domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 19/10/2015

Salerno

Rabbia nei confronti di papà

Salve,
Ho 31 anni e qualche mese fa ho perso in un soffio mia mamma, di soli 55 anni.
Sono rimasta con mio padre e nei confronti di quest'ultimo provo una rabbia cieca.
Gli rimprovero di non aver aiutato abbastanza mia mamma nel salvarle la vita e perché da sempre so che si masturba guardando film porno, avendo per questo tolto del tempo e delle attenzioni proprio a lei.
Ora continua a masturbarsi e questo suo bisogno, nonostante la mia presenza in casa per poche settimane all'anno, non riesco ad accettarlo perché è MOLTO INGENUO nel credere di fare abbastanza per non essere preso in flagrante, visto che è quasi inevitabile.
La vivo come una mancanza di rispetto e non riesco a vederlo come essere umano bensi' come un porc* con la parola.
Come posso fare per calmarmi e non esplodere con una aggressione verbale nei suoi confronti?
Parlargliene non mi è possibile sia perché non riuscirei a mantenere la calma sia perché lui rigirerebbe la frittata mettendosi in posizione di vittima come fa sempre.
Grazie in anticipo per i consigli.
L.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Paolo Zandomeneghi Inserita il 23/10/2015 - 14:14

Cara L,

l'unico modo completamente salutare di calmare la rabbia è il perdono, per perdonare si deve comprendere e avere compassione (nell'accezione positiva del termine). Ritengo che un possibile percorso benefico che lei possa intraprendere è composto di due step: in primo luogo lavorare sulle ragioni profonde che danno origine alla sua rabbia nei confronti del padre in modo da mitigare tale emozione, in un secondo momento sviluppare o potenziare alcune abilità relazionali in modo da intraprendere una comunicazione proficua con suo padre. L'alternativa è dare tempo al tempo, sperando di dimenticare in parte e di lasciare che i sentimenti si affievoliscano. Questa seconda strategia però non solo non garantisce un miglioramento sicuro, ma neppure esclude un inasprirsi della situazione. Può cercare di affrontare la situazione da sola (ha sorelle o fratelli? se si, provano la stessa rabbia? come fanno a non provarla? se non la provano...) oppure approfittare di una consulenza o un percorso con uno/a psicologo/a o psicoterapeuta. Si informi dell'offerta di tali professionisti nella sua zona.
Tenga comunque conto che ha da poco avuto una perdita molto importante, sicuramente questo momento della sua vita fa affrontare ad entrambi gli eventi e le relazioni in modo non sempre logico agli occhi esterni e interni.

Cordiali saluti,

Dott. Paolo Zandomeneghi