Gabriele domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 16/09/2016

Mantova

I genitori

Almeno apprezzo l'onestà dei miei genitori che non mi hanno mai nascosto di aver deciso di avere un figlio (io) soltanto per trasmettere la loro professionalità e la loro fiorente attività a un erede. E io sono sempre stato soltanto questo per loro: l'erede. Loro sono stimati e facoltosi professionisti, votati soltanto alla carriera e gli unici rapporti che ho sempre avuto con loro sono rapporti di tipo professionale, oserei direi, per trasmettermi le competenze e inculcarmi la loro attività. Per il resto mi hanno cresciuto persone pagate per farlo. Ora, a 20 anni, sono l'erede che loro hanno costruito e addestrato, li ho seguiti nella carriera e diventerò quel valido e stimato professionista che porterà avanti la loro brillante attività. Ma so che non riesco a considerarli i miei genitori. Non è che li odio ma non provo nulla per loro, sono solo due professionisti che stimo per l'impegno e i risultati ottenuti. Ma non ho mai avuto due genitori e mi sto ritrovando a pensare a come sarebbe stato averli, invece. Di quelli che ti crescono, ti vogliono bene, pensano a te... E' qualche tempo che questo pensiero si è fatto strada in me e non so come gestirlo. Vorrei reprimerlo perchè tanto è inutile ma non ci riesco, si ripresenta sempre. Come potrei gestirlo? Grazie

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Emanuela Mezzani Inserita il 19/09/2016 - 18:47

Valeggio sul Mincio
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Buonasera Gabriele,
condivido i consigli del collega: la razionalità e lucidità con cui descrivi la tua situazione di figlio-erede è molto significativa e intensa tanto da impedirti di vivere le emozioni, per l'appunto, di pancia. Fortunatamente per tutti, non siamo delle macchine e prima o poi queste emozioni, che tu vorresti reprimere, si affacciano e reclamano di essere ascoltate. In questi casi, per tanto dolorose possano essere sarebbe bene affrontarle per non ritrovarsi a farne i conti in futuro e magari con qualche problema in più. Nel tuo caso, Gabriele, si tratta di emozioni che riguardano vissuti dolorosi riguardanti il non esserti sentito accolto e amato incondizionatamente, precludendo la formazione di un buon legame di attaccamento con i tuoi genitori.Il consiglio che posso darti è quello di un percorso che ti aiuti ad affrontare questi vissuti e le loro emozioni, e soprattutto vada alla ricerca delle motivazioni per cui due genitori così competenti professionalmente non abbiano saputo dare al proprio figlio amore. L'esistenza di ognuno è fortemente legata alle proprie origini familiari e alle relazioni con le famiglie d'origine dei rispettivi genitori; capire un comportamento, significa andare oltre il semplice giudizio e carpirne le ragioni sottostanti. La storia della tua famiglia d'origine unitamente alla storia delle famiglie materna e paterna,ti insegneranno moltissimo e ciò ti aiuterà a trovare delle risposte, a dare un senso accettabile al comportamento dei tuoi genitori, e a differenziarti emotivamente da loro.
Saluti