Aldo  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 21/06/2018

Pesaro Urbino

Relazione a distanza - ingiustificata paura di perderla

Salve,
ringrazio anticipatamente per la risposta.
Cerco di essere sintetico mettendo i dettagli rilevanti.
Due anni fa mia moglie mi ha lasciato, ha sospettato le mie scappatelle dal mio atteggiamento diverso dal solito, poco presente.
Sono stato malissimo e fino all'anno scorso volevo riconquistarla.
Poi accade qualcosa che non era nei piani, conosco una ragazza molto più giovane di me, che si innamora. Il tutto parte come un'amicizia, io infatti preferivo divertirmi con relazioni occasionali, sperando di riconquistare la mia ex nel frattempo, e non volevo prendere in giro una brava ragazza.
Con la mia ex le cose sono migliorate, e il nostro rapporto, dal suo odio iniziale per la mia mancanza di fedeltà, è diventato affetto, amicizia e stima. Stava anche rivalutando di tornare con me.
Ma la nuova ragazza, ha perseverato: con il suo coraggio, la sua bellezza e spontaneità mi ha conquistato.
Mi sono innamorato come non mai e lei è cambiata. Prima era una ragazza depressa e insicura, e ora grazie a me, seguendo i miei consigli la sua vita è migliorata: dal rapporto con la famiglia, con gli amici, la sicurezza in se stessa, il miglior rendimento nello studio.
Aveva persino pensato al suicidio prima, mi ha confidato, e da quando stiamo insieme i brutti pensieri sono spariti.
Il problema è la lontananza, ci vediamo ogni mese e mezzo circa.
Un altro problema se vogliamo, che da una parte mi fa piacere ma dall'altro mi preoccupa, è che è ossessionata da me: mi scrive tutti i giorni, mi chiama anche 25 volte se non rispondo (successo ieri sera quando mi ero addormentato), piange perchè non ci sono, almeno una volta al giorno le capita.
I suoi genitori mi adorano, e abbiamo deciso che ci sposeremo l'anno prossimo, con questa scelta appoggiata da entrambe le famiglie. In particolare la sua che non l'aveva mai vista così felice in vita sua, la definiscono "rinata".
Quando siamo insieme abbiamo un rapporto di un'intensità emotiva che non potevo nemmeno immaginare. Cosa che abbiamo anche nelle nostre lunghe conversazioni tutti i giorni (via messaggio, telefono e video). Lei ha una sorta di dipendenza, lo ammette lei stessa, sono la sua droga. E lei è diventata la mia.
Fra le varie cose ha avuto la sua prima esperienza con me, e da quel giorno la sua dipendenza è aumentata ulteriormente.
Il mio problema è il seguente: io sto così bene che ho paura di perderla. Le ragioni sono disparate: un incidente, una malattia, un altro ragazzo che la corteggia, la sofferenza nell'aspettare che arrivi il giorno in cui vivremo insieme.. Tutte scemenze che hanno una percentuale che si verifichino minima, ragionando razionalmente, anche parlandone con lei, ma io, forse di riflesso a lei e a questa distanza, alcuni giorni sto davvero male pensando che questo possa accadere.
Ammetto che ultimamente mi capita molto meno ma ogni tanto succede.
E' possibile fare qualcosa per stare meglio, da entrambe le parti, e vivere questa attesa più serenamente?

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Mirella Caruso Inserita il 23/06/2018 - 10:10

Milano
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Gentile Aldo, la sua lettera suscita una serie di domande di non poco conto. Direi che non è possibile in questa sede darle una risposta esauriente, non potendo esaminare a fondo quali siano i suoi timori e dubbi. Una prima lettura farebbe pensare a due persone che si amano profondamente e, si sa, come dicevano gli Antichi, "gli Dei hanno invidia della felicità umana" quasi a ricordarci che la felicità svanisce presto e non possa appartenere al genere umano. Dal racconto emerge pure che lei è stato per la sua ragazza una specie di psicoterapeuta. Prima stava male, insicura e a disagio con la famiglia, con problematiche legate allo studio e a tratti, idee di suicidio. La sua attenzione e la forza dell'amore l'hanno guarita. Forse una dipendenza, chissà, ma l'amore non è dipendenza? Ci sono nella nostra vita varie forme di dipendenza, in parte consapevolmente accettate: dalla pubblicità, dalla moda, da un amico, da un partner. La dipendenza può verificarsi anche in un rapporto psicoterapeutico ed è comprensibile: una persona sta male e si affida con fiducia a un professionista che possa aiutarla. Che sia però un professionista che segua un codice deontologico è indispensabile, perché il percorso sano è quello di rendere la persona autonoma, consapevole di se stessa e dei propri condizionamenti, libera anche dallo psi. A volte le persone si affidano a qualcuno improvvisato, che ha fatto un mini-corso di formazione e poi se lo rivende "Come aiutare a...e liberarsi di...e avere successo nella vita" senza sapere che le conseguenze possono essere disastrose. Finti guaritori che non seguono neanche le più elementari norme sulla privacy. Oppure viceversa, se non ci si affida per niente, cercando di mantenere un controllo eccessivo, di essere ipercritici, i risultati possono essere nulli, non sfiorano minimamente il disagio e le difficoltà. Ora credo che lei si trovi ora nella situazione di essere preoccupato per i suoi "successi" e teme che la dipendenza sia oramai un fatto certo. Questo le fa paura, come un terapeuta alle prime armi. E teme che, quando quel fascino, quell'aura di suggestione termini, possa trovarsi con una persona sofferente.
Può essere però anche che ora la dipendenza sia reciproca e forse teme anche lei di poterla perdere, quando la vicinanza la porterà a guardarsi intorno. Ed essere così abbandonato, come ha già fatto sua moglie, in un primo momento.
Non vorrei addentrarmi troppo a fare congetture, non conoscendola direttamente, è anche possibile che abbia la solita paura degli innamorati: ovvero che tutto possa finire presto perché questo è l'amore che, come tutte le cose, fugge via. La saluto.