Valentina  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 14/10/2018

Torino

Non sono più me stessa

Salve, sono una ragazza di 30 anni....scrivo per la prima volta, di solito affronto le cose da sola senza l'aiuto di nessuno, ma credo di essere arrivata ad un limite oltre il quale non c'è via d'uscita. Convivo con il mio attuale compagno da circa 3 anni ed inizialmente la convivenza è stata davvero fantastica amore puro e incondizionato. Da diverso tempo circa 1 anno e mezzo invece il tutto è diventato difficile da sopportare, non riesco più a tollerarlo e giorno dopo giorno, mi sono detta ma sono davvero felice?? pensavo e ripensavo e non trovavo via d'uscita se non accusare lui in quanto sbagliato e in difetto con me, invece ho capito facendo una attenta analisi di me stessa che sono io e soltanto io il problema.
credo di provare ancora tanto odio, rancore, frustrazione e tanta tanta rabbia per la mia precedente relazione durata 11 anni. Credo di non riuscire a controllare più i miei comportamenti in quanto ogni volta che magari per cavolate il mio compagno prova a dirmi qualcosa di non tanto carino io scatto subito ( ho subito una reazione di rabbia , urlo, sbatto qualunque cose ho in mano e offendo con parole taglianti la persona, il mio compagno, che ha detto una frase offensiva), credo che sia un comportamento di difesa come se dovessi proteggermi da tutto e da tutti. Da poco ho realizzato questa mia fase autodistruttiva di me stessa, in quanto noto la distanza da parte del mio partner, come indifferenza, rifugio nel cellulare o in altre persone come amici e una birra piuttosto che stare con me. Soffro tanto su questo suo modo di fare di evitarmi ed ho pensato di lasciarlo più volte in quanto ho concluse che facendo cosi posso stare anche da sola, senza uomini.
Sono cosciente del fatto che in poche righe, scritte di getto, io non sia in grado di far arrivare il mio messaggio, ma se qualcuno è in ascolto e riesce ad empatizzare il mio stato d'animo, non esiti a rispondere.
Vi ringrazio di cuore.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 14/10/2018 - 14:46

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
|

Buonasera Valentina,
analizzando il suo messaggio mi ha colpito inizialmente la descrizione della sua storia sentimentale attuale: nella fase iniziale viene descritta come idilliaca e ora si affaccia la prospettiva di "lasciarlo", quindi mi sembra di percepire una certa difficoltà a comprendere che le situazioni non sono perfette in senso assoluto, ma forse semplicemente nelle fasi iniziali di un rapporto si tende a notare solo alcune cose del partner. Cosa è successo 1 anno e mezzo fa che l'ha indotta a non "tollerarlo"?
Inoltre, mi colpisce il fatto che tenda ad attribuire la responsabilità della crisi di coppia prima a lui e poi a se stessa. Consideri che quando una coppia non è soddisfatta la responsabilità è da ricercarsi in entrambi i partner, per motivi che possono essere svariati.

Per quanto concerne la sua ultima intenzione di "lasciarlo", può essere utile per lei comprendere che, qualora realizzasse ciò senza aver elaborato la sua condizione emotiva, si troverà in difficoltà con qualsiasi altro uomo. Cosa significa per lei stabilire una relazione sentimentale con un uomo? Cosa si aspetta di realizzare e ottenere da ciò?
Infine, che tipo di vita conduce, nel senso: è soddisfatta del suo lavoro? ha relazioni amicali significative? come si inseriscono le relazioni sentimentali nella sua vita, ossia che posto occupano?
Come vede, ci sono diversi aspetti da esplorare per giungere ad un'analisi più completa della sua situazione e aiutarla a prendere la decisione più giusta per lei.
Se vuole approfondire questi temi, sono disponibile.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma)