Valentina domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 12/05/2017

Agrigento

Cosa posso fare per sbloccarmi?

Mi chiamo Valentina, ho 24 anni e scrivo qui perché credo di aver bisogno di aiuto.
Da un po' di tempo a questa parte, mi sembra che la mia vita si sia fermata: le giornate scorrono tutte più o meno uguali, per la maggior parte del tempo mi sento spossata e priva di energia, senza la minima voglia di fare nulla. A volte mi capita di navigare in internet per molto tempo, per non annoiarmi, cosa che invece finisco col fare comunque.
Lo studio procede in modo molto lento. Mi sono iscritta a una facoltà difficile e, alla mia età, ho ancora diversi esami che mi separano dalla laurea triennale.
A volte mi sento una ruota di scorta per le mie amiche, come se stessero con me solo perché non hanno qualcuno di meglio con cui passare il tempo e, per di più, sono quasi due anni che non ho alcun tipo di relazione sentimentale. Non che ne abbia avute molte, in passato, e la più lunga è stata di due mesi, per altro piuttosto sofferti. Incontro raramente nuove persone e se lo faccio nessuno mi colpisce, nonostante senta la voglia di legarmi a qualcuno. In passato non mi sentivo pronta, ma ora sì e, nonostante questo, non riesco a trovare nessuno che mi piaccia.
Mi sento bloccata, immobile nello stesso punto, mentre fuori le altre persone si laureano, s'innamorano, fanno figli. Cosa posso fare per "sbloccarmi"?

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Raffaele Guarino Inserita il 12/05/2017 - 16:35

Cara Valentina,
premetto che, come spesso faccio presente nelle mie eventuali risposte, LA soluzione non esiste. Esistono, tante, più o meno possibili, soluzioni e ciascuno ha la propria. Quindi la invito a non prendere per oro colato quanto segue, o qualsiasi altra spiegazione presa in prestito a testi o internet.
Mi sembra di capire che lei attualmente vive un periodo di insoddisfazione. Badi bene, insoddisfazione è molto diverso da mancanza. Il punto fondamentale è che spesso, nel protrarsi di un tale meccanismo, un ruolo fondamentale siamo proprio noi a giocarlo.
Mi spiego: alle volte abbiamo così paura del cambiamento da tentare di cristallizzare la situazione attuale che, sebbene scomoda, è comunque un "male noto", quindi assai più gestibile. Questa diventa presto la nostra zona di comfort, per cui provare "altre vie" ci diventa spaventoso e impraticabile. E allora cosa facciamo? Per paura di un ipotetico fallimento, procrastiniamo. Senza renderci conto che giocando si può vincere o perdere ma rifiutandoci di giocare, anche senza accorgercene, stiamo già perdendo!
Se riflette bene, questo concetto, piuttosto astratto, a dire il vero, potrà tranquillamente applicarlo allo studio, alle relazioni e alla vita in generale.
Poi, poco importa che (usando le sue parole) gli altri si innamorino, si laureino, facciano figli, ecc... la sua partita la sta e la deve giocare in primis con se stessa.
Provi a INDAGARSI e capire quali siano le sue effettive priorità.
Per qualsiasi chiarimento o curiosità, non esiti a contattarmi.
Buon tutto e in bocca al lupo.

Dott. Raffaele Guarino