Leli  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 18/09/2018

Mantova

Tornare sui miei passi?

Non so se riprovarci.
Siamo stati insieme 7 anni e ne abbiamo 24. Una storia importante, che non ci aspettavamo quando l’abbiamo iniziata, inconsapevoli, a 17 anni; siamo cresciuti molto insieme e ci siamo migliorati molto, a vicenda. Sono 3 settimane oggi, che non ci sentiamo.
I problemi sono iniziati nell’ultimo anno, peggiorati negli ultimi 6 mesi. Vengo da un paio d'anni difficili emotivamente, sono stata stressata, ho sofferto e soffro d'ansia e varie problematiche di questo tipo, per via della mia carriera universitaria e per problemi famigliari. Non ero soddisfatta della mia vita, ma della mia relazione sì.
Nell’ultimo anno, tuttavia, sono sorte delle crepe anche nella nostra relazione. Un anno fa gli ho proposto di convivere, ma lui, in procinto di iniziare un nuovo ciclo di studi lontano da casa, non si è sentito di mettere troppa carne al fuoco. Non mi ha detto di no, ma ha procrastinato, per un anno o quasi. In contemporanea sono aumentate anche le ingerenze della sua famiglia, con cui non ho mai avuto un brutto rapporto, anzi; erano solo stressanti, ma per il mio lui valeva la pena sopportarne il peso. Nell’ultimo anno però hanno aumentato ulteriormente il carico, pretendendo sempre più attenzioni da lui, escludendo me, trattandomi come una storiella da nulla.
Da parte di lui ritengo di non aver ricevuto supporto sufficiente, ma anzi le sciocchezze famigliari hanno occupato più tempo e attenzione di altre mie necessità, più delicate.
Da parte mia so di aver sbagliato a non combattere abbastanza per me stessa, a ingoiare rospi sbagliati.
Abbiamo sempre parlato tanto e lui è una persona buona e gentile, ma è stato passivo e indolente. È così di carattere, ma speravo che per me facesse quel miglio in più, quando fosse stato necessario.
Dopo 7 anni, volevo fare un passo avanti e ne abbiamo fatti 100 indietro, vedendoci solo nei fine settimana (per i suoi studi) e dovendo sopportare tutte le pressioni esterne. Ho sopportato tanto, finché non ce l’ho fatta più.
Negli ultimi mesi sono stata stanca e frustrata, rancorosa e fredda. Scattavo per qualsiasi motivo, cercando lo scontro. Lui ha detto di amarmi ancora, che mi vede come prima, che gli dispiace per aver rovinato tutto e mi ha chiesto di vivere assieme. Lo stimavo e lo stimo tanto, non ho mai messo in dubbio quanto lui sia una bella persona, dentro e fuori. Ma io mi sentivo così stanca, esausta...Non ero più sicura di ciò che provavo, mi sentivo fredda nei suoi confronti. Così ho deciso di chiudere. Ci siamo salutati tra le lacrime, di entrambi, augurandoci di essere felici a vicenda.
Ci sto provando davvero a prendermi cura di me. Sto uscendo di più, anche con ragazzi, conosco nuove persone, frequento nuovi ambienti, mi diverto. Ma lui mi manca. Mi manca quando sono sola, al mattino e prima di andare a dormire, ma soprattutto quando succede qualcosa di bello e non glielo posso raccontare. Mi manca l’idea di futuro che avevamo per noi due.
Non so cosa sia giusto fare, non so se cercarlo, cosa cambierebbe, se rischio di fargli del male e basta. Non voglio farlo soffrire, non lo merita.
Cosa posso fare? Quali domande devo pormi per capire cosa provo davvero e cosa voglio davvero?
Odio questa confusione e questa mia volubilità. Vi chiedo consiglio, per sgarbugliare un po’ i miei pensieri.
Grazie per l’attenzione,
Cordiali saluti,
Leli

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 19/09/2018 - 09:05

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
|

Buongiorno Leli,
innanzitutto è importante sottolineare il suo atteggiamento attivo e orientato all'autonomia che ho potuto cogliere attraverso la richiesta di quali domande sia giusto porsi per capire come affrontare meglio la situazione.
Ciò mi fa supporre che lei sia propensa ad affrontare i suoi problemi e ad autoesplorarsi, elementi che rappresentano fattori molto positivi nell'operazione di "sgarbugliare i pensieri" che desidera fare.
Detto ciò, per poter affrontare al meglio la situazione, è utile iniziare da Leli: quindi cercare di capire a cosa si riferisce quando parla di "problemi d'ansia e problemi familiari", ha risolto queste difficoltà? perché vede, se non sussiste un equilibrio interiore-emotivo, portare avanti una relazione sentimentale è una questione alquanto difficile.
Quindi, ora è importante per lei chiedersi come si sente, e quale funzione potrebbe assolvere nella sua vita la ricostruzione della relazione interrotta. Come si colloca questa relazione rispetto alla sua vita universitaria e alla sua carriera? E' soddisfatta della sua vita in generale? Ha raggiunto gli obiettivi che si era prefissata?
Per approfondire tali questioni e comprendere in che modo risolvere la situazione, un consulto psicologico potrebbe essere per lei un valido aiuto.
Ci pensi.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma)