Valentina  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 07/04/2020

Treviso

Ipersessualità: come posso gestire queste pulsioni?

Buon giorno,
Sono Valentina, ho 27 anni, sono una studentessa universitaria e lavoratrice part time.
Sono a scrivervi perché da qualche anno ho sviluppato una dipendenza dal sesso. Questa, attualmente, sta costituendomi un vero e proprio problema. Tanto che mi porta a "trasgredire" delle regole. Da qualche mese ho un ragazzo fisso, ma a causa della quarantena che stiamo affrontando non possiamo incontrarci. Purtroppo tutto ciò mi ha portata a soddisfare le pulsioni con un'altro ragazzo, mio vicino di casa. L'episodio è accaduto solamente una volta ma sento la necessità di averne altri e in modo costante. Nei 2 anni precedenti ho sempre avuto dei partner, con e senza relazione sentimentale annessa; avevo rapporti sessuali circa 2/3 o più volte al giorno proprio per placare le mie pulsioni; in alternativa attuavo l'autoerotismo, sempre con la stessa frequenza. Ho riscontrato che questo mio desiderio è nato circa 3 anni fa, ovvero da quando ho smesso di subire abusi sessuali da parte di un uomo molto più grande di me.
Ciò che vorrei chiedere è come attualmente posso far fronte a queste pulsioni che costituiscono sempre più un problema.
Ringrazio in anticipo.
Distinti Saluti,
-V.-

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 07/04/2020 - 17:55

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
|

Buonasera Valentina,
prima di analizzare la sua domanda è importante chiarire la questione relativa allo stato di "ipersessualità" da lei citato: è una condizione diagnosticata da uno specialista dopo essersi sottoposta ad una visita/colloquio psicologico o è una sua autoattribuzione? Consideri che per emettere diagnosi di questo tipo di disturbo è necessario rilevare specifici sintomi (es.: fantasie sessuali perisistenti in risposta ad eventi stressanti della vita, impegno ripetitivo in comportamenti sessuali senza considerarne il rischio di danno fisico ed emotivo per sè o per gli altri ecc.) a cui associare una più ampia analisi della condizione emotivo-affettiva della persona. Che tipo di vita conduce in generale e che influenza ha il sintomo sull'organizzazione della stessa? Ossia: il disturbo da ipersessualità le impedisce di avere una vita regolare (lavoro, studio ecc.)?
Ad esempio, nel suo caso, per poter fornire indicazioni più precise sulla gestione di questa sua difficoltà nel controllo degli impulsi sessuali, è essenziale esplorare la questione relativa agli "abusi sessuali" cui accennava, che presenta un'associazione temporale rispetto al suo attuale disturbo.
Pertanto, le consiglio di approfondire la questione mediante colloqui di consulenza psicologica magari su Skype, in modo da cercare di capire in che modo muoversi.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma)

Dott. Giuseppe Iannone Inserita il 10/04/2020 - 15:49

Milano
|

Gentile Valentina,

inizio col dirle che la dipendenza da sesso è una modalità di comportamento sessuale persistente e crescente messo in atto nonostante il manifestarsi di conseguenze negative per sé e per gli altri. Le manifestazioni del disturbo sono molteplici e comprendono il bisogno incontrollato di avere frequenti rapporti sessuali, l’incapacità di resistere all’impulso sessuale, anche in luoghi e momenti non appropriati.

Chi ne soffre racconta di avere poco potere sul proprio comportamento e che se non soddisfa i propri impulsi, si ritrova a vivere nel disagio e nel malessere. Le conseguenze negative infatti si ripercuotono sugli ambiti relazionale, emozionale e fisico, ma anche finanziario, legale, lavorativo e sociale.

Molte volte la dipendenza sessuale rappresenta un meccanismo di coping. Letteralmente coping significa “gestire qualcosa”, e in psicologia indica una serie di comportamenti messi in atto per cercare di tenere sotto controllo o quantomeno minimizzare situazioni o eventi stressanti.

Ma proprio come per il dolore fisico, quando l’effetto dell’anestetico si esaurisce, il dolore riappare e serve una nuova dose. Fino alla scomparsa del sintomo fisico. Allo stesso modo, quando l’effetto anestetico innescato dal meccanismo di coping si esaurisce, nella persona affiorano emozioni negative come rabbia, senso di colpa, tristezza o vergogna. Ovviamente, il primo pensiero è ricorrere nuovamente al proprio anestetico personale.

In questo senso la dipendenza sessuale è un sistema che si autoalimenta. Tramite questo comportamento, la persona cerca una via di fuga dalla pressione o un modo per distaccarsi dalla realtà. Purtroppo questo è anche lo stesso comportamento che fa nascere senso di colpa, vergogna e delusione. E da qui riparte il circolo.

Tra i meccanismi tipici di tale dipendenza c´è il craving, ossia un intenso desiderio di mettere in atto comportamento sessuali. L´assuefazione, per cui l´individuo necessita mettere in atto sempre più tali comportamenti. I sintomi di astinenza, che producono sgradevoli sensazioni fisiche e psicologiche se non si mettono in atto i comportamenti sessuali.

La dipendenza dal sesso impatta profondamente sulla vita emotiva della persona. Spesso chi ne soffre sperimenta un incremento dei livelli di ansia, inadeguatezza, colpa, vergogna, depressione e aggressività. Inoltre possono comparire pensieri e fantasie intrusivi che impediscono alla persona di lavorare e concentrarsi.

La psicoterapia rimane oggi l’intervento più strutturato e, attualmente, quello in grado di offrire maggiori potenzialità per il trattamento delle dipendenze sessuali. Se ritiene che il modo in cui stia vivendo questa situazione Le generi disagio consideri l´eventualità di intraprendere un percorso di psicoterapia, meglio se con uno psicoterapeuta sessuologo.

Cari saluti
Dr. Giuseppe Iannone
Psicologo Psicoterapeuta e Sessuologo