Sunshine domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 13/04/2016

Bologna

Rabbia e sensi di colpa

I rapporti familiari sono complicati e difficilmente gestibili,questo l'ho sempre saputo,ma qual'è il giusto mezzo per poter parlare senza far scatenare una guerra? Nella mia famiglia è sempre andata cosi; ogni qualvolta che qualcuno provasse a parlare come conseguenza si riusciva a ottenere soltanto un furioso litigio. Per mesi ho cercato di tirarmi fuori da questo circolo vizioso,ma anche io si vede che sono fatta della stessa sostanza velenosa. Ieri,dopo tempo che non passavo giorni con mia madre,abbiamo discusso e scatenato un vero e proprio inferno. Sono scoppiata come una bomba ad orologeria e non sono riuscita a controllarmi ma quello che ne è uscito è stato sconcertante e deprimente. Nel mezzo del litigio mia madre ha sputato sopra il mio problema alimentare,sul mio studio, sul nostro rapporto e su tutto quello che è stato detto e fatto per mesi. Il dolore che ho provato nel cuore è indescrivibile; ma è colpa mia? Se mia madre riesce a dirmi determinate cose,se riesce a cacciarmi di casa,vuol dire che sono io la figlia del diavolo? Cosa posso aver fatto per meritare questo astio e questa cattiveria? I rapporti di mia madre con i miei fratelli sono orribili,ma pensavo che almeno con me fosse diverso;ho combattuto perché fosse così. Ma dopo ieri sono crollate tutte le basi che credevo avessimo. Mi ritrovo di fronte ad un bivio che mi impone di scegliere tra i sogni che seguivo per il mio futuro e le responsabilità che sono stata accusata di avere. Mi sembra che l'unica opzione possibile sia abbandonare l'Università e iniziare un percorso che,come ha gia fatto mio fratello,escludi completamente questa famiglia.Ma non vorrei lasciare quello per cui ho tanto lottato. Che cosa devo fare ? Cosa è giusto che faccia un figlio ?

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Barbara Griffini Inserita il 13/04/2016 - 22:09

Gentile Sunshine
la famiglia è croce e delizia dei rapporti, è la culla in cui nasce la nostra modalità relazionale ed in cui, se nulla cambia nella sostanza del sistema familiare, tutto continua a funzionare come sempre ha funzionato.
Mi pare di capire che la sua sia una famiglia con alta conflittualità e rapporti molto tesi. E' anche chiaro che lei è stanca di questa situazione e di rapporti così difficili e così dolorosi. Si domanda anche di chi sia la colpa di questa situazione e delle vostre modalità di interazione. Mi sento di dirle che non c'è colpa, al massimo responsabilità, cioè la diretta conseguenza di dinamiche familiari che si sono create tra voi membri: questo significa che nessuno di voi ha una colpa ma che ciò che vivete tra voi è il risultato di una serie di legami e di movimenti emotivi ed affettivi esistenti.
Se tutti i membri sono d'accordo potreste rivolgervi ad un mediatore familiare che, con pochi incontri e se la vostra conflittualità lo permette, vi aiuti a trovare nuove modalità comunicative ed accordi su questioni pratiche (soldi, università, etc.) e che però non andrebbe a lavorare sul vostro passato familliare. In alternativa ma sempre con l'accordo di tutti potreste rivolgervi ad un terapeuta familiare ed intraprendere un percorso di terapia familiare. Entrambi i percorsi possono coinvolgere anche solo lei e sua madre.
Se ritiene che queste strade non siano praticabili o se la sua famiglia rifiuta può essere opportuno lavorare individualmente per trovare modalità differenti di vivere e sentire sua madre ed anche se stessa. Ritengo comunque opportuno che lei si confronti con un terapeuta per un percorso individuale al fine di affrontare il dolore che prova, il disturbo alimentare e per fare chiarezza in questo momento di caos e delusione: la terapia la aiuterebbe senz'altro a trovare maggior serenità anche investendo maggiormente sul contesto extrafamiliare.
Cordialmente, Barbara Griffini