidirmi e raffreddarmi ancora di più.
A capodanno eravamo insieme, e lui sembrava nervoso, su di giri. Quando siamo andati a dormire, gli ho detto che avevo freddo. Lui, per scaldarmi i piedi, ha usato il suo pene in erezione e nudo, dicendomi, per scusarsi, che non sapeva come altro fare perché quella era la parte più calda del suo corpo. Quando ha iniziato a muoversi, sentendomi già a disagio, ho provato a togliermi, ma lui per un po' mi ha trattenuta in quella posizione, impedendomi di togliere i piedi. Quando ci sono riuscita, ho sentito il panico crescere, sentivo le sue mani vicine al mio seno e non capivo cosa fosse appena successo e cosa stesse succedendo. Lui in quegli istanti è sempre stato in silenzio, non mi ha mai chiesto se stessi meglio, se mi fossi scaldata, non ha tentato un approccio più "tenero". C'era solo silenzio. Io sentivo solo la mia ansia. Quando mi sono allontanata fisicamente dal suo corpo ha avuto un moto di stizza e se n'è andato. Io mi sono sentita malissimo, mi mancava il respiro, non capivo più niente, avevo paura. Dopo un po' sono scesa per fumare, e lui era là. Mi ha vista tremare e che non lo guardavo in faccia, e ha chiesto cosa fosse successo. Quando gli ho spiegato che avevo avuto paura si è arrabbiato molto e mi ha chiesto come avessi potuto pensare che volesse farmi male. Poi ha negato dicendo che era ubriaco (anche se non lo era) e che non si era reso conto di stare facendo niente di male. Dopo quell'episodio io l'ho lasciato, e da lì sono iniziati i messaggi, le richieste di vedersi, il suo continuo venire al locale dove lavoro perché un mio collega è un amico comune, gli insulti da ubriaco. Poi le bugie dette in giro, le "minacce scherzose" di fare male al mio fidanzato attuale (nonostante abbia cercato di proteggere questo rapporto lui, non so come, lo ha scoperto). L'ho bloccato ovunque ma ha continuato a cercare pretesti per vedermi o parlarmi.
E poi, ha raccontato a questo amico comune che io l'ho accusato di avere tentato di stuprarmi. Io non ho raccontato a quasi nessuno cosa è successo quella notte, e di certo non a questo amico comune, perché non volevo. E per proteggerlo, in qualche modo.
Poi, questo amico comune mi ha detto che per come lo conosce sa che non mi ha fatto del male, e che devo andare avanti, non starci così dietro, così male, che ora mi sono rifatta una vita e non devo più pensarci. E me lo ripete sempre. Mi sento rifiutata da lui, e umiliata per avere scoperto che il mio ex ha raccontato una cosa del genere in questo modo, senza nessun riguardo per come mi ha vista stare, quasi denograndomi, facendomi passare per una paranoica.
Io, con la persona con cui sto adesso, ho un rapporto bellissimo, lui mi sta vicino, ma ogni tanto durante i nostri rapporti ho del flash, mi sento male, piango, mi blocco. E poi mi sento in colpa.
E mi sento in colpa spesso, perché ho paura di essermi immaginata tutto, di stare esagerando. Penso alle persone che subiscono violenze sessuali e mi sento sprofondare, perché quello che è accaduto a me mi sembra niente, mi sembra stupido starci male, ma quando sento quelle sensazioni assalirmi non riesco a bloccarle. So che dovrei cercare aiuto, iniziare un percorso, ma l'idea di dare voce a questa vicenda mi fa vergognare. Cosa devo fare?