sara domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 27/10/2016

Roma

Di cosa potrebbe trattarsi?

Salve,
sono Sophie, appena compiuti 18 anni, ultimo anno di scuola. Ho gravi problemi relazionali e non solo, cominciati più o meno tre anni fa. Molti sono i quadri diagnostici a cui potrei essere associata, ma purtroppo nessuno di loro sembra essere abbastanza soddisfacente o io mi sto perdendo qualche pezzo importante. Corrispondo a tutti i sintomi relativi ad una personalità borderline, il senso di vuoto cronico, l'idealizzazione e la svalutazione dell'altro, una paura eccessiva verso l'abbandono, sbalzi d'umore, l'umore prevalente è quello depressivo. Impulsività molto accentuata nell'esprimere la rabbia verso le persone da me idealizzate e poi svalutate. Ho anche tutti i sintomi, più o meno, dell'ansia sociale, ho talvolta sperimentato attacchi di panico, e ho un comportamento molto evitante con un conseguente isolamento( che non sopporto). Di recente ho letto qualcosa rispetto ai sintomi della derealizzazione e depersonalizzazione, rendendomi conto di aver sperimentato molto spesso quando ero bambina gli aspetti prettamente fisici del problema, ovvero le vertigini, il solletico, il tempo che sembra scorrere più lentamente e velocemente insieme, una strana percezione della realtà, come vista da fuori del corpo e le voci percepite in maniera veramente molto strana. Quando accadeva, io mi fermavo mettendomi sul letto e aspettando che smettesse oppure il contrario, andavo a vedere la televisione o a parlare con qualcuno in famiglia per farlo smettere, ricercavo quindi un contatto con la realtà immediato per non perdere appunto il contatto. Da bimba avevo anche molti comportamenti compulsivi ossessivi ma non a livelli estremi, credevo lo facessero tutti. Da un anno a questa parte sto sperimentando forse un problema chiamato "derealizzazione ossessiva", è come fossi in costante ipervigilanza, ogni cosa che accade attorno a me, una parola, una frase detta da me o da qualcun'altro, nei miei confronti o nei confronti di qualcun'altro, un movimento, un modo di vestire, di parlare, l'espressione del viso, io catalogo tutto. Studio ogni cosa, è come fossi un'osservatore esterno all scena, non mi sento parte della scena, come se osservassi il mondo da fuori e lo studiassi. Questo avviene SOLO nelle situazioni sociali, e sono pensieri ossessivi, che non sono io a formulare, tutto attira la mia attenzione e tutto viene studiato e ripetuto nella mia testa, principalmente riguardo il mio comportamento. Non solo, io ho problemi con la mia personalità, non so chi voglio essere, vorrei solo essere me stessa ma ho sempre subito gravi danni e brutti trattamenti a causa del mio modo di essere, per cui ho sempre problemi sul come voglio apparire agli altri, una volta voglio essere forte e menefreghista, altre volte buona e sensibile, e non c'è comunque mai una via di mezzo, o tutto o niente. Questi problemi quando sono nei contesti sociali si riversano nel mio modo di rapportarmi agli altri, che fondamentalmente si annulla. Nell'indecisione, tra essere me stessa, essere un altro e quale altro essere, io finisce che non sono niente, smetto di parlare e sembro autistica.
Non ho la minima idea di ciò che mi sta succedendo, nonostante lo studio approfondito di praticamente tutti i disturbi esistenti. Mi chiedo se possa esistere un disturbo che comprenda una crisi di identità profonda dovuta alla mancanza di fiducia nella propria personalità, più volte giudicata da esterni come sbagliata e disfunzionale. Mi chiedo se possano esistere più personalità opposte all'interno di una persona e se c'è un modo per farle collaborare, mi chiedo se c'è un nome a tutto questo. Mi chiedo anche se posso soffrire di derealizzazione ossessiva, e se posso avere un chiarimento da parte vostra di cosa questo realmente significhi, potrebbe anche essere compresente alla personalità borderline e quindi creare disfunzioni dell'identità e personalità ancora più gravi? Per darvi un quadro migliore della situazione, devo dirvi che da piccola non ho avuto dei genitori sani, ma evidentemente affetti da disturbi relazionale e di altro genere. Ho sofferto di trascuratezza, abuso verbale e maltrattamento fisico, ho visto altre persone in famiglia venire maltrattate o minacciate di morte, io stessa sono stata minacciata. Ci sono state figure nel mio passato, una nonna e una babysitter ambigue che avrebbero potuto anche essere fonti di abusi di altro genere, anche sessuale, che io non rammento a causa dell'età, ma la possibilità è alta.A scuola ero vittima di bullismo, sia a causa della trascuratezza di mia madre e quindi il modo in cui andavo vestiti o sporca, purtroppo a volte capitava. Ma il bullismo derivava anche da un mio comportamento nei confronti dei coetanei probabilmente strano sempre a causa dei problemi famigliari. Ho sofferto anche di denigrazione e intolleranza da parte di insegnanti. Ho sempre avuto problemi nella concentrazione a scuola, molto simili all'adhd, in realtà praticamente corrispondo alla maggior parte dei sintomi. Con il tempo tutta l'iperattività a causa delle mie situazioni traumatiche si è inibita ma la deconcentrazione è sempre all'avanguardia. Ho pensato al suicidio perchè all'inizio dell'anno scolastico, a causa di un eccesso di rabbia con motivazione stupide e superflue, ho litigato con la mia compagna di banco e migliore, forse un'unica vera amica. Lei si è instaurata in un altro gruppo, non mi parla e ha espresso il suo desiderio di non parlarmi, che purtroppo condividerei anch'io se fossi al suo posto, di non parlarmi. In classe non ho altri amici, avevo un'altra amica che ora è sua compagna di banco e non mi rivolge più la parola. Ai diciotto anni di quest'ultima le feci un video e per di più un cartellone insieme ad altre, scrivendole frasi significative e importanti per me, mentre io da poco ho fatto diciotto anni, festeggiato con amiche che ho fuori dalla classe e partenti, sono rimasta molto felice, ma Il giorno dopo sono tornata a scuola ed è stato di nuovo il dramma, da nessuna delle due ho ricevuto nulla oltre una frase di auguri per messaggio a cui ovviamente non ho risposto. Ho fatto otto assenze e sono in quinto liceo, per cui quest'anno rischio l'esame e non riesco proprio a concentrarmi nello studio, ora ovviamente grazie all'umore è peggiorato. Mi viene da ridere arrivata a questo punto rileggendo tutto, sembra assurdo che una persona possa vivere tutto questo eppure io lo vivo. E sono ancora viva, e ho voglia di vivere non so come. Non è neanche finita qui, ci sarebbe molto altro da dire sui miei disagi. In ogni caso mi sembra di scoppiare, ho fatto due sedute da una psicologa e spero porti i suoi frutti, ma la settimana è devastante e io continuo a mancare a scuola poichè il disagio che provo lì dentro sola ed isolata è estremo, ed ho un urgente bisogno di sapere se esiste qualcosa che comprenda i miei sintomi più specificatamente. Grazie per la lettura, spero di essere stata il più possibile chiara, per quanto essere chiara in una situazione del genere sia effettivamente possibile. Ancora grazie.

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Alessandro Stirpe Inserita il 17/11/2016 - 15:26

Sara, dopo aver letto tutto d'un fiato il tuo messaggio sono dovuto tornare su per rileggere il tuo nome! Mi è capitato di dare consulenza ad una ragazza come te e credo sarebbe molto utile anche per te un percorso di coaching scolastico e di vita. Cos'è quel qualcosa che comprenda tutti i tuoi sintomi?! Credo si chiami adolescenza... ma non preoccuparti, col tempo si guarisce! Però se vedi che continui a farti del male (socialmente con gli altri o nei risultati scolastici ad esempio) non esitare a contattare qualcuno che ti possa aiutare! Sarebbe un peccato che tu perdessi del tempo, viste le tue spiccate doti comunicative. in bocca al lupo, dott. Alessandro Stirpe

Dott.ssa Federica Elia Inserita il 27/10/2016 - 21:27

Cara Sara,
la sua descrizione della situazione che la riguarda mi sembra innanzitutto un segnale importante del suo bisogno di esplorare le dinamiche interne, condividendole con un esperto che possa comprendere empaticamente. E' significativo anche il livello di questa descrizione, la sua complessita', l'analiticita' che contiene.
Qualunque etichetta diagnostica sarebbe riduttiva, quel che posso dirle e' che ogni volta che si vede la realta' divisa fra opposti, bianco o nero, giusto o sbagliato, in questo io vedo dolore. Non vedo una persona borderline, sento il dolore che impedisce di scorgere le sfumature.
Le sue sfumature sono svariate, e credo che all'interno di una psicoterapia approfondita potra' accedere alle varie parti di se', imparando a conoscerle e ad integrarle.
Non desista.
Dott.ssa Federica Elia (Roma)

Dott.ssa Erica Tinelli Inserita il 27/10/2016 - 11:36

Salve Sophie, innanzitutto mi dispiace per tutte le esperienze negative che ha vissuto e che sta vivendo. Il suo desiderio di voler comprendere se stessa è ammirevole però, come avrà già capito, fare diagnosi psicologiche è un'attività estremamente complessa e pertanto deve essere effettuata da un esperto all'interno di una relazione terapeutica. Per altro, ho l'impressione che quello che lei definisce "UN URGENTE BISOGNO di sapere se esiste qualcosa che comprenda i miei sintomi più specificatamente", rappresenti una manifestazione di altre difficoltà ben più ampie. In quest'ottica, se anche fosse possibile darle una risposta ora, io credo che questa non la farebbe sentire più tranquilla, anzi.
Io le consiglio di non focalizzarsi troppo sul doversi "etichettare" dando un nome alle sue difficoltà. Sembra una ragazza molto intelligente, perché non incanala piuttosto le sue energie sulle possibili soluzioni ai suoi problemi? Le consiglio anche di continuare a farsi seguire dalla sua psicologa che la potrebbe aiutare in questo.
Buona fortuna