Claudia domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 01/12/2016

Vicenza

Non ho mai vissuto la mia vita

Buongiorno,
vi scrivo per chiedere il vostro parere su quale percorso sia meglio intraprendere.
Sono una ragazza di 30 anni e fino a circa 2/3 anni fa ho fatto parte di un gruppo religioso.
L'appartenenza a questo gruppo prevede l'osservanza di uno stile di vita e di regole che vengono imposte. Ho iniziato a far parte di questo gruppo con i miei genitori quando avevo 5 anni e quindi sono cresciuta con questo tipo di insegnamenti.
Mai festeggiato un compleanno, un natale, mai frequentato persone, bambini al di fuori del gruppo, mai una sigaretta, mai vista una discoteca, mai avuto solo il pensiero di avere un fidanzato o la prima cotta adolescenziale,.
L'unica trasgressione che mi sono concessa è stata con l'alimentazione, infatti sono sovrappeso ma probabilmente aderire anche ad un regime alimentare controllato sarebbe stato troppo, diverse volte ci ho provato e non ci sono riuscita...
Ti viene praticamente insegnato a reprimere te stesso ed i tuoi sentimenti perchè il cuore è ingannevole e può portarti a sbagliare.
Il tutto fatto almeno con la speranza far parte di un gruppo unito, dove ci sostiene l'uno con l'altro, dove non si è mai da soli e c'è subito qualcuno pronto ad intervenire in tuo soccorso, a dare la vita per te, dove tutti si chiamano fratelli e sorelle... il che all'apparenza è realmente così e lo è stato per parecchio tempo... La svolta è avvenuta quando lamia famiglia dopo la perdita del lavoro di mio padre ed un peggioramento delle sue condizioni di salute ha iniziato ad avere problemi e quindi ci siamo trovati a chiedere aiuto e sostegno a coloro che asserivano di essere nostri fratelli e sorelle... li sono diventati irriconoscibili, pronti a giudicare tutto quello che secondo loro avevi fatto di sbagliato, peccato che erano stati loro a incoraggiare quel tipo di comportamento, e comunque alla fine ci hanno quasi totalmente escluso....da qui è iniziato il nostro allontanamento graduale e la presa di coscienza avvenuta ,molto lentamente, del tipo di vortice in cui eravamo incappati... solo che con questa presa di coscienza sono subentrate anche una serie di problematiche... praticamente non so più chi sono, le mie scelte la vita vissuta fino ad ora non è mai stata frutto di una mia decisione ma di un'opera di condizionamento, se penso alle scelte fatte mi chiedo cosa avrei scelto io veramente, che tipo di persona sarei ora se avessi deciso autonomamente della mia vita, perlomeno ora pagherei le conseguenze di scelte sbagliate fatte da me invece che per scelte fatte da terze persone e di cui io adesso devo pagare il conto. Ho una serie di paure infinite, ho paura di tutte le situazioni in cui non posso avere un controllo diretto o in cui mi sento in trappola, attacchi di panico curati con ,lo xanax 0,25mg. Mi rendo conto che probabilmente quello di cui ho bisogno è di cominciare a ritrovare me stessa e che posso fare affidamento su di me. Quale tipo di percorso è il più indicato per uscire da questa situazione?
Vi ringrazio anticipatamente

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Valentina Sciubba Inserita il 01/12/2016 - 23:03

Diversi tipi di psicoterapia probabilmente sarebbero efficaci. Per i disturbi d'ansia è molto indicata la Terapia Strategica Breve che ritengo ancora più efficace se integrata da altri approcci, ma nel suo caso penso sia anche fondamentale che lei trovi una persona affidabile, nei confronti della quale avverte di poter fare affidamento in modo sicuro.
Cordiali saluti