Giulia domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 27/02/2018

Firenze

Quale tipo di psicoterapia può aiutarmi?

Buongiorno,
Scrivo per ricevere un consulto in base a quale percorso psicoterapeutico può essere più adatto a me, e per capire su quali elementi essenziali dovrei lavorare con il terapeuta per risolvere le mie problematiche, poiché ho già svolto due percorsi psicoterapeutici senza ottenere niente.
Ho 32 anni e sono attratta sempre da uomini molto più anziani di me, e già impegnati, non riesco quasi mai (praticamente mai) ad avere interesse per uomini della mia età o liberi. Più difficili sono da raggiungere e più ho interesse a "lanciarmi in questa sfida", anche consapevole che ci starò male, ma dentro di me la paragono grossolanamente ad una specie di dose di stupefacente a cui non riesco a fare a meno. So che probabilmente questa situazione è collegata al rapporto con mio padre, molto più anziano di mia madre e sempre molto distante da me in tutto e per tutto, ma non riesco a capire come lavorare su questa situazione, perché la consapevolezza già ce l'ho, ma mi mancano gli strumenti per poter stare meglio, ammesso che sia possibile apprendere uno schema diverso e scardinare il mio. Inoltre ho una fortissima dipendenza nelle relazioni, la riassumo così: se l'uomo che desidero mi rifiuta, io smetto di esistere, non voglio più fare niente di cui mi occupavo prima, metto in discussione tutto ciò che mi riguarda, mi spengo e mi annullo, tutto perde significato per me, ed inizio a stare male anche fisicamente.
Mi rendo conto poi di avere degli approcci emotivi/relazionali adolescenziali, non maturati.
Inoltre ho il medesimo approccio, ma in scala leggermente minore, verso le attività quotidiane e lavorative: non sono mai soddisfatta di ciò che sto facendo, mi pongo continuamente nuovi obiettivi che al momento mi sembrano vitali, ma che spesso (non sempre però) poi decadono e non mi motivano più, anzi più precisamente provo repulsione verso l'attività ( studio, lavoro, hobby) che stavo facendo con passione fino a poco prima, e se non cambio, realizzando un nuovo obiettivo che diventa un'ossessione ,sprofondo nella disperazione ( insonnia, tachicardia, crisi di panico). Quando succede di sentire necessità di intraprendere un nuovo percorso, e adesso sono esattamente in questa situazione di dover scegliere una strada o un'altra, quindi vivo nel dubbio se il mio interesse sia serio e concreto o sia uno schema che si ripete e ho bisogno di qualcuno che mi aiuti a capirlo.
Vivo nell'inquietudine e vorrei solo un po' di pace e di realizzazione personale, trovare il mio posto e la mia dimensione, non essere più una "nomade".
Non riesco a trovare un terapeuta che riesca davvero cogliere i punti focali di queste mie problematiche e che mi aiuti a stare meglio. Cosa potrei fare?
Grazie infinite per la disponibilità

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 27/02/2018 - 21:24

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buona sera Giulia,
Mi sembra di capire che la sua consapevolezza del problema è molto completa e dettagliata,ma rientra solo nella sfera cognitiva e razionale. Nel senso che ha affrontato le sue difficoltà senza toccare mai il nucleo emotivo della questione, perciò ora le rimane un elenco teorico di problemi che mi sembrano lontani dal suo sentire.
Quindi può essere utile per lei chiedersi se ora è propensa ad avvicinarsi a se stessa con l'aiuto di un terapeuta di cui possa fidarsi.
Inoltre,cosa è successo di diverso ora da indurla ad affrontare nuovamente la questione?
È importante per lei considerare che se non si sente pronta emotivamente,qualsiasi terapeuta o indirizzo terapeutico si risolverà in un elenco teorico di sintomi e disturbi lontani da ciò che è lei realmente.
Cordialmente
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma)

Dott.ssa Alessia Bongianino Inserita il 27/02/2018 - 13:51

Milano - Porta Venezia, Buenos Aires
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Buongiorno Giulia,
Da come si descrive sembra proprio una "pallina da ping pong" che non riesce a fermarsi e a trovare il suo posto. Credo che la sua domanda, quale sia l'orientamento psicologico migliore per lei, rifletta proprio questo. Non so chi siano i colleghi a cui precedentemente si è rivolta e come mai ci sia stata conseguentemente un interruzione, forse questa sua tendenza ad essere prima entusiasta di un lavoro e poi perdere interesse la porta anche ad essere insoddisfatta del percorso psicoterapeutico intrapreso. Sembra che la sua domanda di fondo a questo scritto sia "perché nessuno mi capisce?" Credo che sia essenziale, più che l'approccio, trovare qualcuno con cui sentirsi a proprio agio e a cui affidarsi. Qualcuno che per lei rappresenti una figura stabile e che non senta come rifiutante. Mi chiedo se infondo il suo interrompere le terapie precedenti non sia stato un po' legato a una paura di essere poi inseguito abbandonata. Scrive che nel momento in cui l'altro la rifiuta lei si sente di conseguenza una nullità e forse questo la porta ad allontanarsi. Mi chiedo se ci sia, infondo, anche una paura ad entrare davvero in intimità con l'altro. Questo significa affidarsi, lasciarsi andare, ma può anche capitare di sentirsi molto più vulnerabili e scoperti e quindi poi a temere ancora di più di poter essere lasciati. Credo possa essere importante per lei lavorare su questi fattori. Spesso la consapevolezza non è sufficiente, bisogna capire le diverse situazioni in cui essa si esprime prima di poterla risolvere.
Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Dott.ssa Alessia Bongianino (Milano)

Dott.ssa Veronica Cascone Inserita il 27/02/2018 - 13:39

Buongiorno,
la sua ricerca deve proseguire finchè non troverà il giusto terapeuta che sappia cogliere il suo disagio, a prescindere dall'approccio usato. E la ricerca continuerà finchè lei non sarà realmente predisposta ad iniziare un percorso. La terapia è una relazione, non c'è qualcuno che dà regole e qualcun altro che subisce. Si chieda se è davvero disposta a cambiare e a capire qual è l'origine della sofferenza. A quel punto sarà realmente pronta a trovare la soluzione. Le faccio i miei auguri, dott.ssa Veronica Cascone (Bologna)