Vanessa domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 17/01/2016

Verona

Sindrome della crocerossina

Salve.
Spesso nella mia vita le persone che mi circondano mi dicono che faccio la crocerossina, mettendomi in situazioni sfavorevoli per aiutare gli altri (a volte persone che conosco appena). In tutto questo c'è un fondo di verità, e non mi è mai parso un problema, fino a quando da aprile 2015 ho iniziato una nuova missione con un uomo che purtroppo sta uscendo da una storia di alcolismo. Io per lui ho stravolto la mia vita, e ora che si sta rimettendo in carreggiata per me la missione è finita. Ora... ci sarebbe da approfondire, ma la mia domanda è se tutte queste cose che faccio non nascondano in realtà un disagio mio, che io faccio tutto questo per appagare me stessa e non in realtà per stare vicino agli altri...
Spero si sia capito qualcosa... Grazie.

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Christina Marchetto Inserita il 19/01/2016 - 13:44

Gentile Vanessa,
le suggerisco di intraprendere un percorso psicologico per comprendere come mai lei si trova in situazioni sfavorevoli e come da queste poi lei ne tragga appagamento.
Penso che essere buoni con gli altri serva, ma esiste un limite, passato quello dobbiamo chiederci il perchè, forse con un percorso potrebbe trovare nelle nuove cose su di lei e sulla sua vita.
resto a disposizione.
Dott.ssa Christina Marchetto
www.christinamarchetto.it

Dott.ssa Cristina Fumi Inserita il 18/01/2016 - 14:11

Buongiorno Vanessa,

"che bisogno ha Lei, di prendersi cura di qualcuno, di curarlo, di occuparsene?"
Bisogno di
- Approvazione: io ti curo, tu mi approvi
- Amore: io ti curo, tu mi ami

- Valore: io ti curo, io valgo per te

E anche:
- Controllo: io ti curo, io ti controllo

etc etc

Questa domanda ha però un'origine lontana, o meglio nella sua famiglia di origine.
"Si è mai presa cura di qualcuno? (da bambina, di un genitore malato, di un nonno, di un fratello... etc)
o ha visto qualcuno prendersi cura di qualcuno d'altro?"
E quindi "cosa ha imparato di questa dinamica della cura...???)

Dott.ssa Cristina Fumi
psicologa psicoterapeuta Milano
www.studiokaleidos.it

Dott.ssa Anna Patrizia Guarino Inserita il 17/01/2016 - 22:30

Gentile Vanessa,
è riuscita a descrivere la situazione in modo sintetico e chiaro.
La questione sulla quale potrebbe cominciare a riflettere è come la fa sentire aiutare gli altri, che emozioni prova, cosa significa per Lei, come si vede nel fare queste azioni.

Poi, quando avrà fatto questi pensieri, provi ad immaginare come si sentirebbe se non lo facesse, se invece di aiutare gli altri pensasse ai suoi interessi, facendo per gli altri solo quello che può, senza grossi sforzi.
Che immagine avrebbe di se stessa?

Il significato delle azioni che facciamo a volte è legato alla nostra identità, ai bisogni che abbiamo per mantenere una certa immagine di noi stessi.
Molti di questi significati si formano in seguito alle dinamiche accadute durante l'infanzia e l'adolescenza.

Avverto una certa preoccupazione per questi suoi comportamenti, un timore che comprendo perché forse pensa che questo comportamento possa metterla in situazioni negative, e comunque capire come "funzioniamo" in certe situazioni fa bene, perché ci permette di scegliere cosa fare con maggiore consapevolezza.

La questione che deve affrontare è quindi, a quale bisogno Lei sta cercando di rispondere quando mette in atto questi comportamenti e quando succede, questo perché è probabile che non accada sempre, comunque e con chiunque.

Le consiglio qualche lettura sull'Identità e il Sè, in particolar modo di Hazel Markus (Gli schemi del Sè).

In alternativa, potrebbe fare questo percorso di consapevolezza insieme ad uno psicologo, anche tramite qualche colloquio online.

Cordialmente,
Dott.ssa Anna Patrizia Guarino
www.nonosolofreud.it