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Padova

Cambiare terapeuta per commenti inappropriati riguardo violenza sessuale

Ho 22 anni e dopo aver seguito una terapia di 3 anni per superare la depressione, che mi affliggeva da quando avevo circa 14 anni, sono riuscita ad aprirmi con la mia terapeuta circa le violenze sessuali che ho subito da alcuni fidanzati nell'arco dell'adolescenza.
Fornisco dettagli della conversazione perché vorrei ottenere una risposta precisa al riguardo:
non ho ricevuto il supporto che speravo, la terapeuta ha sminuito la mia esperienza, affermando che quelle che ho subito non erano violenze in quanto non c'è stato uso della forza e che anche l'aver detto esplicitamente "no" non implica che vi sia stata violenza. Ha proseguito dicendo che avrei dovuto reagire (non ho urlato e non ho cercato di scappare), nonostante lei sappia che ero già profondamente depressa all'epoca dei fatti, oltre ad avere dipendenza affettiva. Ha ammesso che l'altra violenza che ho subito lo fosse effettivamente in quanto il ragazzo in questione era molto più alto e grosso di me e mi aveva costretta con la forza, pur affermando però che ero andata in vacanza con lui e quindi dovevo aspettarmi che volesse avere rapporti.
Ha concluso dicendo che forse la mia era una percezione distorta degli accaduti e che devo riflettere su me stessa.
Queste dichiarazioni mi hanno ferita profondamente, hanno aumentato la mia sofferenza riguardo alla situazione e chiaramente ora mi sento incapace di fidarmi nuovamente della mia terapeuta, nonostante la conosca da tanto tempo.
Non nego che mi abbia aiutato in passato, ma non posso sopportare questa sua visione delle cose. Sto pensando di cambiare terapeuta. E' giusto terminare bruscamente le mie sedute? Ho intenzione di dirle apertamente che il suo comportamento mi ha ferito e che non credo sia più adatta a me. Come affrontare la situazione nel modo migliore? Inoltre, ora ho paura che altri terapeuti mi dicano le stesse cose, di non potermi fidare più di nessuno, e non so come selezionarne uno che possa veramente capirmi e aiutarmi.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 25/05/2020 - 11:42

Roma - Tiburtina
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Buongiorno Elisa,
mi dispiace apprendere che non si sia sentita supportata così come avrebbe voluto dalla sua terapeuta.
Comprendo la sua rabbia e frustrazione a ciò conseguenti, nonchè il suo istinto iniziale di fuggire ("terminare bruscamente le sedute").
Ma credo che sia utile per lei, soffermarsi su questa faccenda dando seguito alla sua intenzione di manifestare alla collega che si è sentita "ferita".
E' possibile che parlandone potrete chiarirvi o comunque spero che lei Elisa possa attribuire un altro significato a quanto è accaduto tra voi, ossia riesca a superare il vissuto di diffidenza ("non ptermi fidare più di nessuno") che ha attivato in lei la vicenda descritta.
E' importante, infatti, elaborare questi vissuti in modo da integrare dentro di lei un'immagine più complessa e reale della sua terapeuta che corrisponda all'idea che anche la terapeuta, essendo umana, può commettere errori, e quindi accettare questo suo limite.
E a partire da ciò lavorare insieme sulla capacità di Elisa nell'accettare la limitatezza intrinseca alla nostra natura umana più in generale.
Le auguro, in ogni caso, di risolvere la sua situazione.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).