eleonora lucia domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 04/08/2016

Milano

Nessuna prospettiva

Buonasera, sono una ragazza di 22 anni che non sa cosa fare della sua vita. Mio padre è morto 9 anni fa e da allora la mia famiglia si sostiene con la pensione di reversibilità di mia madre e la mia di superstite ma, ahimè i soldi scarseggiano, a causa dell'enorme quantità di tasse da pagare dovute alle case che mia madre posside insieme alle sue sorelle (e per questo è in causa con esse in quanto una di loro non vuole vendere). Mio fretello nonostante sia disabile, in quanto 3 anni fa ha fatto un intervento di rimozione alla tiroide che gli ha intaccato le corde vocali, non trova lavoro. Dal punto di vista sentimentale ho un fidanzato da 6 anni che da 4 non trova lavoro e, quindi non posso nemmeno appoggiarmi a lui per avere una speranza in uno straccio di indipendenza. La mia pensione è di 800 euro al mese che devo dare tutti a mia madre per le spese, vorrei cercare lavoro ma, ho visto che il massimo aspirabile come cifra mensile è la stessa da me già percepita. Il mio sogno sarebbe di iscrivermi a una scuola di fumetto ma, sono tutte a pagamento e, chiaramente non ho i soldi. Da qualche tempo non vedo più nessun tipo di prospettiva positiva all'orizzonte se non quella di rimanere a vivere con mia madre per il resto dei miei giorni... aiutatemi vi prego

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Emanuela Mezzani Inserita il 05/08/2016 - 13:23

Buongiorno Eleonora, innanzitutto grazie per averci scritto; è indubbio che la situazione familiare che descrive è comprensibilmente sofferente: un padre mancato, probabilmente ancora giovane, un fratello con un intervento importante, la madre che si sta barcamenando tra doveri e incombenze di eredità, e lei "superstite" . Mi soffermerei su questo termine che ha usato "superstite", probabilmente è stata coinvolta in una grave e traumatica situazione che non può che averla segnata e forse, ma è solo un'ipotesi, bloccata in una fase importante della sua vita. Ciò che emerge e percepisco è una grande paura: paura di perdere, di perdersi, di sbagliare e seguire la voce del buon senso anziché quella dell'istinto, di non darsi delle possibilità, di rimanere per sempre intrappolata in tutto questo. L'inganno delle scelte della paura è che sono le più ragionevoli, sono una garanzia ma allo stesso tempo alimentano il cattivo umore, la tristezza, la poca autostima e i pensieri rigidi e chiusi. Provi a ribaltare il suo punto di vista e si veda come una donna, in gamba, matura, in questo momento di difficoltà, e impegnata a sostenere la sua famiglia, che è consapevole degli ostacoli ma che non si fa abbattere da questi, convinta che prima o poi il suo momento arriverà e potrà portare avanti il suo sogno. Forse non subito, ma appena le scelte che farà saranno dettate dal coraggio e dalla passione anziché dalla paura, allora sarà il momento.
Un saluto affettuoso