momi domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 05/01/2016

Una via d'uscita c'è?

Salve. Chi scrive è una ragazza di 20 anni della provincia di Latina. Sono arrivata a contattare voi online perché penso che abbia passato anche troppo tempo senza riuscire a capire cosa fare. Racconto brevemente la mia storia:i miei genitori si sono separati 5 anni fa, io l'ho presa abbastanza bene, ho accettato sin da subito la situazione perché vivendo litigi su litigi ho capito che se due persone non vanno d'accordo è inutile che rimangano insieme. Ho sofferto, ma sempre in silenzio, soprattutto per non aumentare il dolore di mia madre che invece ancora non si riprende dall'evento. Io e lei viviamo nella casa di mio padre, la nostra situazione economica non è per niente facile (mia madre non ha lavoro nè un patrimonio alle spalle);mio padre fa lavoretti saltuari e ci conferisce un piccolo assegno ogni mese. Ma il problema maggiore, quello che mi trafligge ogni giorno, e per cui sono arrivata a non volermi neppure più alzare la mattina, è mia madre. O meglio, è il suo stato d'animo:non lavora, è sempre dentro casa senza fare nulla, si lamenta per ogni cosa, se la prende in continuazione con me per qualsiasi cosa io faccia, è completamente convinta che mio padre entri in casa quando noi non ci siamo e che siamo sorvegliate a vista da telecamere nascoste, pensa che ogni evento sia collegato a qualche dispetto fatto da mio padre per farla arrivare all'esasperazione (già ci è arrivata). Ho cercato mille volte, parlando con tranquillità, invitandola a trovarsi un impiego, a cambiare aria, a fare qualcosa, l'ho portata con me a cercare un lavoro, gli ho proposto mille cose,lei non ha mai alzato un dito. Mio padre è accompagnato con un altro donna da 3 anni, e lei mi fa pesare ogni volta che io li frequento, facendomi sentire un cane. Io non so più che cosa fare. Io ho solo 20 anni ma sto male, sono infelice, non riesco a godermi nulla perché il pensiero torna sempre a questa situazione. IO VOGLIO RISOLVERLA, a tutti i costi. Ma mi sento impotente, vi chiedo umilmente aiuto. Un consiglio, qualsiasi cosa che riesca a farmi riprendere a essere serena, come non lo sono mai stata. Consiglio ovviamente rivolto ad agire nei confronti di mia madre. Grazie. Mi scuso se mi sono dilungata troppo, attendo notizie

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Patrizia Guarino Inserita il 07/01/2016 - 13:55

Gentile Momi,
condivido le sue preoccupazioni per sua madre. I comportamenti che descrive sembrano essere riconducibili ad una sorta di spirale della quale, però, sua madre non sembra averne piena consapevolezza.
In realtà è questa la questione più negativa, per via del fatto che la questione sta avendo ripercussioni su di Lei, in un'età che dovrebbe vederla concentrata sulle sue esigenze, sul suo futuro.

Il consiglio che posso darle è duplice:
1. cerchi di convincere sua madre ad intraprendere un percorso di sostegno e motivazionale presso uno psicologo;
2. cerchi di tutelarsi personalmente dalle dinamiche che si sono instaurate nella sua famiglia.

Per il primo punto, tenga presente che spesso chi è così preso da questo tipo di sofferenze, fa fatica a rendersi conto del fatto che il suo comportamento verso se stesso e verso i figli è cambiato. Il rancore, la rabbia, la frustrazione, la tristezza ecc.. sono tali da annebbiare l'auto-consapevolezza e spesso è necessario l'intervento di qualcuno dall'esterno che aiuti la persona a togliere questo velo, in modo da favorire il cambiamento.

Non è un suo compito. Lei può solo agevolarlo, ma non è una sua responsabilità, e questo deve essere ben chiaro perché i sentimenti di impotenza che già sta avendo non sono giustificati. Lei può solo cercare di convincere sua madre a chiedere aiuto, magari chiedendole di accompagnarla ad una consulenza per il rapporto madre-figlia, giusto per smuoverla, ma è il massimo che può fare.

Per il secondo punto, le consiglio vivamente di considerare che Lei non ha alcuna responsabilità in questa situazione. E' una questione che devono gestire i suoi genitori, che sono adulti e che hanno delle responsabilità verso se stessi e verso i figli. Deve tutelarsi emotivamente dalle dinamiche che si sono instaurate, sentirsene meno coinvolta, distaccarsene quel tanto che basta per proteggersi.

Consideri quindi di cercare di inviare sua madre da uno psicologo. Al limite, con la questione legata al rapporto madre-figlia. Tuttavia, se non volesse farlo, Lei avrà sicuramente fatto tutto il possibile per sua madre. Tenga presente che se sua madre adducesse problemi economici al fine di non cercare aiuto, stiamo parlando inizialmente di una o due consulenze (che non hanno certamente un prezzo proibitivo).
Oppure ci sono strutture pubbliche che possono dare un servizio di psicoterapia semplicemente pagando un ticket (rivolgendosi al medico di base), o, ancora, associazioni e consultori che forniscono sportelli di sostegno per genitori separati.

Cordialmente,
Dott.ssa Anna Patrizia Guarino, Ardea (Roma)
www.nonsolofreud.it